In questa puntata di Prime Visioni ci spostiamo a Cramant per raccontare e degustare Le Bateau 2016 della famiglia Bonnaire, uno Champagne di lieu-dit che nasce da una precisa volontà di esplorare e valorizzare le diverse espressioni dello Chardonnay Grand Cru.
L’episodio parte dal significato stesso di lieu-dit, ripercorrendo l’origine storica dei toponimi e il ruolo del catasto napoleonico, per arrivare al progetto avviatoda Bonnaire dal 2015: un lavoro di vinificazione parcellare pensato per raccontare le singole identità del territorio, culminato nella gamma di lieux-dits.
Al centro della degustazione c’è Le Bateau 2016, uno Chardonnay 100% affinato con tirage liège, una scelta tecnica complessa che prevede la presa di spuma con tappo di sughero e operazioni manuali in fase di sboccatura. Unadecisione che incide profondamente sul profilo del vino e sulla sua evoluzione.
Nel calice emergono struttura, sapidità e una forte impronta gessosa, con richiami iodati che rimandano alla “Mémoire de l’Océan”: la memoria marina custodita nei suoli calcarei di Cramant, antichi fondali marini oggi tradotti in tensione e profondità gustativa.
Una puntata dedicata a chi vuole comprendere cosa significa davvero Champagne di parcella, tra storia, tecnica e interpretazione del terroir.
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Oggi vi portiamo alla scoperta di Les Harengs 2021 della Maison Bonnaire
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In questa puntata di Prime Visioni torniamo a raccontare la Maison Leclerc Briant, approfondendo il suo lavoro sui lieux-dits attraverso la degustazione di Les Carelles 2018, una parcella di soli 0,22 ettari a Les Mesnil-sur-Oger.
L’episodio parte dal valore del terroir e della biodinamica, intesa non come elemento di comunicazione ma come pratica radicata nel DNA della maison fin dagli anni Ottanta. Raccontiamo il lavoro in vigna e in cantina, dalla pressatura delicata alle vinificazioni parcellari, fino alle scelte sui contenitori, sempre orientate alla ricerca di purezza ed espressione del luogo.
Al centro c’è il millesimo 2018, analizzato nella sua espressione climatica e stilistica, e il racconto di cosa significa isolare un lieu-dit: riconoscere una parcella con una personalità così forte da meritare una vinificazione dedicata.
Una degustazione che attraversa suolo, altitudine, esposizione e vinificazione, per capire come nasce uno Champagne di parcella e perché vini come Les Carelles raccontano il territorio con precisione, tensione ed eleganza.
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In questa puntata di Storie di Maisons attraversiamo oltre otto secoli di storia per raccontare una delle grandi case familiari della Champagne: Taittinger.
Dalle origini medievali dei Conti di Champagne alle crayères gallo-romane di Reims, dalla Grande Guerra all’intuizione di Pierre Taittinger, fino alla definizione di uno stile riconoscibile basato sull’eleganza dello Chardonnay.
L’ultima parte è dedicata alla Taittinger contemporanea: Pierre-Emmanuel, Clovis e Vitalie Taittinger, il passaggio generazionale, il patrimonio viticolo, il lavoro di cantina e la gestione di una Maison che ha mantenuto nel tempo una visione coerente.
Un episodio che ricostruisce la storia di Taittinger attraverso documenti, luoghi e figure chiave, mostrando come una Maison familiare abbia costruito nel tempo uno stile coerente e riconoscibile.
In questa puntata vi portiamo con noi alla scoperta di Le Millésime 2019 della Maison Leclerc Briant.
Ultima tappa del nostro viaggio nei Grand Cru della Champagne.
In questo episodio ci fermiamo a Les Mesnil-sur-Oger, uno tra i villaggi più conosciuti della Côte des Blancs, per ripercorrerne storia, suoli e interpretazioni. Dal racconto del Clos du Mesnil e della sua lunga vicenda, alle scelte della Maison Krug, fino al ruolo centrale di Salon nella costruzione del mito di questo territorio.
Parliamo di annate, di decisioni produttive, di uscite sul mercato, ma soprattutto di geologia, esposizioni e stile, per capire cosa rende Les Mesnil riconoscibile nel tempo: vini tesi, verticali, capaci di grande longevità.
