Siamo cresciuti con un’idea molto chiara: prima il dovere, poi il piacere.
Un messaggio che ci ha insegnato a stringere i denti, a resistere, a rimandare l’ascolto di noi stessi.
In questo episodio parlo di cosa succede quando, da adulti, iniziamo a ribaltare questo schema. Quando scegliamo di ascoltarci prima di agire, di prenderci cura della nostra energia, di mettere il piacere come base e non come premio.
Un episodio dedicato a genitori, insegnanti, educatori e a chi sente di essere spesso stanco, pieno, sovraccarico.
Parliamo di confini gentili, mindfulness quotidiana, scrittura come strumento educativo, corpo, responsabilità emotiva e di come il modo in cui iniziamo le nostre giornate cambia profondamente anche il modo in cui educhiamo.
Perché l’educazione emozionale non parte da ciò che diciamo ai bambini, ma da come viviamo noi.
In questo episodio ti accompagno in un rituale semplice e profondo da fare in famiglia per chiudere l’anno in modo diverso. È un momento che aiuta bambini, adolescenti e adulti a fermarsi, riconoscersi e ritrovare quella connessione che nella quotidianità spesso perdiamo. Ti guiderò passo dopo passo, così potrai portarlo anche nella tua casa, creando un passaggio di fine anno che scalda e unisce.
Un episodio dedicato alla chiusura dell’anno attraverso un rituale di consapevolezza e connessione da vivere in famiglia. Tre passaggi semplici per riscoprire la presenza, l’ascolto e la relazione con bambini, adolescenti e adulti. Un’occasione per fare spazio, lasciare andare ciò che non serve più e aprirsi all’anno nuovo con intenzioni chiare e piene di significato.
In questo episodio parlo della fantasia dei bambini, del motivo per cui fino ai sei anni vivono magia e realtà come un tutt’uno e di cosa succede quando iniziano a farsi domande su Babbo Natale. Racconto cosa emerge dalle ricerche, cosa influenza davvero il modo in cui vivono la scoperta e perché non esiste una scelta giusta per tutti, ma esiste il modo in cui gli adulti accompagnano quel passaggio. È un episodio dedicato a chi vuole guardare questa tradizione con più consapevolezza e capire cosa succede nel mondo emotivo dei bambini in questo periodo dell’anno.
In questo episodio ti accompagno dentro una riflessione profonda sul Natale, non come corsa ai regali ma come occasione per ritrovare il contatto con i bambini, con le nostre famiglie e con il significato più autentico del donare. Parlo del valore dei gesti, della presenza, della condivisione, di come i regali possano diventare esperienze che creano connessione invece di riempire semplicemente uno spazio. Racconto perché i giochi fatti insieme, i momenti costruiti, le tradizioni condivise e i gesti di solidarietà sviluppano nei bambini competenze emotive preziose e una responsabilità affettiva che dura nel tempo. Rifletto anche sulla scelta di non regalare uno smartphone ai bambini e ai ragazzi più piccoli, spiegando come introdurre questo strumento con consapevolezza, nel momento giusto e con l’accompagnamento necessario.
Se vuoi fare un regalo che sostiene davvero chi lavora ogni giorno nelle scuole e nei contesti educativi, puoi regalare l’accesso all’applicazione “Educazione Emozionale in Classe”, il mio spazio dedicato a masterclass, workshop mensili, pratiche di mindfulness, strumenti concreti e supporto costante per educatori e insegnanti. È un dono che arriva dritto al cuore e che fa la differenza nella vita professionale e personale di chi educa.
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L’empatia non è un talento per pochi, ma una competenza che si allena. In questo episodio entriamo nel cuore di ciò che rende possibile una relazione educativa efficace: comprendere cosa vive l’altro senza confondersi, leggere ciò che c’è sotto un comportamento, sospendere il giudizio e creare connessioni che fanno respirare bambini, ragazzi e adulti.
Parliamo di neuroscienze, giudizio, regolazione emotiva, scuola, adolescenza, errori più frequenti degli adulti, pratiche concrete che puoi portare da subito nel tuo contesto educativo e una piccola pratica finale per tornare al centro.
