Magazine di riferimento della Rete Due sulle questioni scientifiche. Si occupa sia dei grandi temi che riguardano direttamente la nostra vita quotidiana (inquinamento, allergie, alimentazione) sia delle ricerche di laboratorio (medicinali, nuove scoperte, invenzioni) sia di questioni che coinvolgono le scienze umanistiche, psicologia, filosofia. Partecipa così, con stile divulgativo, al dibattito su alcuni fondamentali temi di società.
Magazine di riferimento della Rete Due sulle questioni scientifiche. Si occupa sia dei grandi temi che riguardano direttamente la nostra vita quotidiana (inquinamento, allergie, alimentazione) sia delle ricerche di laboratorio (medicinali, nuove scoperte, invenzioni) sia di questioni che coinvolgono le scienze umanistiche, psicologia, filosofia. Partecipa così, con stile divulgativo, al dibattito su alcuni fondamentali temi di società.

Pensare alle città come organismi viventi: dall’avvento delle megalopoli in occidente, molti romanzi hanno paragonato la città a un organismo vivente. E non solo la letteratura: anche la ricerca urbanistica e la scienza si sono interessate a questa analogia con l’obiettivo di comprendere meglio le leggi che governano le città e risolvere la complessità insita nella pianificazione urbana.
Uno studio condotto al Politecnico di Losanna, ha identificato “leggi universali” che governano la forma e il funzionamento delle città, indipendentemente dal contesto geografico, politico o storico. E se la chiave dello sviluppo urbano sostenibile risiedesse nel “metabolismo” stesso delle nostre città? Ne parliamo con Gabriele Manoli, direttore del laboratorio sui sistemi urbani e ambientali dell’EPFL e Stefano Mancuso, botanico e docente di arboricoltura generale ed etologia vegetale all’Università di Firenze che, tra i vari libri, ha pubblicato un saggio dal titolo Fitolpolis – la città vivente.
Con lui faremo un ulteriore passo in avanti: il modello di funzionamento urbano che abbiamo sviluppato, sta conducendo a una crisi globale delle città a causa della loro crescente insostenibilità economica, sociale e ambientale, c’è un’alternativa è possibile? Secondo Mancuso si, ed è “Fitopoli”, dal greco PHITON (pianta) e POLIS (città). La città delle piante - neologismo creato dallo stesso Mancuso - è città che si ispira alle leggi dei vegetali, una città più verde, più vivibile e più sostenibile: un luogo in cui potremmo risanare quella frattura tra uomo e natura che noi stessi abbiamo creato.