Un episodio che chiude il percorso nei Grand Cru e lascia spazio a nuove domande, curiosità e voglia di continuare a esplorare la Champagne dal vivo.
🎧 Ascolta l’ultima puntata del viaggio nei Grand Cru
In questo episodio di Prime Visioni esploriamo una nuova voce della Champagne: quella delMeunier.
Con Le Ciergelot Joseph Perrier mostra la forza di un vitigno spesso silenzioso, capace oggi di esprimere identità, purezza e carattere.
Un invito a guardare la Champagne da un punto di vista inedito.
In questa puntata di Prime Visioni ci immergiamo in uno degli Champagne più iconici e leggendari della regione: Comtes de Champagne, la cuvée de prestige della Maison Taittinger.
Il racconto parte dalle origini medievali dei Comtes de Champagne, dalle fiere che resero prospera la regione e dalla figura affascinante di Thibaut IV, conte, poeta, crociato eprotagonista delle leggende legate allo Chardonnay e alle rose di Damasco.
Una storia che la famiglia Taittinger ha scelto di onorare dedicando proprio ai Comtes la sua cuvée più prestigiosa, affinata nelle antiche crayères gallo-romane dell’Abbazia diSaint-Nicaise – oggi patrimonio UNESCO.
La degustazione è dedicata all'annata 2014, uno Champagne 100% Chardonnay proveniente da cinque Grand Cru della Côte des Blancs: Avize, Le Mesnil, Oger, Cramant eChouilly.
Un episodio dedicato agli appassionati che vogliono conoscere da vicino una delle cuvée più riconosciute al mondo: un Blanc de Blancs capace di coniugare finezza, profondità ed evoluzione, oggi e per i prossimi decenni.
Dopo le pendenze e i contrasti della Montagne de Reims, la Côte des Blancs rivela un paesaggio diverso: armonioso, omogeneo, quasi perfetto.
Qui i suoli gessosi si susseguono per chilometri, dando vita a Champagne freschi, eleganti, rotondi, con una bella mineralità.
Rispetto alla Montagne, le differenze tra i Grand Cru sono più sottili, come variazioni su uno stesso tema: piccole sfumature di esposizione, altitudine, mano del produttore.
È un territorio che parla piano, ma con precisione, dove lo Chardonnay trova una sua espressione riconoscibile.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo il Rosé de Macération di Alexandre Bonnet, una delle cuvée più identitarie del domaine di Les Riceys, villaggio unico in Champagne per storia, tradizione e terroir.
Si tratta di un rosé ottenuto da macerazione sulle bucce — il metodo storico della regione — capace di restituire colore, aromi e una presenza tannica che lo rendono molto diverso dai rosé d’assemblage più diffusi.
Cosa scoprirete insieme a noi:
Perché Les Riceys è considerato uno dei cru più affascinanti e complessi dell’Aube
La differenza tra Rosé de Macération e Rosé d’Assemblage
Il ruolo storico di questo stile nella Champagne e il suo legame con la tradizione locale
La visione del domaine Alexandre Bonnet e il suo lavoro sulla sostenibilità
Come la macerazione esalta il frutto, la materia e la componente tannica del Pinot Noir
Le caratteristiche dell’annata 2020 e il contributo del terroir kimmeridgiano in sapidità e struttura
Gli abbinamenti possibili, dalla charcuterie ai piatti più ricchi
Un episodio che racconta uno stile antico e sorprendente, ricco di colore, frutto e energia territoriale: il Rosé de Macération nella sua forma più pura.
Ad Avize, nel cuore Crayeux della Côte des Blancs, la Champagne parla con la voce dei suoi vignerons.
È qui che troviamo alcuni tra i nomi più iconici — Jacques Selosse, Pascal Agrapart, De Sousa — custodi di una visione autentica e artigianale del vino.
Un racconto che apre le porte a un tema affascinante e poco conosciuto: come funziona davvero la proprietà delle vigne in Champagne.
Tra regole, tradizioni e storie di famiglie, un episodio che ci accompagna dentro l’anima più protetta — e complessa — della regione.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo la cuvée 7 Cépages di Alexandre Bonnet, una delle etichette più particolari del domaine di Les Riceys.
