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Early Music Stories
Giornale della Musica
153 episodes
2 weeks ago
Scopri il ricco e affascinante mondo della musica antica con Early Music Stories, una serie podcast che racconta il lavoro di musicisti, ricercatori e artigiani. Esplora manoscritti, iconografie e strumenti storici per riportare in vita i suoni autentici di secoli fa e ricreare la musica nel suo contesto originale. Realizzata per Il Giornale della Musica da Paolo Scarnecchia, ogni puntata ti porta dietro le quinte di concerti e prove, svelando la maestria e l’artigianato musicale di quest’arte senza tempo.
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Music Interviews
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Scopri il ricco e affascinante mondo della musica antica con Early Music Stories, una serie podcast che racconta il lavoro di musicisti, ricercatori e artigiani. Esplora manoscritti, iconografie e strumenti storici per riportare in vita i suoni autentici di secoli fa e ricreare la musica nel suo contesto originale. Realizzata per Il Giornale della Musica da Paolo Scarnecchia, ogni puntata ti porta dietro le quinte di concerti e prove, svelando la maestria e l’artigianato musicale di quest’arte senza tempo.
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Episodes (20/153)
Early Music Stories
Intervista a Peter Van Heyghen & Utopia Ensemble | The Sound of Brussels del Coudenberg - parte seconda
La giornata di studi The Sound of Brussels del Coudenberg Sound Box Fest

Accanto ai concerti, il Coudenberg Sound Box Fest apre anche spazi di riflessione. 
Il primo appuntamento della rassegna è stato infatti affiancato dalla giornata di studi The Sound of Brussels, realizzata in collaborazione con il Koninklijk Conservatorium di Bruxelles e dedicata alla storia del paesaggio sonoro della città. Nel podcast, Matteo Gemolo racconta la nascita e le caratteristiche del festival “sotterraneo”, giunto alla sua quinta edizione, e presenta le novità di quest’anno, a partire dalla giornata di studi.

Peter Van Heyghen, coordinatore dell’incontro, introduce invece il tema di un panorama musicale brussellese ancora in parte da ricostruire, sottolineando la necessità di superare l’attenzione esclusiva per i grandi nomi della polifonia franco-fiamminga e di riscoprire anche i repertori meno noti che ne completano la storia.
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2 weeks ago
13 minutes

Early Music Stories
Intervista a Matteo Gemolo & Utopia Ensemble & Il Gardellino | The Sound of Brussels del Coudenberg Sound Box Fest - prima parte
La giornata di studi The Sound of Brussels del Coudenberg Sound Box Fest

Accanto ai concerti, il Coudenberg Sound Box Fest apre anche spazi di riflessione. 
Il primo appuntamento della rassegna è stato infatti affiancato dalla giornata di studi The Sound of Brussels, realizzata in collaborazione con il Koninklijk Conservatorium di Bruxelles e dedicata alla storia del paesaggio sonoro della città. Nel podcast, Matteo Gemolo racconta la nascita e le caratteristiche del festival “sotterraneo”, giunto alla sua quinta edizione, e presenta le novità di quest’anno, a partire dalla giornata di studi.

Peter Van Heyghen, coordinatore dell’incontro, introduce invece il tema di un panorama musicale brussellese ancora in parte da ricostruire, sottolineando la necessità di superare l’attenzione esclusiva per i grandi nomi della polifonia franco-fiamminga e di riscoprire anche i repertori meno noti che ne completano la storia.

Podcast relaizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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2 weeks ago
10 minutes

Early Music Stories
Intervista a Adriaan De Koster & Utopia Ensemble | Coudenberg Sound Box Fest prima parte
Tra polifonie franco fiamminghe e musiche di Mozart al Coudenberg Sound Box Fest

Il Coudenberg Sound Box Fest mette in dialogo musica e storia nei sotterranei del Palazzo del Coudenberg di Bruxelles, antica sede del potere del Ducato di Brabante.

Nel doppio concerto inaugurale della rassegna, diretta da Matteo Gemolo, i cantori dell’Utopia Ensemble e gli strumentisti dell’ensemble Il Gardellino hanno alternato chanson franco-fiamminghe rinascimentali e pagine di Mozart, creando un suggestivo attraversamento di epoche e linguaggi.

Nel podcast, Adriaan De Koster racconta come le chanson scelte possano riflettere il repertorio che un tempo risuonava tra le mura del palazzo, forse ascoltato anche da Carlo V, mentre Jan de Winne si sofferma sulla presenza della glassarmonica, strumento raro e affascinante impiegato nel concerto mozartiano La voix de cristal.

Gli esempi musicali restituiscono l’atmosfera unica di un festival che intreccia archeologia, memoria e ascolto.

Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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2 weeks ago
9 minutes

Early Music Stories
Intervista a Jan de Winne & Il Gardellino | Coudenberg Sound Box Fest - seconda parte
Tra polifonie franco fiamminghe e musiche di Mozart al Coudenberg Sound Box Fest

Il Coudenberg Sound Box Fest mette in dialogo musica e storia nei sotterranei del Palazzo del Coudenberg di Bruxelles, antica sede del potere del Ducato di Brabante.

Nel doppio concerto inaugurale della rassegna, diretta da Matteo Gemolo, i cantori dell’Utopia Ensemble e gli strumentisti dell’ensemble Il Gardellino hanno alternato chanson franco-fiamminghe rinascimentali e pagine di Mozart, creando un suggestivo attraversamento di epoche e linguaggi.

Nel podcast, Adriaan De Koster racconta come le chanson scelte possano riflettere il repertorio che un tempo risuonava tra le mura del palazzo, forse ascoltato anche da Carlo V, mentre Jan de Winne si sofferma sulla presenza della glassarmonica, strumento raro e affascinante impiegato nel concerto mozartiano La voix de cristal.

Gli esempi musicali restituiscono l’atmosfera unica di un festival che intreccia archeologia, memoria e ascolto.

Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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2 weeks ago
12 minutes

Early Music Stories
Intervista a Katarina Livljanić, Pino De Vittorio & Ensemble Dialogos | Giornate di Musica Antica di Herne
Arianna e Teseo nel corso del tempo

Nel corso delle Giornate di Musica Antica di Herne, organizzate dalla rete radiofonica WDR 3, Katarina Livljanić e Pino De Vittorio hanno presentato lo spettacolo Arianna viva, un progetto che attraversa i secoli per restituire voce e corpo a due figure centrali del mito classico: Arianna e Teseo.

Cantanti e attori insieme, Livljanić e De Vittorio costruiscono un racconto musicale che nasce dal confronto tra le fonti classiche di Ovidio e la loro riscrittura nella letteratura e poesia italiana tra Trecento e Cinquecento. Il risultato è una forma di cantar recitando che si ispira alle pratiche dei cantori al liuto, basata prevalentemente su fonti musicali rinascimentali contenenti melodie destinate all’intonazione delle ottave narrative.

Accanto ai due protagonisti, Bor Zuljan al liuto, Albrecht Maurer alla viola da braccio e Norbert Rodenkirchen al flauto contribuiscono a dare forma a un percorso sonoro essenziale e fortemente teatrale, in cui parola, gesto e musica si fondono senza soluzione di continuità.
Il mito di Arianna, abbandonata e poi trasformata, diventa così una figura viva, attraversata dal tempo e dalle sue riscritture, in dialogo costante con la sensibilità contemporanea. 

Lo spettacolo è stato presentato negli spazi del Flottmann-Hallen, importante sito di archeologia industriale della città di Herne ed ex fabbrica del bacino della Ruhr, oggi riconvertita in centro culturale. Il concerto è stato trasmesso in diretta da WDR 3 ed è disponibile in ascolto sul sito dell’emittente. 

Nell’intervista contenuta in questo episodio, Katarina Livljanić e Pino De Vittorio raccontano la genesi del progetto, le fonti letterarie e musicali che lo hanno ispirato e il loro modo di intendere il rapporto tra musica antica, oralità e teatro.

Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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3 weeks ago
12 minutes

Early Music Stories
Intervista a Luca Quintavalle & Nuovo Aspetto, Il Totila di Legrenzi | Giornate di Musica Antica di Herne
Ogni anno, le Giornate di Musica Antica di Herne riservano al pubblico una scoperta: un’opera dimenticata, riportata alla luce dopo secoli di silenzio.

Per la 49ª edizione, la scelta è caduta su Il Totila di Giovanni Legrenzi, dramma per musica in tre atti su libretto di Matteo Noris, rappresentato per la prima volta a Venezia nel 1677 e mai più eseguito in epoca moderna. Il lavoro è stato riproposto al Kulturzentrum di Herne dall’ensemble Nuovo Aspetto, diretto al cembalo da Luca Quintavalle, con un ampio cast vocale che ha dato vita ai personaggi dell’opera: da Lucia Cirillo nel ruolo del re goto Totila, a Raffaella Milanesi, Roberta Invernizzi, Luca Cervoni, Valentin Ruckebier, Verena Kronbichler, Chiara Brunello, Charlotte Langner, Olivier Bergeron e Luísa Tinoco. Con il suo intreccio fitto di intrighi politici, amori, travestimenti e colpi di scena, Il Totila riflette il gusto veneziano dell’opera della seconda metà del Seicento, dove il dramma eroico convive con la parodia e la satira dei costumi.

