
>con Danilo Ruggieri<
Accademia Rebelde presenta il primo dei tre appuntamenti del ciclo “Le nostre rivoluzioni”.
//La prima volta non si scorda mai! La rivoluzione bolscevica//
Da troppi anni è passata nella società l’idea che non è più possibile cambiare il mondo, il passato non conta e che bisogna in qualche modo tirare a campare perché il capitalismo e l’economia di mercato sono una realtà immutabile. Da molti anni viene portata una lotta senza tregua da parte della borghesia per denigrare come follia, crimine o totalitarismo le rivoluzioni che hanno segnato la storia del XX secolo. La rivoluzione russa più di altri eventi è stata oggetto dopo l’89, con la fine del campo socialista, di una capillare attività di rimozione, falsificazione e denigrazione, al punto da portare alcune delle componenti più retrive del mondo borghese a rivalutare la funzione dello zarismo.
L’Urss non esiste più dal 1991, ma ancora l’idea e la possibilità, anche solo potenziale, della rivoluzione, del cambiamento fa orrore alle classi dirigenti. Ciò spiega, almeno in parte, la continua ricerca della denigrazione o equiparazione del socialismo con i regimi fascisti. La rivoluzione russa rimane un tornante fondamentale per comprendere la storia non solo del secolo appena trascorso, ma per pensare il futuro. Oggi indubbiamente non è facile cogliere, in particolare per le giovani generazioni, la svolta profonda impressa dagli eventi che portarono alla presa del potere bolscevica. Il carattere dirompente della rivoluzione d’ottobre sta nel fatto che operai e contadini della Russia del 1917 presero le redini in mano del governo, dell’economia, dello stato; come disse Lenin, anche una cuoca poteva aspirare a governare il paese dei Soviet.
La storia è costellata di rivolte e di tentativi rivoluzionari, ma nel 1917 per la prima volta, i subalterni, le masse popolari, guidati da una direzione politica consapevole, sono riusciti a cacciare le élite al potere per costruire uno stato socialista, costituendo di fatto il punto di riferimento internazionale per tutti gli oppressi del mondo, al di là delle distinzioni di sesso, razza, lingua e cultura. La presa del palazzo d’Inverno da parte del partito bolscevico di Lenin viene da lontano, non è un’occasione fortuita della storia o un colpo di mano ben ordito, ma il prodotto di una storia e di una tradizione rivoluzionaria, che ha attraversato un intero secolo, iniziata con la grande rivoluzione francese, il ’48 rivoluzionario, la Comune di Parigi, con la tradizione rivoluzionaria russa, con il grande lavoro teorico di Marx ed Engels, ereditato e sviluppato da Lenin.
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Prossimi appuntamenti:
// La lunga lotta per il socialismo. La rivoluzione cinese (27/11)
// Una rivoluzione ininterrotta. La rivoluzione cubana (11/12)
Accademia Rebelde
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