Canzone bellissima dei
Radiodervish che si ispira, senza riserve, ad una serie di lettere che
Gramsci scrisse, dal carcere pugliese di
Turi, alla sua famiglia. Da una finestra della sua cella Gramsci vedeva ogni giorno crescere questa rosa, che misurava il tempo e forse anche il senso della sua libertà i Radiodervish hanno preso ispirazione per scrivere una canzone di pace, i componenti del gruppo sono infatti un ragazzo palestinese che studiava in Italia
Nabil Salameh e un italiano,
Michele Lobaccaro.
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