Legrenzi, figura chiave del barocco veneziano, compose una ventina di opere, ma solo sei sono sopravvissute integralmente. Nel caso di Totila, alcune sezioni orchestrali erano andate perdute: Quintavalle le ha ricostruite con rigore filologico e sensibilità teatrale, rendendo possibile questa prima esecuzione moderna quasi integrale. Nell’intervista, Luca Quintavalle racconta il lavoro di riscoperta e di ricostruzione della partitura, e il fascino di un’opera che mostra la vitalità e la ricchezza della Venezia barocca.

Gli esempi musicali che accompagnano il podcast sono tratti dalle registrazioni delle prove e dalla diretta radiofonica su WDR 3, emittente che organizza il festival e che rende disponibile l’ascolto integrale sul proprio sito fino a metà dicembre.

Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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1 month ago
22 minutes

Early Music Stories
Intervista a Wolfgang Katschner, Lautten Compagney Berlin & Garifuna Collective | Giornate di Musica Antica di Herne
Polly anglocaraibica alle Giornate di Musica Antica di Herne

La 49ª edizione delle Giornate di Musica Antica di Herne, tenutasi a metà novembre, ha scelto come filo conduttore un tema tanto attuale quanto complesso: appropriazione culturale e decolonizzazione, riassunto nel motto “Il mondo e noi”.

Tra le proposte più originali di questa edizione, spicca quella della Lautten Compagney Berlin, diretta da Wolfgang Katschner, che ha portato sul palco del Kulturzentrum di Herne una produzione unica: Punta gegen Polly. Il concerto nasce dall’incontro tra la ballad opera Polly di Johann Christian Pepusch e John Gay – sequel della celebre Beggar’s Opera del 1729 – e la musica caraibica del Garifuna Collective, gruppo del Belize guidato dall’artista Pen Cayetano, considerato il fondatore della “punta rock”.

Trasportata dalle strade di Londra alle Indie Occidentali, Polly racconta un mondo di pirati, schiavitù e libertà negata, temi che oggi risuonano con nuove prospettive grazie al dialogo fra la musica barocca europea e le sonorità afro-caraibiche contemporanee. La regia drammaturgica di Christian Filips intreccia la vicenda originale con nuovi personaggi, tra cui lo stesso John Gay, il poeta autore della ballad opera, che dialoga con la protagonista Polly e con MacHeath, pirata ribelle ribattezzato Morano.

Il risultato è una forma di restituzione culturale in cui linguaggi, strumenti e ritmi si contaminano, rendendo vive le contraddizioni e le possibilità di una musica antica che dialoga con il presente. Nell’intervista, Wolfgang Katschner racconta la genesi del progetto e spiega come questa operazione di “decolonizzazione musicale” si inserisca in un percorso più ampio di collaborazione con musicisti di culture diverse.

Gli esempi sonori inclusi nel podcast sono tratti dalle registrazioni delle prove del concerto, trasmesso in diretta su WDR 3, e disponibile integralmente sul sito della rete radiofonica tedesca.

Podast curato e prodotto da Paolo Scarnecchia per Il giornale della musica
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1 month ago
20 minutes

Early Music Stories
Intervista a Walter Testolin, Francesco Leineri & De Labyrintho | Palestrina Il Cantico dei cantici
Palestrina 2.0 per l’inaugurazione della stagione da camera della Accademia Filarmonica Romana

Nel quinto centenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, l’Accademia Filarmonica Romana ha scelto di inaugurare la nuova stagione da camera al Teatro Argentina con un omaggio tutt’altro che celebrativo in senso convenzionale: una rilettura radicale del Cantico dei cantici.

Pur rispettando la sequenza dei testi del ciclo di mottetti rinascimentali, una parte dei versi è stata infatti musicata ex novo da Francesco Leineri, che interviene direttamente nella tessitura palestriniana, ampliandola con inserti testuali in diverse lingue oltre il latino e con un lavoro sonoro che include percussioni e live electronics con suoni preregistrati e mixati dal vivo.

I cantori dell’ensemble vocale De labyrintho, diretti da Walter Testolin e affiancati da Samuele Telari alla fisarmonica e Elide Sulsenti al violoncello, hanno intrecciato la musica di Palestrina e quella di Leineri senza soluzione di continuità, dando vita a un percorso sonoro originale: una sorta di espansione multidirezionale della sensualità e del sentimento che attraversano il poema biblico, tra eco antiche e risonanze contemporanee.

In questo episodio, Walter Testolin e Francesco Leineri raccontano come è nata l’idea del progetto, il ruolo del Cantico dei cantici nella maturità di Palestrina e il significato di questa “ricomposizione” di alcune sue parti. Gli esempi musicali che ascolterete nel corso della conversazione sono tratti dalle registrazioni effettuate durante le prove nella Sala Casella, sede storica dell’Accademia Filarmonica Romana, e restituiscono tutta la tensione creativa di un dialogo vivo tra passato e presente.

