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Scudo (in)crociato
Gabriele Maestri
12 episodes
2 months ago
Nel 1994, mentre la scena politica italiana era in tempesta, il partito che ha governato l'Italia per oltre 40 anni, la Democrazia cristiana, volle cambiare il nome. Tre decenni dopo, tanti democristiani sono rimasti (e sono finiti quasi ovunque), ma da oltre un quarto di secolo si combatte una guerra inesauribile sulla vecchia denominazione e sul simbolo storico dello scudo crociato.
Gabriele Maestri, costituzionalista e curatore del blog www.isimbolidelladiscordia.it, racconta passo a passo - anche grazie ai materiali audio concessi da Radio Radicale - la diaspora democristiana e gli scontri elettorali e giudiziari nel nome della Dc. Ogni quindici giorni, una nuova puntata di una storia incredibile e difficile da dipanare, che non sembra avere fine.
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Nel 1994, mentre la scena politica italiana era in tempesta, il partito che ha governato l'Italia per oltre 40 anni, la Democrazia cristiana, volle cambiare il nome. Tre decenni dopo, tanti democristiani sono rimasti (e sono finiti quasi ovunque), ma da oltre un quarto di secolo si combatte una guerra inesauribile sulla vecchia denominazione e sul simbolo storico dello scudo crociato.
Gabriele Maestri, costituzionalista e curatore del blog www.isimbolidelladiscordia.it, racconta passo a passo - anche grazie ai materiali audio concessi da Radio Radicale - la diaspora democristiana e gli scontri elettorali e giudiziari nel nome della Dc. Ogni quindici giorni, una nuova puntata di una storia incredibile e difficile da dipanare, che non sembra avere fine.
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Ep. 2 - Un nuovo, antico nome
Scudo (in)crociato
47 minutes
2 years ago
Ep. 2 - Un nuovo, antico nome
Dopo il calo alle elezioni del 1992, per la Democrazia cristiana arrivano le batoste del Quirinale (viene eletto il diccì Scalfaro, ma non il segretario Forlani, impallinato anche dai suoi) e - oltre ai referendum - delle amministrative del 1993 (la Dc conquista pochissimi comuni, spesso non si presenta o non arriva al ballottaggio).
Nel frattempo, dal 23 al 26 luglio al Palazzo dei congressi dell’Eur si svolge l’assemblea programmatica costituente: "Per l'Italia una nuova presenza popolare". Il nuovo segretario Mino Martinazzoli dice che il simbolo dello scudo crociato deve restare, ma propone di riadottare il nome coniato da Sturzo, "Partito popolare italiano". Qualcuno è convinto, qualcuno è più tiepido o addirittura teme che questo preluda a posizioni non nettamente alternative alla sinistra (o che comunque possano favorirla). Martinazzoli ottiene poteri straordinari e prepara la trasformazione della Dc, ma l'unità politica dei cattolici inizia a scricchiolare.
Gli interventi all'assemblea del Palacongressi (luglio 1993) sono tratti dalle registrazioni disponibili sul sito di Radio Radicale.
Scudo (in)crociato
Nel 1994, mentre la scena politica italiana era in tempesta, il partito che ha governato l'Italia per oltre 40 anni, la Democrazia cristiana, volle cambiare il nome. Tre decenni dopo, tanti democristiani sono rimasti (e sono finiti quasi ovunque), ma da oltre un quarto di secolo si combatte una guerra inesauribile sulla vecchia denominazione e sul simbolo storico dello scudo crociato.
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