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Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Gameromancer
419 episodes
1 day ago
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Questo non è il solito podcast di videogiochi. Gameromancer è una ribellione contro chi si occupa di videogiochi per (e con) lucro, riducendoli a mera merce. I videogiochi sono Cultura, sono Arte, sono Vita. E in quanto tali assolutamente personali.
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Episodes (20/419)
Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 233: le conseguenze del 2025 sui videogiochi
1 day ago
1 hour 6 minutes 18 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 232: I migliori giochini del 2025 (o quasi)
1 week ago
1 hour 18 minutes 23 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Quella volta che SEGA ha prodotto PlayStation – Ucronie
2 weeks ago
50 minutes 46 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 231: Cliffhanger Games – videogiochi e finali aperti
3 weeks ago
56 minutes 43 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 230: Mangia, PEGI, Ama
4 weeks ago
50 minutes 13 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
DLC #89: mOST Wanted – musica per giochini
Che palle ancora musica. Questi stanno bolliti… Ho sentito sui social una frase bellissima riguardo i musical: “la musica entra in gioco quando le parole non bastano ad esprimere le emozioni”. E penso che questo concetto sia perfettamente applicabile anche ai videogiochi. Senza momenti. Senza stacco. I videogiochi ti fanno vivere la musica man mano, […]
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1 month ago
1 hour 9 minutes 15 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 229: Frankie Hi-RNG, la casualità nei videogiochi
Il random che ci piace La casualità nei giochini è una roba strana. Ti fa bestemmiare, te li fa amare, per qualche motivo diventa meccanica di gameplay ad un certo punto e ci ritroviamo Steam intasato di roguelike, lite e senza zuccheri. Eppure la casualità è una roba che come esseri umani tendiamo a eliminare […]
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1 month ago
47 minutes 48 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Leggende Pokémon ZA spiegato male (rece?)
Leggende Pokèmon ZA è stato più divisivo del 25 aprile.

C'è gente che è ancora incazzata nera con la recensione entusiastica di Multiplayer.it, e anzi in generale sostiene che i sitini ci siano andati troppo morbidi perché ottenebrati dall'afrore del sottopalla di Super Mario mentre i creator su Twitch e Youtube loro sì che sono honesti con l'acca e hanno stroncato il giochino.

Più prosaicamente il punto è che tanto a Nintendo e a The Pokémon Company frega una sega. Sia di quello che chiunque possa dire del giochino che del giochino stesso.

Noi già che c'eravamo abbiamo deciso di fare questo esperimento sociale per cui abbiam messo il gioco in mano a quella fogna di Garagegamer (che è quello delle 700+ ore su Baldur's Gate 3 e delle fin troppe su Skyrim) e l'abbiamo interrogato.

Seguono considerazioni sparse concentrate in un'oretta e mezza di episodio extra.
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1 month ago
1 hour 35 minutes 33 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Steam Machine può fottere PS5? Checkpoint
La prima volta le Steam Machine hanno floppato perché costavano troppo per essere console ed erano troppo poco customizzabili per essere PC. Valve per di più se ne era tenuta fuori, lasciando agli altri produttori hardware la palla e mettendo a disposizione sostanzialmente solo uno SteamOS che non era lo SteamOS di oggi, dove grazie a Proton puoi giocare tutti i giochini del catalogo Steam (e oltre) senza sbattimenti.

Poi è successa Steam Deck, che avrà venduto “pochino” rispetto ad una console tradizionale (si parla di 10 milioni di pezzi), ma a) è tutta vendita diretta e b) i dev ci hanno sballato e si fanno le corse per ottimizzarci i giochini apposta per.

In questo scenario Steam Machine può fottere PS5? Dipende da un po’ di cose. Ne abbiamo elucubrato per un’oretta.
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1 month ago
1 hour 2 minutes 47 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 228: Dead Spiaze – come EA ha fottuto la sua lineup
Dopo The Veilguard volevi il woke fuori dai giochini e adesso EA si è venduta agli arabi. E al genero di Donald Trump, che ad occhio e croce non mi sembra una delle 10 personalità più inclusive d’America.

Gran ficata, vedrai che adesso Dragon Age torna ad essere una cosa per very giocatory lasciando perdere tutte quelle porcate che ci hanno voluto infilare di forza nel gozzo.