Podcast curato e prodotto da Paolo Scarnecchia per Il giornale della musica
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1 month ago
27 minutes

Early Music Stories
Intervista a Tiago Simas Freire & Capella Sanctae Crucis | cd book La zagala
Il CD-book La Zagala más hermosa ci porta nel cuore del Portogallo del Seicento, tra le pagine di un prezioso manoscritto conservato nella Biblioteca dell’Università di Coimbra.

Il titolo deriva da un tono – termine usato nella Penisola iberica per indicare le canzoni strofiche di moda tra XVI e XVII secolo – una composizione anonima che ha ispirato anche una messa parodia costruita sulla stessa melodia e inclusa nello stesso manoscritto, insieme ad altre musiche sacre e profane. In questo episodio ascoltiamo e raccontiamo la nuova interpretazione di questi repertori proposta dall’ensemble Capella Sanctae Crucis, diretto da Tiago Simas Freire.

Il progetto fa parte di Mundos e Fundos, un’iniziativa dell’Università di Coimbra dedicata alla riscoperta del patrimonio musicale del Monastero di Santa Cruz, luogo centrale non solo nella vita religiosa ma anche nella storia culturale e artistica del Portogallo. L’edizione del CD-book, curata dallo stesso Simas Freire con Paulo Estudante e Sonia Duarte, offre testi in quattro lingue e uno studio sull’iconografia mariana dell’età barocca, restituendo la ricchezza di un mondo in cui devozione, arte e ricerca musicale si intrecciano.

Nell’intervista, Tiago Simas Freire racconta l’importanza del fondo musicale del monastero di Santa Cruz e svela i segreti del tono e della messa parodia contenuti in questo affascinante progetto, parte di una collana dedicata al patrimonio della musica antica portoghese.

Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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2 months ago
27 minutes

Early Music Stories
Intervista a Stephane Fuget & Les Epopées, Pour être heureux en amour - Ramée
Les Épopées: Pour être heureux en amour

Con la registrazione della raccolta di airs sérieux di Joseph Chabanceau de La Barre, l’ensemble Les Épopées, diretto da Stéphane Fuget, restituisce al pubblico l’eleganza raffinata della musica vocale francese del Seicento.

Nel nuovo episodio del podcast esploriamo un repertorio dedicato all’amore e alla sua idealizzazione, protagonista dei salotti aristocratici parigini del XVII secolo. Le voci di Claire Lefilliâtre e Luc Bertin-Hugault danno nuova vita alle pagine di de La Barre, compositore dalla sensibilità poetica e musicale singolare, il cui nome merita di essere riscoperto.

 Appartenente a una famiglia di musicisti al servizio della monarchia, Joseph Chabanceau de La Barre fu organista della cappella reale, dopo un periodo trascorso in Svezia alla corte di Cristina, insieme alla sorella Anne, celebre cantante del tempo.

La sua raccolta del 1669, Airs à deux parties, avec les seconds couplets en diminution, si distingue per la finezza dell’ornamentazione e per la capacità di trasformare la melodia in un discorso espressivo, lontano dalla teatralità del contemporaneo stile italiano.

Un viaggio sonoro nella grazia e nell’intimità dell’air de cour, dove la misura e la delicatezza dell’emozione diventano arte.

Podcast prodotto e curato da Paolo Scarnecchia per Il Giornale della Musica
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2 months ago
18 minutes

Early Music Stories
Intervista ad Alessandro Ciccolini, Monica Piccinini & Compagnia de Violini | Festival Grandezze & Meraviglie
“Il martirio di Santa Teodosia: Alessandro Scarlatti e l’anima dell’oratorio”

Nel corso della 28ª edizione del festival Grandezze & Meraviglie, dedicato alla musica antica e barocca, è stato eseguito Il martirio di Santa Teodosia, oratorio giovanile di Alessandro Scarlatti.

Un’opera rara, riscoperta grazie al prezioso manoscritto conservato presso la Biblioteca Estense di Modena, città dove il lavoro fu presentato nel 1685, dopo una prima esecuzione romana probabilmente promossa dal duca Francesco II d’Este, grande mecenate e amante del genere oratoriale. Il libretto, di autore anonimo, racconta la vicenda di Santa Teodosia di Tiro, giovane martire cristiana uccisa per ordine del prefetto Urbano a Cesarea di Palestina.

La storia, intensa e drammatica, prende vita attraverso una musica che già rivela lo stile personale e la sensibilità teatrale del giovane Scarlatti. Per la prima volta nella storia del festival, il concerto si è svolto fuori dalla provincia di Modena, nella suggestiva Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, ampliando così i confini geografici e simbolici della rassegna.

L’oratorio è stato eseguito dall’ensemble La Compagnia de Violini, con la direzione di Alessandro Ciccolini e la partecipazione delle voci di
Monica Piccinini (Teodosia)
Massimo Altieri (Arsenio)
Marco Saccardin (Urbano)
Valentina Ferrarese (Decio).

