Parigi. In un tempo di rivoluzioni ,di sogni e di disperazioni, tra le ombre dei vicoli e la polvere delle barricate, cammina una figura esile. Vestita di stracci, con lo sguardo perso in un amore che non sarà mai ricambiato: Eponine Thenardier.
Enjolras è bello come un giovane Dio, dice Victor Hugo. Ma non è la sua bellezza esteriore a colpire, ma la sua luce interiore. Nel mondo che si piega al compromesso, lui resta immobile, come una fiamma che non vacilla.
Oggi ascoltiamo il cuore di Marius Pontmercy , in lui Victor Hugo intreccia l'ardore della giovinezza con la sete di verità, giustizia e amore. Cresciuto tra due mondi in conflitto, la prima volta che lo incontriamo, Marius ha sette anni.
Ci sono dei personaggi che nei romanzi diventano simbolo. Nei Miserabili i coniugi Thenardier sono proprio questo, il simbolo dell'avidità, dell'ipocrisia e della miseria morale.
Vi è un punto in cui l'uomo giudica Dio, Javert raggiunge quel punto. Con queste parole Victor Hugo racchiude tutto il dramma dell'ispettore Javert, figlio di una zingara e di un galeotto, nato dietro le sbarre di una prigione.
Entriamo nel mondo di Cosette, tra le pagine dei Miserabili, lei è l'immagine viva della speranza che nasce dalla sofferenza.
Victor Hugo scrive: "Fantine era bella, ma più ancora era buona. La sua bontà aveva bisogno d'amore come i fiori hanno bisogno del sole". Fantine è una ragazza come tante, con la forza di una Madre.
Jean Valjean, è il protagonista del romanzo ed entra in scena come un galeotto segnato da anni di prigionia, per un furto nato dalla fame. Immagina un uomo curvo sotto il peso della vita. Jean Valjean: dalle catene alla luce, il viaggio della redenzione.
Il nostro viaggio inizia con una figura che pur restando solo all'inizio del romanzo, continuerà ad illuminare tutta la storia. Myriel Bienvenu è un uomo semplice, capace di un coraggio che disarma, è il Vescovo che ha cambiato una vita.