Per raggiungere l’
illuminazione, insegnano gli sciamani, bisogna innanzitutto
seppellirsi nella caverna. Infatti, si dice che, per aprire il nostro sguardo, dobbiamo chiudere gli occhi nell’oscurità della terra.
Lo sciamano, come il danzatore butoh, vive a cavallo tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Come gli alchimisti, gli sciamani sfidano i confini tra le cose mortali e le cose immortali. Custodendo le leggi che regolano i moti dei cieli, s’immergono in ciò che i più reputano “la fine” o, meglio, “il confine”, per tornare indietro e restituire messaggi ermetici. Per loro, l’inizio è la fine: “
naturalissimum et perfectissimum opus est generare tale quale ipsum est”. Con questa meditazione alchemica, accompagnata dalle immagini dei tre uccelli alchemici (il corvo, il cigno e la fenice), comincia la seconda stagione di
"Lettere a mia mamma".
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