Il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto non è così netto. In questa terza stagione di
Lettere a mia mamma ti invito a intraprendere un viaggio poetico e filosofico in cui la danza diventa il linguaggio dell’invisibile. Attraversando il dolore del lutto, ho imparato che ogni fine è già un nuovo inizio. Nessuno di noi vuole soffrire, certamente. La vita può essere difficile. Eppure, in mezzo alla tempesta, potremmo sorprenderci, rivolgendo lo sguardo oltre la nostra cornice di pelle. Come la fatica delle gemme, durante l’inverno, possiamo lasciar sbocciare una nuova danza, quando giunge la primavera. Per questo motivo, con questa nuova stagione, ti racconterò del mio nuovo progetto:
primavera di un danzatore. Spero che ti colga in un momento di ispirazione. Ti invito a
guardare anche il trailer del mio film Spring of a Dancer e a
leggere il mio nuovo libro Primavera di un danzatore su Amazon Libri.
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