Se lavori con bambini, ragazzi o adulti e vuoi strumenti concreti per portare educazione emozionale, mindfulness e autoregolazione nella tua classe o nel tuo servizio educativo, scopri la membership Educazione Emozionale in Classe, dove trovi masterclass, workshop mensili, pratiche guidate, materiali pronti all’uso e uno spazio di confronto pensato per te.
In questo episodio ti porto dentro uno dei temi più delicati del mondo educativo: l’esclusione, le prese in giro, il bullismo sottile e quello evidente. Lo faccio in modo semplice, autentico e profondo, proprio come parlo ogni giorno con bambini, genitori e insegnanti nelle consulenze e nei percorsi di educazione emozionale.
Ti accompagno a capire cosa succede nel cuore e nel corpo di un bambino che viene lasciato fuori da un gioco, deriso o trattato con durezza. E ti porto dentro anche l’altra parte: il bambino che esclude, che ferisce, che agisce comportamenti difficili. Nessun bambino è cattivo. Ogni comportamento racconta un bisogno, e quando lo capiamo possiamo aiutare davvero.
In questo episodio trovi strumenti concreti e semplici per sostenere tuo figlio, i tuoi alunni, o qualunque bambino stia attraversando una situazione relazionale che fa male. Ti parlo di presenza, di confini chiari, di regolazione emotiva, di respiro, di pause, di parole che aiutano, di piccoli passi alla portata di tutti.
Se sei un’insegnante e vuoi portare l’educazione emozionale nella tua classe in un modo pratico, guidato e leggero, puoi farlo con la mia applicazione dedicata alle scuole.
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Capita a tante persone che lavorano nelle scuole o nei servizi educativi: ti senti sola, non capita, e a volte persino messa da parte.
Tu credi in un modo di educare più umano, più emozionale, più consapevole… e intorno trovi colleghi che reagiscono con durezza, punizioni o rigidità.
In questo episodio parlo proprio di quei momenti.
Parlo di solitudine educativa, di stanchezza, ma anche di come non perdere te stessa mentre tutto intorno sembra correre.
Parlo di comunicazione assertiva, con esempi pratici da usare subito con colleghe, educatrici, insegnanti, coordinatrici, genitori… con chiunque.
È un episodio per chi lavora a scuola, ma anche per chi lavora con bambini, adolescenti, famiglie, e per chi si muove ogni giorno in equipe dove non sempre c’è collaborazione.
Alla fine racconto anche della membership, un luogo dove trovare pratiche di mindfulness, una masterclass al mese, workshop live e un forum dove sentirsi davvero accolti.
Fino al 30 novembre resta a 27 euro al mese per sempre per chi entra ora.
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In questo episodio parliamo di autoeducazione.
Perché non possiamo fare educazione emozionale con i bambini se prima non impariamo a prenderci cura di noi.
L’immagine dell’albero ci accompagna come filo conduttore: gli adulti sono le radici, i bambini sono i fiori e i frutti.
La qualità del nutrimento che offriamo come radici, le nostre emozioni, le nostre parole, la nostra presenza, determina la crescita di ciò che nasce da noi.
L’autoeducazione non è un dovere, ma un gesto di amore.
Un percorso di cura verso sé stessi, per poter poi essere una presenza stabile e autentica per i bambini.
In questo episodio ti accompagno in un viaggio tra consapevolezza, fiducia e responsabilità, per riscoprire la forza gentile che nasce da dentro.
Verso la fine ti racconto anche del webinar di domani alle 18:30, “Educazione emozionale in classe”, pensato per chi desidera portare tutto questo nella propria vita educativa.. a scuola, a casa, ovunque.
iscriviti qui: https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/webinargratuito
In questo episodio do voce alle insegnanti, quelle che ogni giorno portano il peso e la bellezza del loro lavoro tra classi affollate, burocrazia infinita e colleghi che a volte sostengono, a volte feriscono.
