
EPISODIO 7 - LE TERAPIE COMPLEMENTARI
Vaffanparkinson il Parkinson raccontato da dentro
Ciao a tutti, benvenuti all’appuntamento con il nuovo episodio, nel precedente vi ho parlato delle terapie che la medicina considera in risposta alla malattia di Parkinson.
Oggi invece vorrei condividere con voi il mio pensiero riguardo una terapia altrettanto importante ma che spesso il mondo medico sottovaluta: la riabilitazione e la terapia fisica. Sono innegabili l’importanza, la necessità e l’efficacia di una corretta terapia farmacologica e chirurgica, ma credo che sia altrettanto importante affiancare alle terapie più tradizionali un esercizio fisico mirato e costante. Penso anzi che la terapia fisica sia il perno fondamentale sul quale si appoggiano le altre terapie. La mia riabilitazione fisica è rappresentata da diverse discipline: la fisioterapia, l’osteopatia, il massaggio, il nordik walking, il ballo e la terapia in acqua. Sono le terapie complementari.
La fisioterapia, ad esempio, mi aiuta concentrarmi sul mio corpo. In un episodio precedente vi parlavo di quanto sia importante la consapevolezza e la capacità di concentrarsi su un determinato movimento. Ecco che con la fisioterapia imparo a mettere alla prova il mio corpo sviluppando strategie di movimento quotidiane come l’uscire dal freezing o alzarmi dalla sedia. In sinergia con osteopatia e massaggi sono la parte preponderante delle mie terapie complementari.
Il Nordik Walking è una disciplina mirata al mantenimento di una corretta postura durante l’esecuzione della camminata aiutando le persone ad essere consapevoli della rullata del piede, quelle singole fasi del passo che tutti facciamo in maniera automatica ma che una persona con Parkinson ha bisogno di eseguire con consapevolezza. Un valore aggiunto di questa disciplina è inoltre il suo svolgimento nel mezzo della natura e in compagnia di belle persone.
Il ballo è la sintesi delle terapie viste precedentemente in quanto mette in pratica, in maniera divertente e ludica, quella consapevolezza necessaria per l’esecuzione dei movimenti. Personalmente lo considero la mia valvola di sfogo non solo fisica ma anche emotiva, mi metto le cuffie, musica a palla e non c’è Parkinson che tenga.
Dopo tutti questi anni ho imparato ad ascoltare il mio corpo e penso che sia il primo aspetto su cui lavorare.
Vorrei fare un appello appassionato a tutti voi amici con Parkinson. Capisco ed ho provato sulla mia pelle quanto questa condizione vincoli tutti gli aspetti della nostra vita inficiando la motivazione, la socialità, il nostro diritto alla qualità del tempo libero, stendendo un velo grigio sulle nostre giornate che rischiano di diventare di attesa estenuante portandoci ad involvere in atteggiamenti autolesionisti di boicottaggio e isolamento. Siate invece curiosi, tenaci, ambiziosi e coraggiosi e non smettete mai di pretendere e di cercare il massimo che la vostra vita può ancora darvi. Trovare un senso alle nostre giornate, avere degli appuntamenti, incontrare persone, progettare attività o viaggi danno un’impagabile e preziosa energia, supporto e senso alla riabilitazione che svolgiamo.
È con questo augurio che chiudo l’appuntamento di oggi.
Vi ringrazio per le tante mail ricevute e vi prometto che cercherò di rispondere a tutti, voi nel frattempo se avete domande, suggerimenti o semplicemente volete condividere la vostra esperienza scrivetemi all’indirizzo info@vaffanparkinson.it.
Vi ringrazio, vi saluto e vi do appuntamente al prossimo episodio.
Mi chiamo Claudia e nonostante il Parkinson, vivo!