In questo episodio, arricchito da estratti musicali originali, il direttore Alessandro Ciccolini e la protagonista Monica Piccinini ci accompagnano alla scoperta degli aspetti più significativi di questo capolavoro giovanile, tra fede, bellezza e passione barocca.

Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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2 months ago
29 minutes

Early Music Stories
Intervista a Fabio Lombardo & L'Homme Armé | FloReMus 2025
Con il concerto del 25 settembre al Cenacolo del Fuligno si è chiusa la nona edizione di FloReMus – Rinascimento musicale fiorentino.
Protagonista dell’ultimo appuntamento è stato l’ensemble L’Homme Armé, diretto da Fabio Lombardo, che ha proposto un programma intitolato “Virgo et mater, intorno alla musica sacra di Giovanni Pierluigi da Palestrina”. 

Nella sala affrescata con l’“Ultima cena” attribuita al Perugino, la musica di Palestrina ha risuonato in un percorso raffinato di rimandi e corrispondenze: tra madrigali, chanson, intavolature per organo e movimenti tratti da due sue celebri messe parodia, la Missa I toni, overo Io mi sono giovinetta e la Missa Sine nomine (Je suis déshéritée).
Il concerto comprendeva anche il mottetto Tribularer si nescirem e lo Stabat Mater, due pagine che racchiudono l’essenza spirituale e la limpidezza della scrittura palestriniana.

A mostrare la rete di influenze e dialoghi che attraversava la musica del tempo, l’ensemble ha incluso anche un movimento dalla Missa super Io son ferito di Orlando di Lasso, costruita sul madrigale di Palestrina, e il mottetto O Virgo prudentissima di Josquin Desprez, con cui si è aperta la serata: un omaggio alle radici fiamminghe della polifonia rinascimentale italiana.

Nell’intervista a Fabio Lombardo, che accompagna questo episodio, il direttore racconta le scelte del programma e il senso del suo “gioco di specchi” intorno a Palestrina, illustrando con esempi musicali la vitalità e la modernità di una musica che, cinque secoli dopo, continua a parlarci di bellezza e di misura.

Un podcast del giornale della musica
In collaborazione con FloReMus – Rinascimento musicale fiorentino
Registrazione del concerto: Ensemble L’Homme Armé
Direttore: Fabio Lombardo
Intervista e testo: Paolo Scarnecchia
Editing e post-produzione audio: Paolo Scarnecchia
Voce narrante: Paolo Scarnecchia
Musiche di: Giovanni Pierluigi da Palestrina, Orlando di Lasso, Josquin Desprez
Registrato al: Cenacolo del Fuligno, Firenze – 25 settembre
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2 months ago
23 minutes

Early Music Stories
Intervista a Mehmet Ali Sanlıkol, Blue Heron & DÜNYA
Blue Heron e DÜNYA: un ponte tra Rinascimento europeo e tradizione ottomana

L’ensemble Blue Heron, diretto da Scott Metcalfe e punto di riferimento internazionale per l’esecuzione storicamente informata della polifonia del XV e XVI secolo, presenta un progetto che segna una svolta nella sua storia artistica: per la prima volta, infatti, il gruppo di Boston incide musiche contemporanee, nate dall’incontro con il compositore turco naturalizzato statunitense Mehmet Ali Sanlıkol.

La collaborazione nasce anche grazie al legame con il collettivo DÜNYA, fondato dallo stesso Sanlıkol, che da anni riunisce musicisti di diverse nazionalità e culture in un dialogo creativo in cui la tradizione musicale turca incontra linguaggi e stili diversi. Il titolo del disco è tratto da un canto spirituale ottomano del XVII secolo, e fa da filo conduttore alle due composizioni firmate da Sanlıkol. La prima, The Triumph (2023), commissionata da Blue Heron per celebrare i suoi 25 anni, intreccia le voci dell’ensemble con strumenti tradizionali turchi.

La seconda, Devran (2017), interamente vocale, rielabora due testi mistici sufi trascritti da Ali Ufki, musicista e intellettuale polacco al servizio della corte ottomana, trasformandoli in un mottetto ispirato alla polifonia rinascimentale. Il risultato è un dialogo originale e affascinante tra mondi sonori lontani eppure complementari: da un lato l’eredità della scuola franco-fiamminga e della tradizione rinascimentale europea, dall’altro la spiritualità e la poesia del sufismo ottomano.

Una sintesi resa ancora più viva dalle parole dei protagonisti, raccolte nelle due interviste che chiudono il podcast, in cui Metcalfe e Sanlıkol raccontano il percorso che ha portato alla nascita di questo progetto.