Ho raccolto le loro testimonianze, le loro fatiche, le loro verità. Ne esce un ritratto onesto, potente, a tratti scomodo, della scuola di oggi: una scuola che resta indietro, ma che, nonostante tutto, continua a resistere grazie a chi crede ancora nei bambini e nel potere dell’educazione emozionale.
Questo episodio è per chi si sente stanco ma non rassegnato, per chi lotta ogni giorno per portare gentilezza, presenza e consapevolezza nelle aule.
Perché l’educazione emozionale non è una moda o un progetto in più, ma una possibilità concreta di trasformare il modo in cui stiamo insieme, tra adulti e con i bambini.
E alla fine dell’episodio racconto anche del webinar del 19 novembre alle 18.30, un incontro dedicato proprio agli insegnanti e agli educatori che vogliono ritrovare senso, fiducia e strumenti per costruire insieme una scuola più viva, più empatica, più umana.
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Quante volte chiediamo ai bambini, ai ragazzi, ai nostri figli o alunni: “Com’è andata oggi?”
E riceviamo solo un “Bene” o un silenzio.
Dietro quella risposta breve ci sono emozioni non espresse, esperienze non raccontate e, spesso, il bisogno di uno spazio sicuro per parlare.
In questo episodio scopri come cambiare le domande può trasformare il dialogo: dalla scuola di ogni giorno al momento in famiglia, dalla primaria alla secondaria, fino agli adulti intorno a noi.
Perché chiedere “Qual è la cosa più bella che ti è successa oggi?” o “C’è qualcosa per cui ti senti grato?” apre un mondo di emozioni e rafforza relazioni.
Alla fine dell’episodio ti racconto anche del webinar gratuito del 19 novembre alle 18.30, dedicato all’educazione emotiva in classe e al suo valore per insegnanti, educatori e bambini.
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Le parolacce dei bambini non sono un problema di “maleducazione”, ma un riflesso di ciò che imparano da noi adulti. In questo episodio parlo di linguaggio, emozioni e responsabilità: come reagire quando un bambino dice una parolaccia, cosa succede se la sente a scuola, e perché serve coerenza tra casa e scuola.
Ne parliamo insieme, con esempi reali, per capire come trasformare ogni parola in un’occasione educativa.
E ti ricordo che il 19 novembre alle 18.30 ci sarà il webinar gratuito per educatori, insegnanti e genitori sull’educazione emozionale in classe.
Il link per iscriverti: https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/webinargratuito
Le routine non sono rigidità: sono il ritmo che sostiene le giornate di bambini, adolescenti e adulti. In questo episodio parlo di perché pianificare è così importante, partendo dalle difficoltà che insegnanti e genitori mi raccontano ogni giorno. Scoprirai come le routine aiutano a creare sicurezza, a ridurre conflitti e a costruire memorie emotive positive, sia a scuola che a casa.
Alla fine, troverai anche un pdf gratuito con routine pratiche da usare subito: uno strumento concreto per riportare ritmo e serenità nelle tue giornate.
Ascolta, scarica e porta un po’ di calma e chiarezza nelle tue routine quotidiane.
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In questo episodio parlo di scuola.
Un argomento che sento profondamente, perché la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma un contesto di vita, di relazioni, di emozioni.
Oggi più che mai credo che il sistema scolastico tradizionale abbia bisogno di un cambiamento profondo: non solo nei programmi o nei metodi, ma nel modo in cui adulti e bambini stanno insieme.
L’educazione emozionale non è un “di più”. È la base.
È ciò che permette a un bambino di sentirsi accolto, di riconoscere le proprie emozioni, di gestirle e trasformarle.
E questo è possibile solo se noi adulti per primi impariamo a farlo.
Non si può insegnare calma urlando, non si può insegnare empatia punendo, non si può parlare di rispetto se non lo pratichiamo ogni giorno.
In questo episodio parlo anche del ruolo degli insegnanti, con sincerità e rispetto.
So quanto sia difficile lavorare in un sistema rigido, con programmi standardizzati e poco spazio per la creatività o la cura emotiva.
So anche che ci sono insegnanti straordinari che ogni giorno, con piccoli gesti, fanno la differenza nella vita dei bambini.