Solo che ne sei sicuro? Perché l’idea della nuova proprietà è di recuperare quei 20 miliardi di debito che hanno accumulato lasciando a casa un sacco di gente e facendo fare tutto il possibile all’Intelligenza Artificiale.

I risultati sono disastrosi già adesso, perché le IA (quantomeno per ora) non possono sostituire un programmatore, un grafico, un designer: producono roba che si vede già ad occhio essere evidentemente sbagliata e finiscono per abbassare la qualità di quello che poi pretendi di vendere ad 80€ su PSN.

E sarà anche peggio, perché questa idea di avere degli asset stock da riciclare tra le varie produzioni era già venuta ad Ubisoft nella sua parentesi che va dal 2017 al 2020, quella dove il drone di Ghost Recon Wildlands era identico all’aquila che usavi su Assassin’s Creed per spottare i nemici negli avamposti. Ti ricordi com'è finita? Ad un certo punto ti sei rotto il cazzo di comprare e giocare sempre lo stesso gioco e adesso Ubisoft ha dovuto chiedere i soldi a Tencent per continuare a fare Assassin’s Creed, Rainbow Six e Far Cry. Che poi com’è che Far Cry faccia ancora i soldi visto che dal 3 in poi so tutti uguali è un mistero, ma è un altro discorso.

L’acquisizione di EA è uno di quei casi in cui devi stare attento a quello che desideri, perché potrebbe avverarsi.

E forse tra qualche anno dovremmo rimpiangere quel periodo storico in cui il peggio che faceva EA erano le microtransazioni.
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1 month ago
1 hour 6 minutes 16 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Nessuno ha capito un cazzo di Hellblade 2 (rece?)
Non sapevo di aver bisogno di Hellblade 2. O almeno, non credevo di averne bisogno. A dirla tutta mi sembrava pure superfluo un secondo capitolo, che la storia di Senua poteva tranquillamente finire col primo e che un altro viaggio avrebbe rischiato di rovinare un capolavoro. Perché sono un coglione. Ma in fondo, lo siamo […]
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2 months ago
1 hour 7 minutes 21 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 227: Corri Salta Spada – un’altra puntata sui giochini droga
Questa settimana ho giocato 19,5 ore a Tower Wizard.

È facile farcene un bordello perché è un idle game, uno di quei giochini che va avanti per i cazzi suoi e ti richiede ogni tanto di cliccare qualcosa per velocizzare i processi o allocare risorse. E quindi è finita che Tower Wizard girava in background sul PC mentre lavoravo e di tanto in tanto alzavo la finestra per vedere come stavano andando le cose alla Torre, quanto era cresciuto il mio Drago e quanto oro i miei alchimisti avevano forgiato (in modo da poterlo tramutare in altre pietre che combinate sarebbero diventate altri artefatti e avrebbero velocizzato il crafting di altre risorse, tra cui l’oro stesso).

Ad un certo punto però quella cazzo di finestra non è tornata più in background.

Ormai Tower Wizard mi tirava fuori risorse così velocemente che potevo arrivare dall’inizio alla fine di una partita in una ventina di minuti. Diventava quasi una questione di speedrun, di provare più approcci per capire se fosse più efficiente estrarre prima il più velocemente la magia o fosse meglio dedicarsi alla conoscenza, se era meglio addestrare Saggi per l’accademia o addestratori per il drago.

E quindi ho continuato a giocare a Tower Wizard finché non ho capito quale fosse la routine migliore, perfezionandomi run dopo run in modo da accumulare punti più velocemente per sbloccare bonus per la partita successiva.

Questa settimana ho giocato 19,5 ore a Tower Wizard. La cosa più stronza è che mi è costato 3€.

A che serve la droga, quando esistono i videogiochi?
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2 months ago
1 hour 31 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
DLC #88: La Battle (t)Royale di Leggende Pokémon ZA
È uscito il giochino dei Pokémon e come in quel meme col Joker di Heath Ledger tutti perdono la testa.

SpaccioGames gli ha mollato 0.3 punti in più rispetto a Clair Obscur, solo che il punto della questione dovrebbe essere piuttosto che Nintendo il budget che ha avuto Clair Obscur non l’ha voluto mettere a disposizione di Game Freak. Poi sono convinto che tanto Game Freak non lo avrebbe comunque saputo usare, ma questo pensiero è critica, il fatto che Leggende ZA sia costato 12 milioni è una notizia e c’è una certa differenza.