Produzione e realizzazione del podcast: Paolo Scarnecchia per Il giornale della musica
nterviste: Scott Metcalfe e Mehmet Ali Sanlıkol
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3 months ago
17 minutes

Early Music Stories
Intervista a Scott Metcalfe & Blue Heron
Blue Heron e DÜNYA: un ponte tra Rinascimento europeo e tradizione ottomana

L’ensemble Blue Heron, diretto da Scott Metcalfe e punto di riferimento internazionale per l’esecuzione storicamente informata della polifonia del XV e XVI secolo, presenta un progetto che segna una svolta nella sua storia artistica: per la prima volta, infatti, il gruppo di Boston incide musiche contemporanee, nate dall’incontro con il compositore turco naturalizzato statunitense Mehmet Ali Sanlıkol.

La collaborazione nasce anche grazie al legame con il collettivo DÜNYA, fondato dallo stesso Sanlıkol, che da anni riunisce musicisti di diverse nazionalità e culture in un dialogo creativo in cui la tradizione musicale turca incontra linguaggi e stili diversi. Il titolo del disco è tratto da un canto spirituale ottomano del XVII secolo, e fa da filo conduttore alle due composizioni firmate da Sanlıkol. La prima, The Triumph (2023), commissionata da Blue Heron per celebrare i suoi 25 anni, intreccia le voci dell’ensemble con strumenti tradizionali turchi.

La seconda, Devran (2017), interamente vocale, rielabora due testi mistici sufi trascritti da Ali Ufki, musicista e intellettuale polacco al servizio della corte ottomana, trasformandoli in un mottetto ispirato alla polifonia rinascimentale. Il risultato è un dialogo originale e affascinante tra mondi sonori lontani eppure complementari: da un lato l’eredità della scuola franco-fiamminga e della tradizione rinascimentale europea, dall’altro la spiritualità e la poesia del sufismo ottomano.

Una sintesi resa ancora più viva dalle parole dei protagonisti, raccolte nelle due interviste che chiudono il podcast, in cui Metcalfe e Sanlıkol raccontano il percorso che ha portato alla nascita di questo progetto.

Produzione e realizzazione del podcast: Paolo Scarnecchia per Il giornale della musica
nterviste: Scott Metcalfe e Mehmet Ali Sanlıkol
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3 months ago
12 minutes

Early Music Stories
Intervista a Giulio Prandi & Coro e Orchestra Ghislieri - Festival Ambronay
Il Festival di Ambronay si è aperto il 12 settembre con un evento di straordinaria importanza: il Coro e Orchestra Ghislieri, diretti da Giulio Prandi, hanno inaugurato la rassegna con un programma interamente dedicato ad Alessandro Scarlatti.

La serata ha offerto estratti dal Vespro di Santa Cecilia, dalla Messa di Santa Cecilia e dal Te Deum, quest’ultimo presentato in prima esecuzione moderna. Si tratta di una partitura di eccezionale valore, la cui fonte manoscritta – non autografa – è stata recentemente scoperta da Luca Dalla Libera. Analisi stilistiche e caratteristiche materiali, come la filigrana dei fogli, confermano l’appartenenza dello spartito allo stesso periodo delle altre composizioni dedicate alla santa patrona dei musicisti, collocabili tra il 1720 e il 1721.

La Messa di Santa Cecilia, scritta da Scarlatti per il cardinale Francesco Acquaviva d’Aragona, è una pagina grandiosa per cinque voci soliste, coro e orchestra. Le sue sezioni alternano momenti concertanti e brani solistici, affidati in questa occasione a Maria Grazia Schiavo (soprano I), Carlotta Colombo (soprano II), Margherita Maria Sala (contralto), Raffaele Giordani (tenore) e Alessandro Ravasio (basso).

Nel nostro podcast, Giulio Prandi racconta le caratteristiche di queste opere, il loro significato nel contesto della musica sacra barocca e il suo rapporto con il festival, al quale il Ghislieri ha già preso parte in passato. Tutti gli esempi musicali che ascolterete sono tratti dalle prove del concerto, registrate nella suggestiva cornice dell’Abbatiale, la chiesa del Monastero di Ambronay, oggi sede del vivace Centre Culturel de Rencontre.

Podcast a cura di Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
Intervista a: Giulio Prandi.
Esecuzione: Coro e Orchestra Ghislieri.
Solisti: Maria Grazia Schiavo, Carlotta Colombo, Margherita Maria Sala, Raffaele Giordani, Alessandro Ravasio.
Registrazioni effettuate durante le prove del concerto inaugurale del Festival di Ambronay, 12 settembre.
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3 months ago
25 minutes

Early Music Stories
Intervista a Peter De Laurentiis & CAPPELLA PRATENSIS | Laus Polyphoniae 2025
Le cattedrali sonore di Laus Polyphoniae

Edizione 2025 – “Ars Antiqua – Ars Nova – Ars Subtilior” Dal 1140 al 1440: tre secoli di musica che hanno fatto da colonna sonora all’epoca dei grandi costruttori di cattedrali.