A loro dedico questo episodio: un invito alla riflessione, ma anche una carezza, un incoraggiamento, una voce che dice “si può fare”.
E vi racconto anche una novità: a novembre partirà il mio corso di educazione emozionale in classe, pensato proprio per gli insegnanti che vogliono portare nella scuola un nuovo modo di vivere la relazione educativa, più consapevole, più autentico, più umano.
Se volete rimanere aggiornati, potete iscrivervi alla mia newsletter (trovate il link nei miei canali) e scaricare gratuitamente la mia guida sulle routine per l’educazione emozionale: un piccolo strumento quotidiano per iniziare la giornata in modo più calmo e connesso.
La scuola può davvero fare la differenza nella vita dei bambini.
E quella differenza, ogni giorno, può cominciare da noi.
In questo episodio parliamo di educazione emozionale per preadolescenti e adolescenti, un tema oggi più che mai centrale per il benessere dei ragazzi. Spesso i genitori e gli insegnanti si trovano di fronte a comportamenti difficili da comprendere: rabbia, chiusura, ansia, difficoltà a relazionarsi con i pari o con gli adulti. Ma cosa si nasconde dietro questi comportamenti? Qual è il tesoro interiore che ogni ragazzo porta con sé e come possiamo aiutarlo a emergere?
Durante l’episodio esploriamo insieme le neuroscienze dell’adolescenza, spiegando come il cervello dei ragazzi sia in continua trasformazione e come alcune strutture cerebrali influenzino emozioni, impulsi e relazioni sociali. Parleremo di amigdala, corteccia prefrontale e sistema limbico, e scopriremo come le esperienze quotidiane di ascolto, dialogo e confronto possano rafforzare la capacità dei ragazzi di regolare le proprie emozioni.
Condividerò anche esperienze concrete dai miei percorsi educativi, raccontando momenti in cui i ragazzi hanno trovato uno spazio sicuro per parlare, confrontarsi, piangere e trasformare le emozioni difficili in consapevolezza e crescita. Scopriremo insieme quanto sia potente l’impatto di un adulto empatico, attento e presente.
Questo episodio è pensato per chi lavora con i ragazzi, per chi li accompagna ogni giorno e per chi desidera comprendere meglio come sostenere la loro crescita emotiva. Se sei genitore, insegnante o educatore, ascoltare e condividere questo episodio può fare davvero la differenza.
«Tutti parlano di pace ma nessuno educa alla pace.
A questo mondo, si educa per la competizione, e la competizione è l’inizio di ogni guerra.
Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’altro solidarietà, quel giorno si starà educando per la pace.»
Maria Montessori, 1937
Quasi novant’anni fa Maria Montessori pronunciava queste parole.
Eppure oggi sembrano scritte per noi: viviamo in un mondo che parla continuamente di pace, ma che continua a educare alla gara, al confronto costante, al “chi è migliore” e “chi ha ragione”.
In questo episodio parliamo di cosa significa educare davvero alla pace, partendo dalla vita di tutti i giorni: dai conflitti tra fratelli a scuola, fino alle discussioni sui social e alle tensioni che si creano… persino quando siamo in fila alla cassa.
Perché la pace non nasce da slogan o manifestazioni, ma da scelte quotidiane, spesso silenziose e invisibili.
Condividerò strumenti concreti e i 5 pilastri dell’educazione alla pace, per iniziare a trasformare la competizione in cooperazione, e costruire un futuro in cui i bambini imparino a comunicare, ascoltare e collaborare, invece di scontrarsi.
Non possiamo fermare tutte le guerre nel mondo,
ma possiamo cambiare il modo in cui stiamo al mondo.
E questo cambia tutto.
Molti genitori pensano che educare alle emozioni significhi lasciare che i bambini facciano sempre ciò che vogliono, senza regole né confini.
In realtà è proprio l’opposto: i limiti sono punti di riferimento che li fanno sentire al sicuro, insegnano l’autoregolazione e costruiscono relazioni sane.
