L’adorazione è quel luogo in cui il cuore si arrende e l’anima riconosce Chi è Dio. Non è solo un gesto, un canto o un’emozione: è un incontro che che va oltre, un movimento dello Spirito che ci porta davanti al trono, proprio come la visione di Apocalisse 5:11-14. Mentre la chiesa si unisce, sembra di sentire l’eco di quella moltitudine celeste che proclama: "A Colui che siede sul trono e all’Agnello siano la lode, l’onore, la gloria e la potenza nei secoli dei secoli." È allora che l’adorazione diventa un ponte tra cielo e terra. Le mani che si alzano parlano di resa, gli occhi chiusi di fiducia, la voce che si innalza racconta un amore eterno. La presenza di Dio non rimane un concetto: diventa reale, percepibile, viva. Quando il tempo si ferma e tutto il resto diventa silenzio, comprendiamo che l’adorazione non è per riempire uno spazio: è per ricordare chi è l’Agnello e chi siamo noi, il Suo popolo. Dio ci avvolge con la stessa gloria che riveste il cielo, e ci ricorda che quando lo adoriamo, la nostra voce si unisce a quel canto eterno. In quel legame tra Lui e la Sua chiesa ritroviamo identità, forza e pace.
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