In questo episodio speciale del podcast di Laus Polyphoniae, Peter de Laurentiis (Cappella Pratensis) ci accompagna alla scoperta di un programma che unisce storia, spiritualità e raffinatezza sonora. Il viaggio è dedicato a Guillaume Dufay, il grande compositore franco-fiammingo al servizio dei Malatesta, che con i suoi mottetti e chanson ha testimoniato eventi cruciali della storia rinascimentale italiana.

Attorno al leggio girevole con i facsimili dei codici antichi, la Cappella Pratensis fa rivivere la forza evocativa della polifonia, intrecciando le opere di Dufay con quelle di Richard Loqueville, Hugo de Lantins, Pierre Fontaine e Jean Franchois.

Un percorso in quattro sezioni, intitolato “Guillaume Dufay and the New Sound of the Ars Subtilior”, che restituisce l’intensità e la modernità sorprendente di una musica nata secoli fa e ancora oggi capace di emozionare.

Crediti
Podcast realizzato in occasione di Laus Polyphoniae 2025 – Festival di musica antica di Anversa.
Con la partecipazione di Peter de Laurentiis e Cappella Pratensis.
Un progetto a cura di Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
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3 months ago
12 minutes

Early Music Stories
Intervista a Donatella Busetto, Patrizio La Placa e Cenacolo Musicale | Festival Musica Antica e Arti (Femart)
Il Barocco musicale nel cuore del Nordest – Podcast

Dal 24 agosto al 14 dicembre, borghi e città storiche del Friuli Venezia Giulia e del Veneto ospiteranno il Festival Musica Antica e Arti (Femart), giunto alla sua 25ª edizione e organizzato dall’Associazione Barocco Europeo di Sacile.

Con il titolo “Barocco in movimento”, il cartellone propone concerti in luoghi di straordinario fascino, dal Duomo di Valvasone alla Chiesa di San Rocco di Polcenigo, fino al Ridotto del Teatro Verdi di Gorizia. In questa puntata, Donatella Busetto, direttrice artistica del Festival, racconta i temi e le novità dell’edizione 2025, tra cui l’omaggio ad Alessandro Scarlatti nel terzo centenario della morte, con l’esecuzione di tre cantate per basso.

Il baritono Patrizio La Placa ci guida alla scoperta delle caratteristiche musicali di queste opere, che interpreterà a Conegliano, Polcenigo e Valvasone a fine agosto. 

Crediti
Un podcast di Paolo Scarnecchia per il giornale della musica
Interviste a Donatella Busetto e Patrizio La Placa
Testo e conduzione: Paolo Scarnecchia
Produzione: realizzato in collaborazione con Fermat

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4 months ago
37 minutes

Early Music Stories
Intervista a Arnaldo Morelli | Festival Il Polifonico, Arezzo
Il Polifonico: Cori dal mondo ad Arezzo

Nella terza settimana di agosto cori provenienti da diversi paesi del mondo convergeranno ad Arezzo per partecipare al celebre concorso internazionale “Il Polifonico”, giunto alla sua 73ª edizione.

Organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo, questa manifestazione porta un titolo semplice, ma racchiude un programma ricco e articolato, diffuso in diversi luoghi della città.

Formalmente è un concorso internazionale per formazioni corali, ma nella realtà è anche un vero e proprio festival: il pubblico segue con passione le esibizioni in piazze, teatri e chiese, e la rassegna include anche il Festival internazionale di canto popolare, entrato in programma a metà della lunga storia della manifestazione.

Nato nei primi anni Cinquanta, “Il Polifonico” ha trasformato Arezzo in una capitale ideale della coralità, ispirando eventi simili in Italia e all’estero e diventando un punto di riferimento europeo per la promozione e la valorizzazione del canto corale. Quest’anno il concorso celebra anche il quinto centenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Ogni formazione in gara eseguirà un brano del maestro rinascimentale, e il concerto inaugurale – affidato all’ensemble De labyrintho diretto da Walter Testolin – sarà dedicato al quarto libro di mottetti del 1584 su testi del Canticum canticorum.

A completare il programma, un convegno dedicato alla prassi esecutiva della musica del princeps musicae.

Nel podcast, nella prima parte, il direttore artistico Luigi Marzola racconta lo svolgimento della manifestazione e le varie fasi organizzative. 

Nella seconda parte, Walter Testolin illustra il fascino e la profondità del Canticum canticorum, anticipando i temi del suo intervento al convegno.

Nella terza parte, Arnaldo Morelli offre un ritratto biografico di Palestrina, evidenziando il cosmopolitismo dell’ambiente romano in cui operò il compositore.