In questo episodio scopri come accogliere le emozioni senza accettare qualsiasi comportamento, dire no con fermezza e amore, e restare presente anche quando tuo figlio vive frustrazione, rabbia o conflitti.
Un viaggio per genitori che vogliono crescere figli sicuri, felici e consapevoli.
I nostri figli passano ore e ore con lo smartphone in mano, spesso senza limiti e senza guida. In questo episodio affrontiamo un tema urgente: come educare all’uso consapevole di smartphone e social, come proteggere i ragazzi dalla dipendenza digitale e dalla FOMO, la paura di essere tagliati fuori.
Ti racconto perché dare regole non è autoritarismo ma un gesto d’amore, come creare un regolamento familiare condiviso, e perché anche noi adulti dobbiamo essere i primi a dare l’esempio.
Un episodio potente, da ascoltare con attenzione… magari con il telefono in modalità aereo.
Ogni settembre torna quella scena: davanti al cancello della scuola, un bambino che piange, un genitore che si sente in colpa, un saluto che non si riesce a fare con leggerezza.
Il distacco è una fase fondamentale nella crescita di ogni bambino. Ma non riguarda solo i più piccoli: anche i bambini di sette, otto, dieci anni possono faticare a salutare, a lasciar andare la mano, a entrare in classe.
In questo episodio parliamo del distacco non come problema da “risolvere”, ma come esperienza relazionale da accompagnare.
Parliamo della paura del bambino, certo… ma anche della fatica del genitore.
Perché a volte non è lui a non essere pronto… ma noi.
Vedremo insieme:
Cosa c’è dietro il pianto del mattino
Perché l’autonomia non è un obbligo, ma un processo
Come l’autostima influisce sul distacco
Strategie concrete per accompagnare con amore (e fermezza)
Perché il vero cambiamento parte sempre da noi adulti
Un episodio per attraversare insieme una delle tappe più delicate, con empatia, strumenti e sguardo educativo.
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C’è ancora chi lo chiama “sculaccione educativo”.
Chi dice “una volta non succedeva niente”… come se il trauma sparisse solo perché nessuno ne parlava.
Ma oggi abbiamo il dovere di guardarci in faccia e smettere di raccontarcela:
uno schiaffo è uno schiaffo. Punto. Non educa, non aiuta, non costruisce.
In questo episodio parliamo di cosa accade davvero dentro un bambino quando riceve uno schiaffo, di cosa insegna (spoiler: non ciò che pensi), del perché continuiamo a giustificarlo, e soprattutto di cosa possiamo fare di diverso, anche quando siamo stanchi, frustrati, in difficoltà.
Nessuno nasce sapendo educare, ma tutti possiamo imparare. E rompere, una volta per tutte, la catena della violenza che ci hanno insegnato a chiamare educazione.
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🎧 Ascolta, rifletti e condividi con chi, come te, vuole crescere bambini consapevoli, senza paura.
Ultima settimana di agosto. L’aria si fa più sottile, i calendari si riempiono, e la tentazione di iniziare a “preparare i bambini” si fa sentire.
Ma serve davvero partire adesso con previsioni, promemoria e discorsi sul futuro?
Oppure rischiamo di fare più confusione che chiarezza?
In questo episodio parliamo di cambiamenti, di passaggi, di ritorni… ma con calma.
Scopriremo insieme:
quando è davvero il momento giusto per iniziare a parlare dei cambiamenti (e quando è troppo presto),
come aiutare i bambini, anche piccoli, a orientarsi nel tempo in modo concreto,
perché le routine condivise sono uno strumento potente per sviluppare autonomia e fiducia,
e quanto possono fare la differenza il dialogo familiare, la gratitudine serale, e l’ascolto vero.
Niente pressioni, niente corse, nessun discorso apocalittico sul “dopo”.
Solo strumenti concreti, parole giuste al momento giusto, e tanta cura nel presente.
Verso settembre… ma con i piedi ben piantati nell’oggi.
🎧 Alla fine dell’episodio ti parlo anche dei percorsi di educazione emozionale che ripartono a settembre: fiducia, emozioni, relazioni, autostima… tutto ciò che serve per crescere consapevoli.