Ma al di là dei voti e dei confronti a generazione procedurale tutti perdono la testa perché è chiaro e sotto gli occhi di tutti che siam davanti ad un gioco che tecnicamente non è accettabile, con delle soluzioni ridicole tipo usare delle texture 2D per fare i balconi e le porte di buona parte degli edifici “non di trama”, però lì si tira una linea, laddove invece bisognerebbe andare a vedere com’è Leggende ZA sotto questi problemi.

Diversa gente ha deciso di piratare Leggende ZA perché “non vale 70€”. A queste persone non posso dar torto. Ma posso incazzarmi se dopo essersi prese lo sbattimento di scaricare una ROM e schiaffarla su un emulatore poi si fermano alla cazzo di grafica.
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2 months ago
1 hour 15 minutes 24 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 226: ti sei accortə che i Soulslike stanno cambiando?
Li abbiamo chiamati “soulslike” perché si parlava di sviluppatori che provavano a fare il cosplay di Miyazaki senza riuscirci. Senza gli stessi processi mentali, senza lo stesso fascino, limitandosi solo all’estetica dark e a quella vibe da pali nel culo che sì, era parte dell’opera e del messaggio, ma poi abbiamo scoperto non essere il posto dove risiedevano i 21 grammi di anima dei Souls.

Ad un certo punto è Miyazaki stesso a scendere a compromessi con Miyazaki. Esce Sekiro, e viene fuori che si può fare qualcosa che sembri un soulslike pur non essendo copiato paro paro da quel modello lì.

E allora altri iniziano a fare la stessa cosa. Escono cose tipo Tunic, dove a far da padrone tra le varie “componenti Soulslike” è il linguaggio che parla il gioco, che qui diventa una lingua vera ed esplicita che puoi decifrare una pagina del libretto alla volta. Esce Black Myth: Wukong, e viene fuori che basta spostarsi qualche miglio più a Occidente rimanendo però dove di solito il sole va a tramontare per tirare fuori qualcosa di simile, ma fondamentalmente diverso. E destinato probabilmente a fare scuola, visto quanto rumore ha fatto.

Escono gli Hell is Us anche se non se ne accorge apparentemente nessuno, ma ormai non si torna più indietro e non puoi aspettarti di rifare i soulslike come si facevano prima e vedere la gente in festa. Se non ci credi chiedere a Bluepoint e al remake di Demon’s Souls.
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2 months ago
1 hour 1 minute 51 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 225: Lock-On Siffredi – videogiochi e telecamere
La telecamera è la cosa più importante in un videogioco.

Anzi, la telecamera è la cosa più importante nel videogioco inteso come medium, perché seguendo la sua evoluzione si segue quella dei videogiochi stessi. Prima era tutto una sitcom a camera fissa, e infatti i livelli si chiamavano “quadri” e “schermate”. Per un bel po’ rimarrà. Le console hanno abbastanza potenza di calcolo per fare in modo che quando Super Mario fa un passo verso destra l’inquadratura si sposti con lui, ma solo le console.

Ad un certo punto Prometeo, nella persona di John Carmack, ruba il fuoco agli Dei e capisce come fare la stessa cosa anche su PC. Gli Dei lo mandano in culo, quando osa proporgli di portare Super Mario Bros. 3 su PC, ma da quel fanculo nascono Commander Keen e soprattutto id Software.

Succede la stessa cosa quando si decide che il videogioco può diventare 3D, forse deve diventare 3D. In Super Mario 64 per spiegare il concetto ai giocatori venuti su a pane e SNES si introduce proprio fisicamente un cameraman: usi il secondo d-pad del peggior controller di sempre per dargli gli ordini e lui esegue aggiustando l’inquadratura a tuo piacimento. Ci vorrà una vita prima di riuscire a capire come fare questa cosa per bene.

In quella vita, succede più o meno quello che ti racconta questo episodio del podcast videoludicamente scorretto.
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2 months ago
59 minutes 14 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 224: le città nei videogiochi
Ogni città è il deserto a cui si oppone.

