Quattro fratelli. Una casa. Troppe opinioni.
Benvenuti in quel tipo di conversazioni che iniziano tranquille e finiscono con qualcuno che minaccia di andarsene… per poi tornare cinque minuti dopo.
In questo podcast non troverai saggezza illuminata né consigli di vita: solo noi, che proviamo a capirci (spoiler: non ci riusciamo sempre). Tra drammi minuscoli, ricordi imbarazzanti e discussioni su chi ha ragione — di solito nessuno — raccontiamo la nostra famiglia senza prenderci troppo sul serio.
Se volevi un podcast educativo… mi sa che hai sbagliato casa.
Se volevi ridere delle dinamiche degli altri, invece, benvenuto a Casa Zagato.
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Quattro fratelli. Una casa. Troppe opinioni.
Benvenuti in quel tipo di conversazioni che iniziano tranquille e finiscono con qualcuno che minaccia di andarsene… per poi tornare cinque minuti dopo.
In questo podcast non troverai saggezza illuminata né consigli di vita: solo noi, che proviamo a capirci (spoiler: non ci riusciamo sempre). Tra drammi minuscoli, ricordi imbarazzanti e discussioni su chi ha ragione — di solito nessuno — raccontiamo la nostra famiglia senza prenderci troppo sul serio.
Se volevi un podcast educativo… mi sa che hai sbagliato casa.
Se volevi ridere delle dinamiche degli altri, invece, benvenuto a Casa Zagato.
Bentornati a Casa Zagato, carissimi: oggi siamo vestiti da lutto perché l’Epifania è passata e con lei pure la nostra dignità. Questa è ufficialmente la puntata della verità, quella in cui si tolgono i sassolini dalle scarpe, si minaccia la “pausa di riflessione” stile relazione tossica e si decide che Casa Zagato non può essere un podcast da palestra tutte le settimane: qui si ragiona a stagioni, come le serie belle…o almeno come quelle che ci provano.
Nel frattempo, tra un Kevin (il palloncino-fratello segreto) che ci osserva giudicante e un recap delle vacanze, si finisce a parlare di vomito, reflusso, cani che fanno la cacca guardandoti negli occhi e traumi vari da nottate infernali.
Poi si scende nel vintage più profondo: leggiamo una lettera della Befana del 6 gennaio 2013 con consigli educativi che oggi suonano come minacce (“vai in palestra”, “sii più gentile”, “molla il telefono e studia”) e scopriamo chi ha davvero mantenuto la promessa e chi invece è rimasto uguale, solo più povero di energie.
A proposito di soldi: si apre anche il capitolo “Gabriele a cash”, con tariffe per accompagnare la sorella a Milano e l’abilità di truffare a Monopoly come se fosse un mestiere. In mezzo ci infiliamo anche Cesare, che entra in un negozio di giocattoli e riesce in pochi secondi a lanciare una macchinina in fronte a una bambina: karma istantaneo e assicurazione del capofamiglia che ci saluta.
Chiudiamo con la polemica più sottovalutata del secolo: i resi da Zara (sì, li proviamo a casa, sì, li riportiamo, no, non è un crimine) e la guerra personale contro le commesse che ti seguono mentre vuoi annusare profumi in pace. Insomma: tanta cattiveria, tante cag*te (letteralmente) e il solito disagio assicurato.
Iscrivetevi, commentate e diteci: Casa Zagato deve diventare stagionale davvero o volete vederci soffrire ogni settimana?
Casa Zagato
Quattro fratelli. Una casa. Troppe opinioni.
Benvenuti in quel tipo di conversazioni che iniziano tranquille e finiscono con qualcuno che minaccia di andarsene… per poi tornare cinque minuti dopo.
In questo podcast non troverai saggezza illuminata né consigli di vita: solo noi, che proviamo a capirci (spoiler: non ci riusciamo sempre). Tra drammi minuscoli, ricordi imbarazzanti e discussioni su chi ha ragione — di solito nessuno — raccontiamo la nostra famiglia senza prenderci troppo sul serio.
Se volevi un podcast educativo… mi sa che hai sbagliato casa.
Se volevi ridere delle dinamiche degli altri, invece, benvenuto a Casa Zagato.