
C’è una notte che non dimentichi. Non per quello che succede, ma per quello che senti. Ti svegli alle tre e dodici e capisci che non tornerai a dormire. Ti giri nel letto, le lenzuola sembrano spine. Poi la percepisci: non con le orecchie, con la pancia. È lì, seduta nell’angolo buio. Non parla, ma pesa. È l’ansia.
Parliamo di quel momento. Ma di quando smetti di fuggire, eh, e inizi a scegliere.