La cuvée nasce dall’assemblaggio dei sette vitigni storici della Champagne — Pinot Noir, Chardonnay, Meunier, Pinot Blanc (Blanc Vrai), Pinot Gris (Formentaux/Bure), Arbanne ePetit Meslier — tutti vinificati separatamente, con pressature lente, fermentazione malolattica naturale e affinamento di 36 mesi sui lieviti.
Cosa scoprirete insieme a noi:
Il legame tra Alexandre Bonnet e il territorio di Les Riceys, uno dei cru più estesi dell’Aube
La filosofia sostenibile del domaine, certificato VDC e HVE
L’identità dei vitigni rari e il ruolo che giocano nell’equilibrio della cuvée
Le caratteristiche dell’annata 2020, calda ma qualitativamente eccellente
Le note di degustazione: frutto, fiori, energia salina e la riconoscibile impronta del terroir kimmeridgiano
Un episodio dedicato a uno Champagne raro (8.856 bottiglie prodotte e 100 magnum), capace di raccontare storia, terroir e sensibilità contemporanea.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo Blanc Souverain di Maison Henriot, una cuvée 100% Chardonnay pensata come “passepartout di eleganza”: uno Champagneluminoso, versatile, perfetto in molti momenti della giornata.
Partendo dalla storia di Apolline Henriot (fondatrice nel 1808) e del legame di famiglia con l’abbé Gaudinot – figura chiave per i progressi agronomici in Champagne – ripercorriamocome lo Chardonnay sia entrato nel DNA della Maison attraverso il matrimonio con Marie Marguet, proprietaria di vigneti Grand Cru nella Côte des Blancs. Da lì nasce l’idea di una cuvée dedicata allo Chardonnay, costruita su 12 villaggi tra Côte des Blancs, Montagne de Reims, area di Sézanne e Vitriat: un piccolo “compendio” dello Chardonnay di Champagne.
Cosa scoprirete insieme a noi:
la storia di Maison Henriot, da Apolline alle origini dello Chardonnay in casa Henriot
Perché il vecchio Blanc de Blancs è diventato Blanc Souverain e cosa racconta questo cambio di nome
La filosofia della cuvée: 12 villaggi e tante sfumature di Chardonnay in un’unica interpretazione
Il ruolo di Alice Tétienne e l’attenzione alla biodiversità e al suolo
Le caratteristiche della vendemmia 2018 e il contributo dei vini di riserva alla struttura e alla lunghezza del sorso
Il profilo di Blanc Souverain: finezza, luminosità, equilibrio e una bevibilità “da qualsiasi momento”
Un episodio dedicato a uno Chardonnay di grande eleganza, che unisce storia di famiglia, sguardo femminile e una Champagne fatta di luce e sfumature.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo Esprit Nature di Henri Giraud.
Partendo da oltre 400 anni di storia – dalle origini della famiglia Hémart nel 1600 fino alla guida moderna di Claude Giraud e Sébastien Le Golvet – ripercorriamo l’evoluzione della Maison, il ruolo di Aÿ come cuore storico della Champagne e l’innovazione sul legno dellaforesta di Argonne.
Cosa scoprirete insieme a noi:
La storia e l’identità del domaine Henri Giraud e del villaggio di Aÿ
Il lavoro pionieristico sul legno di Argonne: parcelle, billon, tostatura a vapore e fondi in porcellana.
Il significato profondo di “Esprit Nature” e perché qui “nature” non indica l’assenza di dosaggio.
Il ruolo della réserve perpétuelle e delle cuve interrate nel mantenere freschezza e regolarità.
Il profilo di Esprit Nature: precisione, pienezza, grip e la firma riconoscibile del Pinot Noir di Aÿ.
Come questa cuvée, pur essendo il “vino di ingresso”, chiuda spesso le degustazioni in Maison per la sua freschezza e forza espressiva.
Un episodio dedicato a una cuvée che porta nel bicchiere lo “spirito di casa” Henri Giraud: tecnica, memoria e visione contemporanea.
A Cramant la Champagne mostra il suo lato più morbido e luminoso.
