Il
counseling filosofico offre alle persone una relazione di aiuto per vivere in modo più consapevole e per orientare le proprie risorse grazie all’esercizio critico tipico dell’atteggiamento filosofico. L’
atteggiamento filosofico, per sua natura, spinge l’essere umano a integrare i piani che ne compongono la struttura: dal suo rapporto con sé stesso e con la sua interiorità, passando per le relazioni che intesse con il mondo circostante tramite i suoi organi di senso, le sue capacità emotive, comunicative ed espressive, fino al suo rapporto con tutto ciò che va oltre alla mera fattualità e che lo spinge a confrontarsi con i temi caratteristici della metafisica e della teologia. È proprio questa
tensione a oltrepassare i nostri limiti a rendere essenziale l’apporto della filosofia dinnanzi al dolore che proviamo a causa di una diagnosi infausta o a causa della perdita di una persona cara. Laddove le terapie rimangono mute, non potendo identificare una “malattia”, un “disturbo” o una “patologia”, ma dove il mondo perde i suoi colori e avvizzisce nella perdita di ogni significato, sopraggiunge l’opportunità data dal counseling filosofico. Ma
Gerd Achenbach ci mette in guardia anche dal pensiero che vede nella filosofia una risposta alle domande che da sempre si pone e di fronte alle quali la scienza rimane muta, come la questione sul senso della morte centrale in questo podcast.
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