
Barry Lyndon non è un film lento. È un film che ti chiede di rallentare.
In questa puntata analizziamo il capolavoro più “dipinto” di Stanley Kubrick, quello girato a lume di candela vero, con un obiettivo Zeiss progettato per la NASA e usato… per guardare l’uomo, non lo spazio. Barry Lyndon è il film su Napoleone che non sapevamo di volere.
Parliamo di:
• Fotografia rivoluzionaria (il leggendario 50mm f/0.7)
• Zoom lentissimi come una minaccia morale
• Carrellate infinite, joystick e proto-gaming
• Destino già scritto, voce narrante onnisciente e sottrazione kubrickiana
• Pittura del Settecento, cinema muto e tableaux vivants
• Ryan O’Neal scelto non per bravura, ma per “faccia giusta”
• Colonna sonora rubata ai morti: Händel, Schubert, The Chieftains
Barry Lyndon è il film che ha insegnato al cinema a respirare, a giudicare senza urlare, a guardarti mentre fai lo scemo.
Un test di purezza cinefila: se lo ami, sei dentro. Se ti annoia… c’è sempre Emily in Paris.