
Buongiorno amici di Goodmorning Milano!
Siamo arrivati a giovedì!
Come state?
Come al solito Fabio ci propone alcune notizie, ma una ci ha colpito particolarmente:
Ogni giorno, una mamma porta, in un vecchio campo di basket, un girasole. Un gesto semplice, eppure carico di dolore, memoria e speranza.
Quel girasole, non è solo un fiore. è un "ciao ti penso, un "non ti ho dimenticato". È il ricordo di un figlio, morto lì, troppo presto.
A causa di atti di vandalismo, quel gesto silenzioso è diventato oggetto di offesa: qualcuno ha strappato il fiore e lasciato un bigliettino infelice: «se tutti mettessero un fiore per ogni morto, Milano sarebbe pattumiera».
Cosa ne pensi?
Noi pensiamo che se tutti, ogni giorno, portassero un fiore per chi non c'è più, Milano sarebbe come un giardino bellissimo.
Oggi in studio abbiamo chiamato Jacopo Tondelli, che ci ha anticipato ciò che accadrà il 1° dicembre: una giornata dedicata a immaginare e discutere il futuro di Milano.
"Il futuro di Milano si scrive a più mani", il nome, ma anche lo spirito dell'iniziativa: una città che si pensa insieme, dove visioni diverse si intrecciano per costruire ciò che verrà.
Come ogni Giovedì, ci siamo collegati con Tamara Malleo, la nostra esperta di teatro, che ci ha proposto degli eventi imperdibili:
"La scomparsa di Majorana" di Leonardo Sciascia. Questo spettacolo, adattato e diretto dal nipote dell'autore Fabrizio Catalano, affronta il mistero irrisolto del fisico Ettore Majorana, la cui scomparsa nel 1938 ha da sempre affascinato Sciascia. Dal 28 al 30 novembre 2025, all'Eco Teatro, e mette in scena una rappresentazione poliziesca del caso, esplorando il conflitto tra la scienza e la filosofia morale.
"Venivamo tutte per mare" e racconta la storia vera delle "spose in fotografia" che, all'inizio del XX secolo, partivano dal Giappone per sposare immigrati giapponesi in America. Lo spettacolo si ispira al romanzo di Julie Otsuka e descrive le loro speranze, la dura realtà lavorativa e culturale in America e la tragica interruzione del loro sogno dopo l'attacco a Pearl Harbor, quando molte di loro furono internate in campi di concentramento. Il 27 novembre dalle ore 19.
"La memoria risiede nel lobo dell'orecchio" di Alessandro Bosetti, 29 novembre 2025, ore 20.30.
Il compositore invita il pubblico a un’esperienza intima e immersiva, che costruisce uno spazio al tempo stesso reale e immaginario, dove suoni, ricordi e frammenti di vita si intrecciano.
Quale degli eventi stuzzica la tua curiosità?
Più tardi, ci ha chiamato Sabrina Schillaci, un’atleta e un coach professionista, che ci ha raccontato il suo lunedì: il suo e quello del marito, tetraplegico da 19 anni. Doveva essere un pre ricovero all'ospedale, una routine che dovrebbe essere tutelante, umana, semplice e che, invece, si è trasformata in un incubo. Ascolta l'intervento per capirne di più e dirci la tua!
Infine, ci siamo collegati con Fabrizio Sinisi per parlare de "Il Prodigio", un romanzo che vive dentro un'unica, potentissima, unità di luogo: una città mai nominata, ma che ha il volto riconoscibile di Milano.
La storia si apre con uno smile apparso nel cielo. Inizialmente potrebbe sembrare solo una trovata di marketing, un gesto bizzarro destinato a sgonfiarsi in poche ore. Ma la situazione precipita quando, dentro quel segno, la gente inizia a vedere qualcosa di apocalittico.
L'autore per il suo libro è partito proprio da questa domanda: Cosa succederebbe se, all'improvviso, nel cielo arrivasse qualcosa che non riusciamo a spiegare?Qualcosa di perturbante? Qualcosa che ci riguarda?
In un'epoca in cui va di moda la narrazione intima e autobiografica, Sinisi sceglie una strada diversa: una prospettiva collettiva, che esplora non un singolo io, ma un'intera collettività messa di fronte all'impossibile.
A noi, questo racconto ha convinto, Fabio addirittura ci vede una strizzata d'occhio al mondo cinematografico.
Leggete il libro e fateci sapere cosa ci avete visto voi.