Trump rapisce Maduro, minaccia la Groenlandia, i titoli della difesa volano del 100%. Eppure la maggior parte degli americani, se interpellati, direbbero di essere più preoccupati del prezzo del latte che delle riserve petrolifere venezuelane. Siamo in una fase paradossale: i mercati celebrano ogni destabilizzazione geopolitica come un'opportunità, mentre chi ha votato per il cambiamento vede il suo tasso di approvazione scendere sotto il 40%. La domanda non è se queste mosse siano strategiche, ma per chi lo siano davvero.
Cosa succede quando finiscono i soldi del PNRR? A giugno 2026 si chiude il rubinetto dei fondi europei, e senza quell'iniezione il PIL italiano sarebbe stato negativo. Non è un problema solo nostro: tutta Europa deve decidere se diventare davvero unita - fiscalmente, militarmente, infrastrutturalmente - o sgretolarsi in 27 paesi separati, proprio come vogliono gli Stati Uniti.
Nel frattempo i mercati vivono di aspettative: GTA VI costerà 2 miliardi e ne incasserà 8, Musk promette auto volanti, Warren Buffett si ritira a 95 anni, e i CDS di Oracle superano i livelli del 2008. Tutti parlano di bolla AI, ma nessuno vuole scendere dalla giostra. La speranza? Che dopo vent'anni di salari fermi, il 2026 sia finalmente l'anno dell'aumento reale.
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Chi sta davvero costruendo il futuro che tutti raccontiamo?Il Time premia gli architetti dell'intelligenza artificiale, Jensen Huang diventa l'uomo più influente dell'anno, Nvidia vale il doppio del PIL italiano. Eppure la maggior parte delle persone, se interpellate per strada, direbbero che l'AI non ha ancora cambiato la loro vita. Siamo in una fase paradossale: i mercati scommettono miliardi su una rivoluzione che deve ancora arrivare, mentre figure come Christine Lagarde o Pedro Sánchez influenzano l'economia reale senza lo stesso clamore mediatico. La domanda non è se l'AI sarà dirompente, ma se l'influenza che le attribuiamo oggi sia proporzionata agli effetti concreti di domani.
L’intelligenza artificiale è diventata una scommessa collettiva?
Valutazioni che esplodono, profitti rimandati, capitali che si riversano ovunque. Elon Musk ne è il simbolo più evidente: concentra attenzione, soldi e aspettative, mentre il mercato corre molto più veloce della realtà.
Il tema non è se l’AI cambierà il mondo, ma quanto rischio stiamo accumulando tutti insieme. Perché nelle grandi rivoluzioni tecnologiche non vincono tutti, e quando l’entusiasmo si raffredda qualcuno resta inevitabilmente indietro.
In questa puntata entriamo nel caos della guerra dello streaming.
Le notizie si rincorrono, le offerte cambiano ogni ora, e capire chi stia davvero vincendo è complicato.
Netflix: trattativa monstre per comprare Warner Bros, decine di miliardi sul tavolo e una breakup fee record. Una mossa che potrebbe riscrivere Hollywood. Ma perché rischiare così tanto?Per la supremazia nei contenuti, per il controllo del mercato, per non restare indietro mentre YouTube domina.
Poi arriva Paramount-Skydance che rilancia, con dietro finanziatori pesanti e la famiglia Ellison. A quel punto la battaglia diventa geopolitica, finanziaria e regolatoria.
Ci chiediamo: cosa significa tutto questo per concorrenza, prezzi degli abbonamenti e futuro dello streaming? E quanto siamo vicini a una nuova bolla tecnologica, tra tassi in taglio e investimenti AI che spingono (forse troppo) l’economia?
In questa puntata scopriamo quanto costa davvero comprare casa in Italia.A Roma servono 182 mensilità di stipendio per 60 metri quadri. Più di 15 anni senza spendere nulla. Un divario enorme tra province che racconta un Paese bloccato. Ma il problema è più profondo: l'Italia è l'unico grande Paese europeo dove i redditi reali sono calati negli ultimi vent'anni. Meno 5%, mentre altri crescevano. Produttività ferma, investimenti scarsi. Poi il Giappone: la Bank of Japan verso il rialzo dei tassi a dicembre, il primo dal 2008. Una mossa che potrebbe scuotere i mercati globali e il carry trade. Chi vincerà, chi perderà?
In questa prima puntata cerchiamo di capire come sta davvero l'Italia.
I mercati dicono una cosa, la gente ne sente un'altra, e capirci qualcosa è difficile.
La Commissione Europea: ultimi in UE per crescita nei prossimi tre anni. Fanalino di coda. E non è una novità. Ma perché? Produttività ferma, burocrazia che soffoca, investimenti che non arrivano.
Poi entriamo nel dibattito vero: debito pubblico e stagnazione secolare. Se il privato non investe, deve intervenire lo Stato? E come, se siamo pieni di debiti?
Parliamo anche di Nvidia vs Alphabet sui chip AI, con Warren Buffett che scommette 5 miliardi su Google. Chi vincerà? E chi saprà davvero usare l'intelligenza artificiale?
Un'occasione per discutere e litigare su dove andrà il mercato.
Gli argomenti della settimana che ci hanno fatto parlare di più: dall'economia italiana ai mercati globali, dalle trimestrali tech alle banche centrali. Un formato per chi vuole iniziare il weekend con una chiacchierata su quello che sta succedendo, senza tecnicismi inutili ma con la profondità necessaria.
Alla fine, vogliamo solo capirci qualcosa.
Ogni venerdì con Edoardo Scirè e Filippo Passeri