I giochini ci portano a visitare ogni tipo di città. Una matrioska di realtà diverse che ci ospitano, galassie, continenti, corpi da abitare.

Colonne di sceneggiatura, piazze di dialoghi, quartieri di silenzio. In mezzo ci trovi personaggi, storie, eventi di cui sei protagonista o spettatrice.

Ma dove finisce il diorama, la scenografia, il palcoscenico e inizia la città? Come distinguo una cartolina ben tratteggiata da un luogo che effettivamente sto vivendo, respirando?

Ognuno vive le sue città, forse perché ognuno di noi è prima di tutto una città. I luoghi che viviamo ci modificano, trasformano, incidono in noi reticolati, arterie di esperienze, traumi, ricordi.

E da lì, affiorano i nostri spazi, i nostri luoghi, palazzi sfavillanti e inquietanti catacombe, foreste sibilanti e villaggi fatti d’ossa. Cambiamenti che subiamo o di cui siamo artefici, abitiamo e veniamo abitati. Infestiamo e veniamo infestati.

A noi si oppongono deserti, ai deserti noi ci opponiamo.
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2 months ago
1 hour 10 minutes 28 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 223: Death Stranding 2 spiegato male
Non aggiunge niente al primo capitolo se non un sacco di migliorie al gameplay che lo rendono un gigantesco giocattolone, una specie di grossa anticipazione su quello che potrebbe essere Physint, se davvero Kojima Production vuole tornare al Tactical Espionage Action che ha cresciuto una generazione intera.

00:00 Intro & solite stronzate
32:32: UGO TOGNAZZI (da qui si spoilera)
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3 months ago
1 hour 4 minutes 42 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 222: Videogiochi sfigati che ti sei perso nell’ultimo anno e mezzo
Il 4 settembre è uscito Silksong e s’è fagocitato un po’ tutto quello che è uscito non solo lo stesso giorno, ma anche nelle settimane precedenti.

Ma non è un unicum, nell’ultimo anno e mezzo ci si è persi — anche noi che nominalmente dobbiamo parlare delle cosine belline che escono, eh — diversa roba che meritava più attenzione. E che purtroppo per come funziona il mondo dei videogiochi difficilmente riuscirà ad averla.

Quindi questa settimana ti becchi un po’ di pareri non richiesti su giochi non cagati. Avrei voluto scrivere “passati sotto ai radar”, ma il mio avvocato mi ha detto che non se lo accolla.

00:00 Intro & Cazzeggio
03:23 l'argomento: giochini dimenticati
04:01 Hell Is Us
22:01 To a T
28:08 LEGO Bricktales Voyagers
39:46 The Plucky Squire
45:57 UFO 50
47:02 Neva
50:16 Humanity
53:32 Ratatan
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3 months ago
1 hour 2 minutes 55 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 221: Per la Super Terra dei Liberi – da Charlie Kirk fino a tornare al Gamergate
Il Congresso USA accusa i videogiochi di aver alimentato l’odio politico della sinistra. Non solo Steam, perché l’8 ottobre sono stati convocati oltre a Gabe Newell anche i CEO di Discord, Twitch e Reddit. Posti che sicuramente hanno bazzicato anche Luigi Mangione (che sua cover su X aveva scelto un pokémon, Breloom) che Tyler Robinson, […]
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3 months ago
1 hour 9 minutes 55 seconds

Gameromancer, il podcast videoludicamente scorretto
Ep. 220: La compagnia delle Indie – come il videogioco indipendente è diventato di tutti
Com’è che adesso giochiamo tutti ai giochini piccini abbastanza abitualmente?

Troppo facile dire “eh la pandemia signora mia”. È un percorso che è iniziato più di 15 anni fa, che ha visto lo zeitgeist culturale del videogioco spostarsi un po’ alla ricerca di alternative sostenibili, un po’ perché PlayStation mica poteva ignorare Wiiware e Xbox Live Arcade, specie considerati i numeri che ci muovevano sopra i vari Castle Crashers e World of Goo.

Questa è la storia di com’è nato il videogioco indipendente. Quello contemporaneo eh, non in assoluto – perché in assoluto esiste da praticamente l’epoca di Tennis For Two.
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3 months ago
1 hour 13 minutes 34 seconds

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