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Scudo (in)crociato
Gabriele Maestri
12 episodes
2 months ago
Nel 1994, mentre la scena politica italiana era in tempesta, il partito che ha governato l'Italia per oltre 40 anni, la Democrazia cristiana, volle cambiare il nome. Tre decenni dopo, tanti democristiani sono rimasti (e sono finiti quasi ovunque), ma da oltre un quarto di secolo si combatte una guerra inesauribile sulla vecchia denominazione e sul simbolo storico dello scudo crociato.
Gabriele Maestri, costituzionalista e curatore del blog www.isimbolidelladiscordia.it, racconta passo a passo - anche grazie ai materiali audio concessi da Radio Radicale - la diaspora democristiana e gli scontri elettorali e giudiziari nel nome della Dc. Ogni quindici giorni, una nuova puntata di una storia incredibile e difficile da dipanare, che non sembra avere fine.
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Nel 1994, mentre la scena politica italiana era in tempesta, il partito che ha governato l'Italia per oltre 40 anni, la Democrazia cristiana, volle cambiare il nome. Tre decenni dopo, tanti democristiani sono rimasti (e sono finiti quasi ovunque), ma da oltre un quarto di secolo si combatte una guerra inesauribile sulla vecchia denominazione e sul simbolo storico dello scudo crociato.
Gabriele Maestri, costituzionalista e curatore del blog www.isimbolidelladiscordia.it, racconta passo a passo - anche grazie ai materiali audio concessi da Radio Radicale - la diaspora democristiana e gli scontri elettorali e giudiziari nel nome della Dc. Ogni quindici giorni, una nuova puntata di una storia incredibile e difficile da dipanare, che non sembra avere fine.
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Ep. 6 - Piccoli, tenaci... ma stroncati
Scudo (in)crociato
47 minutes
2 years ago
Ep. 6 - Piccoli, tenaci... ma stroncati
Un conto è andare dal notaio e costituire un’associazione-partito (come fanno Flaminio Piccoli e vari altri tra dicembre del 1997 e gennaio del 1998), un conto è cercare di partecipare davvero alle elezioni, senza poter più contare sul Cdu che - per qualche mese - ha preso la via cossighiana dell'Udr.
La prima occasione di rilievo arriva con le regionali in Friuli - Venezia Giulia del 1998, ma i contrassegni presentati sono bocciati per confondibilità con il simbolo del Cdu. Davanti al Consiglio di Stato, però, Piccoli e Angelo Sandri – difesi da Roberto Gava, fratello dell’ex ministro Antonio – riescono a farsi riammettere: per qualche manciata di ore segreterie politiche e redazioni impazziscono e credono/temono davvero che sia tornata la Dc, finché i giudici non tornano sui loro passi.
Nei mesi successivi, in compenso, vari giudici, su richiesta di Cdu e Popolari, si pronunciano contro la Dc di Piccoli. Quando nel 2005 arriva la prima sentenza in materia, però, Flaminio Piccoli è morto da cinque anni. La strada del partito nuovo con nome e simboli vecchi non porta da nessuna parte: qualcuno è già al lavoro per cercarne altre.
Tutte le registrazioni incluse nell'episodio sono tratte dall'archivio di Radio Radicale.
Scudo (in)crociato
Nel 1994, mentre la scena politica italiana era in tempesta, il partito che ha governato l'Italia per oltre 40 anni, la Democrazia cristiana, volle cambiare il nome. Tre decenni dopo, tanti democristiani sono rimasti (e sono finiti quasi ovunque), ma da oltre un quarto di secolo si combatte una guerra inesauribile sulla vecchia denominazione e sul simbolo storico dello scudo crociato.
Gabriele Maestri, costituzionalista e curatore del blog www.isimbolidelladiscordia.it, racconta passo a passo - anche grazie ai materiali audio concessi da Radio Radicale - la diaspora democristiana e gli scontri elettorali e giudiziari nel nome della Dc. Ogni quindici giorni, una nuova puntata di una storia incredibile e difficile da dipanare, che non sembra avere fine.