Siamo andati a vedere Beth Gibbons in concerto. Ed era così tanto che volevo vederla che poi avevo paura che non mi sarebbe piaciuto il suo concerto. Beth Gibbons secondo me sta al di sopra delle sue stesse canzoni. Non che non siano belle, ma quel che mi ha travolto nel suo concerto è stata la sua capacità di sospendere il tempo per tutti, di abbracciarci nei suoni, perfetti.
Io penso che i finali hanno bisogno di essere costruiti, che quando chiudi un film o un romanzo hai bisogno di una sorta di malinconica sospensione. Oppure anche di quella tremenda sensazione di lutto.
Il confrontarsi con l'eterno, con un non tempo, mi sa che mi schiaccia. Come puoi pensare che non rivedrai mai più una persona. Anche se quella persona non la vedevi più spesso, magari da anni. Ma avevi sempre la possibilità di rivederla, di parlarci ancora. E invece no.
Atzeni scrive di tante cose e ha tanti modi diversi di scrivere, ma ogni volta che dice una cosa secondo me gli credi.
Per funghi ora mi sa che ci vanno in tanti e non è importante questa cosa, che figurarsi se la gente fa la coda per salire sull'Everest non diventa di moda andare per i boschi alla ricerca di funghi.
Mi fa un po' così recensire un amico, più di tutto perché mi fa sempre molto ridere che ci son certi ambienti dove tutti sono amici, prendi il cinema, tu senti uno parlare e quando parla di qualche attore o regista, son tutti amici, gli scrittori son tutti amici.
Ma poi, non facciamo i raffinati per forza, in quello scantinato e quel locale, quante birre, quanto bere, e quante cazzate abbiamo detto. Che averci un locale dove andare la sera, e avere l'età e i soldi per reggerlo un locale del genere è proprio una combinazione bellissima. Che poi con gli amici si faceva gli intellettuali, ma il senso era che a fine serata si sperava che Giacomo ci facesse lo sconto da dietro al bancone.
Io penso che ci sono degli inizi che ti bastano. Nei libri intendo, che nella vita poi tutto è un po' diverso.
Bologna è una città che ogni volta che ci vado penso: che meraviglia che è Bologna, ma lo dico perché non ci vivo, se ci vivessi però non so cosa ne direi. Ma andandoci così, ogni tanto, penso che è proprio un posto che mi piace.
Gibellina nuova è un posto che quando capito vicino a quelle parti non posso fare a meno di andare a visitare. È un posto incredibile, ma davvero, che se non lo vedi non ci credi, che in mezzo a quella Sicilia lì, ci sia un paese fatto in quel modo.
Gibellina nuova è un posto che quando capito vicino a quelle parti non posso fare a meno di andare a visitare. È un posto incredibile, ma davvero, che se non lo vedi non ci credi, che in mezzo a quella Sicilia lì, ci sia un paese fatto in quel modo.
Bianca quando ha visto la prima volta Marilyn Monroe è stato quando abbiamo guardato A qualcuno piace caldo, e appena l'ha vista ha detto: "che bella". Ma non aveva idea di chi fosse, perché è una cosa di un tempo lontano.
E nei tempi lontani c'era anche Pippo Baudo. Baudo, quando ero piccolo, era dappertutto.
Ho visto due spettacoli organizzati dalla Triennale di Milano, che ti vien da dire, alla fine 'sta Milano sembra sempre organizzare cose che a Torino non ce la facciamo a fare, che là han i soldi.
Io ho avuto la fortuna di stare qualche mese a New York tanti anni fa e capire cosa significhi avere un bel suono in un concerto.
Io, se dovessi proprio dire di un posto della mia città che mi piace, direi il Cimitero Monumentale.
Io sono andato a sentire una conferenza di Radu Jude all'Università. Radu Jude è un regista che piace un sacco. Sono andato a Palazzo Nuovo, che è la sede dell'università, e credo che erano circa 24 anni che non ci entravo lì dentro
Da quando vivo dove vivo ho scoperto la linea del Quattro.
Io ho un ricordo di me bambino. O ragazzino. Intorno ai 10 anni credo. È il ricordo di alcune scritte sui muri di Cuneo; tre me ne ricordo, chiare e nette come schegge infilate nel cervello.