Felicità è soddisfare. Felicità è raggiungere. Felicità è salire. Non è vero. Ci sono momenti in cui è bello precipitare. Lasciarsi andare, a testa in giù, dentro la frontiera. Senza paura di rimanere sospesi. In sospeso dentro la lacerazione. Abbandonarsi. Io l’ho fatto. Ho saltato. E qui vi racconto la storia di questo salto. Del mio precipitare. Vi racconto le cose che ho visto. Il tempo capovolto. Com’è cambiato il mio sguardo. Questo è un inno alla caduta.
Prima di cominciare ad ascoltare Canto dello Schianto cercate una prospettiva nuova, dall’alto: terrazze, balconi, tetti di strutture private e pubbliche. Affacciatevi, guardate il vuoto: non è liberatorio?
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Felicità è soddisfare. Felicità è raggiungere. Felicità è salire. Non è vero. Ci sono momenti in cui è bello precipitare. Lasciarsi andare, a testa in giù, dentro la frontiera. Senza paura di rimanere sospesi. In sospeso dentro la lacerazione. Abbandonarsi. Io l’ho fatto. Ho saltato. E qui vi racconto la storia di questo salto. Del mio precipitare. Vi racconto le cose che ho visto. Il tempo capovolto. Com’è cambiato il mio sguardo. Questo è un inno alla caduta.
Prima di cominciare ad ascoltare Canto dello Schianto cercate una prospettiva nuova, dall’alto: terrazze, balconi, tetti di strutture private e pubbliche. Affacciatevi, guardate il vuoto: non è liberatorio?
Vivo in un mondo in tumulto. Informazioni, prescrizioni, obiettivi. Il tumulto mi entra dentro. Pulsa. Più so, meno capisco. Più so, meno agisco. Sono un tumulto immobile. Sorvegliatemi. Sgretolatemi. Ditemi cosa devo fare. Ma parlatemi un po’. Non lasciatemi solo.
testo marco morana voce andrea dellai musica paolo paolacci editor tommaso franchin identità visiva fabio carpene
Felicità è soddisfare. Felicità è raggiungere. Felicità è salire. Non è vero. Ci sono momenti in cui è bello precipitare. Lasciarsi andare, a testa in giù, dentro la frontiera. Senza paura di rimanere sospesi. In sospeso dentro la lacerazione. Abbandonarsi. Io l’ho fatto. Ho saltato. E qui vi racconto la storia di questo salto. Del mio precipitare. Vi racconto le cose che ho visto. Il tempo capovolto. Com’è cambiato il mio sguardo. Questo è un inno alla caduta.
Prima di cominciare ad ascoltare Canto dello Schianto cercate una prospettiva nuova, dall’alto: terrazze, balconi, tetti di strutture private e pubbliche. Affacciatevi, guardate il vuoto: non è liberatorio?