Chiedersi
che senso ha danzare oggi è una delle domande che mi stanno a cuore da quando ho cominciato a occuparmi di danza. Come la
danza butoh ci invita a dissacrare le convenzioni e a perlustrare i territori che mettono in discussione i confini tra maschile e femminile, vita e morte, grazia e volgarità; così il
pensiero filosofico ci invita a mettere in questione le nostre credenze, predisponendoci al gusto per la domanda e per la critica, piuttosto che accontentarci delle risposte che siamo in grado di fornire oggi o che ci consegnano i nostri antenati.
La filosofia ci invita a
scostare i veli delle apparenze per dedicarci al senso incontrovertibile della verità, senza mai stancarsi di criticare sé stessa e arrivando quindi a mettere in discussione il senso stesso dell’incontrovertibile. Solo la filosofia, infatti, si pone la domanda sulla verità e continua incessantemente il suo esercizio critico, senza accontentarsi mai delle risposte che man mano emergono da questa ricerca.
Per non rimanere imprigionati nel nostro piccolo mondo, la danza butoh e la filosofia ci chiamano a oltrepassarci e a porci quelle domande fondamentali che i nostri antenati si sono posti sin dai tempi della caverna:
chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?Ti invito anche a
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