Podcast ideato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornaledellamusica
Testi e conduzione: Paolo Scarnecchia
Ospiti: Luigi Marzola, Walter Testolin, Arnaldo Morelli
Registrazione e montaggio: Paolo Scarnecchia

Prodotto in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo
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5 months ago
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Early Music Stories
Intervista a Walter Testolin & De labyrintho | Festival Il Polifonico, Arezzo
Il Polifonico: Cori dal mondo ad Arezzo

Nella terza settimana di agosto cori provenienti da diversi paesi del mondo convergeranno ad Arezzo per partecipare al celebre concorso internazionale “Il Polifonico”, giunto alla sua 73ª edizione.

Organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo, questa manifestazione porta un titolo semplice, ma racchiude un programma ricco e articolato, diffuso in diversi luoghi della città.

Formalmente è un concorso internazionale per formazioni corali, ma nella realtà è anche un vero e proprio festival: il pubblico segue con passione le esibizioni in piazze, teatri e chiese, e la rassegna include anche il Festival internazionale di canto popolare, entrato in programma a metà della lunga storia della manifestazione.

Nato nei primi anni Cinquanta, “Il Polifonico” ha trasformato Arezzo in una capitale ideale della coralità, ispirando eventi simili in Italia e all’estero e diventando un punto di riferimento europeo per la promozione e la valorizzazione del canto corale. Quest’anno il concorso celebra anche il quinto centenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Ogni formazione in gara eseguirà un brano del maestro rinascimentale, e il concerto inaugurale – affidato all’ensemble De labyrintho diretto da Walter Testolin – sarà dedicato al quarto libro di mottetti del 1584 su testi del Canticum canticorum.

A completare il programma, un convegno dedicato alla prassi esecutiva della musica del princeps musicae.

Nel podcast, nella prima parte, il direttore artistico Luigi Marzola racconta lo svolgimento della manifestazione e le varie fasi organizzative. 

Nella seconda parte, Walter Testolin illustra il fascino e la profondità del Canticum canticorum, anticipando i temi del suo intervento al convegno.

Nella terza parte, Arnaldo Morelli offre un ritratto biografico di Palestrina, evidenziando il cosmopolitismo dell’ambiente romano in cui operò il compositore.

Podcast ideato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornaledellamusica
Testi e conduzione: Paolo Scarnecchia
Ospiti: Luigi Marzola, Walter Testolin, Arnaldo Morelli
Registrazione e montaggio: Paolo Scarnecchia

Prodotto in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo
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5 months ago
19 minutes

Early Music Stories
Intervista a Luigi Marzola | Festival Il Polifonico, Arezzo
Il Polifonico: Cori dal mondo ad Arezzo

Nella terza settimana di agosto cori provenienti da diversi paesi del mondo convergeranno ad Arezzo per partecipare al celebre concorso internazionale “Il Polifonico”, giunto alla sua 73ª edizione.

Organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo, questa manifestazione porta un titolo semplice, ma racchiude un programma ricco e articolato, diffuso in diversi luoghi della città.

Formalmente è un concorso internazionale per formazioni corali, ma nella realtà è anche un vero e proprio festival: il pubblico segue con passione le esibizioni in piazze, teatri e chiese, e la rassegna include anche il Festival internazionale di canto popolare, entrato in programma a metà della lunga storia della manifestazione.

Nato nei primi anni Cinquanta, “Il Polifonico” ha trasformato Arezzo in una capitale ideale della coralità, ispirando eventi simili in Italia e all’estero e diventando un punto di riferimento europeo per la promozione e la valorizzazione del canto corale. Quest’anno il concorso celebra anche il quinto centenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Ogni formazione in gara eseguirà un brano del maestro rinascimentale, e il concerto inaugurale – affidato all’ensemble De labyrintho diretto da Walter Testolin – sarà dedicato al quarto libro di mottetti del 1584 su testi del Canticum canticorum.

A completare il programma, un convegno dedicato alla prassi esecutiva della musica del princeps musicae.

Nel podcast, nella prima parte, il direttore artistico Luigi Marzola racconta lo svolgimento della manifestazione e le varie fasi organizzative. 

Nella seconda parte, Walter Testolin illustra il fascino e la profondità del Canticum canticorum, anticipando i temi del suo intervento al convegno.

Nella terza parte, Arnaldo Morelli offre un ritratto biografico di Palestrina, evidenziando il cosmopolitismo dell’ambiente romano in cui operò il compositore.

Podcast ideato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornaledellamusica
Testi e conduzione: Paolo Scarnecchia
Ospiti: Luigi Marzola, Walter Testolin, Arnaldo Morelli
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Early Music Stories
Scopri il ricco e affascinante mondo della musica antica con Early Music Stories, una serie podcast che racconta il lavoro di musicisti, ricercatori e artigiani. Esplora manoscritti, iconografie e strumenti storici per riportare in vita i suoni autentici di secoli fa e ricreare la musica nel suo contesto originale. Realizzata per Il Giornale della Musica da Paolo Scarnecchia, ogni puntata ti porta dietro le quinte di concerti e prove, svelando la maestria e l’artigianato musicale di quest’arte senza tempo.