Qui lo Chardonnay unisce complessità e rotondità, regalando Champagne setosi, di grande eleganza e profondità.
Rispetto ad Avize, i vini di Cramant si distinguono per una tessitura più ampia e avvolgente, pur mantenendo freschezza e minerali note distintive.
Tra i produttori di riferimento, Maison come Perrier-Jouët con la cuvée Belle Époque Blanc de Blancs evidenziano il valore del terroir di Cramant, e vignerons come Diebolt-Vallois,Pertois-Lebrun, Guiborat e Larmandier Bernier raccontano sfumature ancora più intime evibranti.
Un episodio che celebra la finezza e la generosità di uno dei villaggi più eleganti della Côte des Blancs, prima di spostarsi verso il vicino Avize.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo un formato speciale: il Brut Millésimé 2002 di Laurent-Perrier, in versione magnum “Les Réserves / Rarely Vintage”.
Un’annata iconica, una bottiglia rimasta 22 anni sui lieviti, sboccata nel 2025 e rilasciata oggi con una nuova “vita” nel bicchiere.
Chiara e Tommy raccontano il progetto Les Réserves, nato dalla visione di Bernard de Nonancourt: mettere da parte alcune annate straordinarie per osservarne l’evoluzione nel tempo e proporle, anni dopo, con dégorgement recenti. Dopo Grand Siècle, questo approccio viene applicato anche ai millesimati della Maison, tra cui la 2002, considerata una delle vendemmie più esaltanti degli ultimi decenni.
Cosa scoprirai in questa puntata:
Cos’è il progetto Les Réserves / Rarely Vintage di Laurent-Perrier e perché nasceLe caratteristiche dell’annata 2002: maturazione perfetta delle uve, grande sanità, equilibrio tra maturità e aciditàCome cambiano gli champagne tra sboccatura originale e sboccatura tardiva, pur partendo dallo stesso millesimoIl ruolo di Grand Siècle e il legame tra cuvée de prestige e singoli millesimi che la compongonoLe sensazioni in degustazione: pane e pan brioche, frutto maturo croccante, freschezza sorprendente, struttura piena ma composta, finale secco ed energico (dosaggio intorno ai 6g/l)
Un episodio dedicato al tempo lungo dello Champagne: una magnum che racconta come un grande millesimo possa restare giovane, vibrante e complesso, anche dopo oltre vent’anni di attesa.
Nel cuore della Côte des Blancs, ci sono Grand Cru che custodiscono storie meno raccontate ma altrettanto affascinanti.
In questa puntata esploriamo Chouilly, uno dei villaggi più estesi della Côte des Blancs con i suoi 519 ettari di vigne, e Oiry, molto più raccolto, con appena 88 ettari.
Due realtà confinanti, legate dallo stesso suolo crayeux ma divise da caratteristiche differenti: Chouilly, ampio e aperto verso la pianura, e Oiry, più intimo e concentrato, doveogni parcella sembra racchiudere un frammento di storia.
Un terroir che, pur condividendo la matrice minerale con i villaggi più celebri, custodisce un’identità propria, più varia e diversificata
Un nuovo capitolo nel viaggio dentro la Côte des Blancs.
Il Cristal 2016 di Louis Roederer è più di un millesimato: è un’idea di futuro.
Simbolo di equilibrio e purezza, riflette la visione sostenibile di una Maison che protegge la propria eredità per continuare a farla brillare nel tempo.
Un episodio che racconta la Champagne come promessa, più che come ricordo.
“La Cuvée” di Laurent-Perrier è l’espressione più sincera del suo stile: luminosa, precisa, immediata.
Nata dall’unione di più annate, racconta la capacità della Maison di innovare restando fedele alla propria eleganza.
Un episodio che celebra l’arte dell’assemblaggio e la bellezza della continuità.
Eleganza e forza si incontrano nel Millésime 2015 di Laurent-Perrier, una cuvée che riflette l’arte dell’attesa e la ricerca dell’essenziale.
Tra grazia e potenza, questo Champagne racconta l’anima di una Maison che da sempre trasforma la misura in stile.
Un episodio dedicato al valore delle annate che sanno aspettare.