“Nella vita di ognuno arriva prima o poi quel momento in cui siamo troppo logorroici, troppo felici, troppo paranoici o lamentosi anche per chi ci ha sempre voluto bene. Di certo non sono io quella che si sostituisce a loro, non ne ho né tempo né voglia e poi chi vi conosce, ma con questo podcast vorrei trovare una soluzione salvifica che ovvia al problema di dover tediare amici e parenti. I libri sono un mezzo incredibile se usati con criterio: possono risollevare gli animi, gettare nello sconforto, accendere l’adrenalina, rispondere a domande che neanche sapevamo di avere e farcene di nuove (mannaggia), ci danno un La, ci divertono, ci riportano indietro nel tempo e un sacco di altre cose belle (ma pure brutte). Eccallà, la soluzione: vorrei semplicemente dare un’idea, un perché sì (un perché no), una situazione in cui leggere quel determinato libro può essere una finestra per un dialogo con sé stessi invece che sfrantumare in mille minuscoli pezzi le gonadi degli altri, oppure convincervi che se le cose vanno alla grande perché dovete andare a pescare libri motivazionali – in caso contrario la responsabilità non è mia. Roba breve, senza pretese, ma soprattutto senza volermi spacciare per una critica d’alto rango; quando veniva distribuita l’abilità letteraria io ero in fila da lampredottaro: sono venuta su con qualche disagio nell’eleganza, ma com’era bòno quel panino.”
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“Nella vita di ognuno arriva prima o poi quel momento in cui siamo troppo logorroici, troppo felici, troppo paranoici o lamentosi anche per chi ci ha sempre voluto bene. Di certo non sono io quella che si sostituisce a loro, non ne ho né tempo né voglia e poi chi vi conosce, ma con questo podcast vorrei trovare una soluzione salvifica che ovvia al problema di dover tediare amici e parenti. I libri sono un mezzo incredibile se usati con criterio: possono risollevare gli animi, gettare nello sconforto, accendere l’adrenalina, rispondere a domande che neanche sapevamo di avere e farcene di nuove (mannaggia), ci danno un La, ci divertono, ci riportano indietro nel tempo e un sacco di altre cose belle (ma pure brutte). Eccallà, la soluzione: vorrei semplicemente dare un’idea, un perché sì (un perché no), una situazione in cui leggere quel determinato libro può essere una finestra per un dialogo con sé stessi invece che sfrantumare in mille minuscoli pezzi le gonadi degli altri, oppure convincervi che se le cose vanno alla grande perché dovete andare a pescare libri motivazionali – in caso contrario la responsabilità non è mia. Roba breve, senza pretese, ma soprattutto senza volermi spacciare per una critica d’alto rango; quando veniva distribuita l’abilità letteraria io ero in fila da lampredottaro: sono venuta su con qualche disagio nell’eleganza, ma com’era bòno quel panino.”
Abitarsi - NON ESISTE UN POSTO AL MONDO di Maurizio Carucci (HarperCollins)
LE RECENSIONI IGNORANTI
12 minutes
10 months ago
Abitarsi - NON ESISTE UN POSTO AL MONDO di Maurizio Carucci (HarperCollins)
Il titolo è aperto, come del resto è aperta la risposta alla domanda che a chiunque è sorta almeno una volta: c’è un posto per me? Banale sarebbe dire che no, non c’è alcun posto, ma Carucci racconta la sua storia di ragazzo di periferia, ragazzo di paesino e uomo di casale e questo rende la risposta più complessa, e facendolo parla di sé stesso, di aspettative, di ambiente, di un sistema in cui siamo immersi, di natura: se penso ad un tour degli Ex-Otago penso a tutt’altro che al silenzio delle montagne, per questo parte di questo libro è tanto spiazzante quanto rivelatrice; perché dovrei dare per scontato che possa essere un fanatico di rumori e persone? Perché diamo per scontato che il posto di qualcuno possa essere uno e uno soltanto; o perché ci aspettiamo dalla vita di trovare il nostro posto nel mondo? Vogliamo un luogo nostro, vogliamo sentirci giusti in un posto, o averne uno giusto per noi. Ci protendiamo fuori da noi cercando sempre una risposta chiara sperando di fermarci un secondo dopo la scoperta, una via definita che ci eviti di guardare quella nebulosa di incertezza, di vuoti, di paure, ma che rappresenta il vero motore di uno slancio costruttivo e che peraltro racchiude la reale possibilità di fermarsi. E respirare. “Un giorno buffo di cielo assolato Ci ritroveremo con un bel sorriso Per aver capito poco Di questo nostro cervello E dell'intero mondo Così complesso Così spericolato”
LE RECENSIONI IGNORANTI
“Nella vita di ognuno arriva prima o poi quel momento in cui siamo troppo logorroici, troppo felici, troppo paranoici o lamentosi anche per chi ci ha sempre voluto bene. Di certo non sono io quella che si sostituisce a loro, non ne ho né tempo né voglia e poi chi vi conosce, ma con questo podcast vorrei trovare una soluzione salvifica che ovvia al problema di dover tediare amici e parenti. I libri sono un mezzo incredibile se usati con criterio: possono risollevare gli animi, gettare nello sconforto, accendere l’adrenalina, rispondere a domande che neanche sapevamo di avere e farcene di nuove (mannaggia), ci danno un La, ci divertono, ci riportano indietro nel tempo e un sacco di altre cose belle (ma pure brutte). Eccallà, la soluzione: vorrei semplicemente dare un’idea, un perché sì (un perché no), una situazione in cui leggere quel determinato libro può essere una finestra per un dialogo con sé stessi invece che sfrantumare in mille minuscoli pezzi le gonadi degli altri, oppure convincervi che se le cose vanno alla grande perché dovete andare a pescare libri motivazionali – in caso contrario la responsabilità non è mia. Roba breve, senza pretese, ma soprattutto senza volermi spacciare per una critica d’alto rango; quando veniva distribuita l’abilità letteraria io ero in fila da lampredottaro: sono venuta su con qualche disagio nell’eleganza, ma com’era bòno quel panino.”