In questa puntata natalizia un po’ sui generis parliamo di imprenditori illuminati, di ego sui piedistalli e di tutte quelle vite invisibili che tengono in piedi il mondo mentre gli altri festeggiano. Partendo dall’idea che tutto è regolato da un’energia che non appartiene a nessuno, proviamo a ribaltare lo sguardo: dal “mio successo” al “nostro miracolo quotidiano”. Un invito a usare le vacanze per guardare con più onestà il proprio posto nel mondo e fare spazio a un’energia meno egocentrica e più condivisa, anche a tavola, con la pancia piena.
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Tutto è nato da una sera qualunque, da una chiacchierata tra amici e da un’idea arrivata come un fulmine: uscire dal proprio guscio e lanciare pensieri nel cosmo. In questa puntata raccontiamo perché è nato questo progetto e cosa significa guardare “in lungo”, oltre i muri che restringono la prospettiva e ci tengono dentro la bolla. Tra consapevolezza, responsabilità e un passaggio indimenticabile di Proust sulla madeleine, proviamo a dare un nome a quei momenti in cui qualcosa si illumina dentro di noi e il tempo, per un attimo, smette di essere solo routine.
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In questa puntata torniamo nei secoli più che nel minuto: proviamo a dare un nome, o forse solo una forma, all’energia che attraversa le nostre vite. Dalle prime vibrazioni percepite dagli sciamani alle persecuzioni di chi ha osato parlare di invisibile, ripercorriamo la storia di questa forza senza coscienza, né buona né cattiva, che muove gli accadimenti ben oltre il nostro Io. Una riflessione sul ruolo dell’ego, sul potere delle vibrazioni positive e su quella piccola, ostinata Tribù che da secoli cerca di tenere accesa una fiammella di senso nel buio del mondo.
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In questa puntata ci fermiamo a guardare il cammino fatto fin qui e ammettiamo una cosa semplice: è arrivato il momento di propagare queste idee più lontano.
La Tribù del regista è nata come un bisogno intimo, quasi sussurrato, ma i vostri ritorni ci hanno detto che queste parole fanno bene, alleggeriscono, aprono prospettive.
Per questo vi chiediamo di farvi in quattro: condividere, parlare del podcast, spargere questi "squarci dai secoli" a chi sentite possa averne bisogno. Non per creare un seguito, ma per dare forma a una comunità di minoranza ostinata, capace di pensare più in alto e di non arrendersi al declino.
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In questa puntata ci liberiamo del peso più subdolo: quello dei pensieri che guardano all’indietro. Basta recriminazioni, colpe e “se avessi…”. Guardare avanti significa alleggerirsi, lasciare andare ciò che non appartiene più, risalire verso un’energia più limpida e aperta agli altri. Un invito a smettere di giocare nei campetti del rimpianto e tornare a camminare, leggeri, sul prato della vita vera, quella che si costruisce nel presente, insieme.
La musica “decora il tempo”, lo accorcia o lo dilata, come un battito che si fa respiro. In questa puntata esploriamo il legame tra le nostre giornate e le melodie che le attraversano, tra la memoria dei secoli e il presente che scorre in cuffia. Un viaggio tra ritmo e silenzio, tra ricordo e oblio, per ritrovare nella musica la misura più profonda del nostro tempo.Una puntata speciale, scritta da un ascoltatore, nello spirito aperto della Tribù del Regista, dove ogni voce autentica trova spazio per risuonare.
In questa puntata parliamo di abitudini sostenibili, dal muoversi al leggere, dal mangiare con cura all’imparare qualcosa di nuovo, scelte in base a chi siamo realmente. Raccontiamo come la ripetizione quotidiana, fatta con rispetto dei propri limiti, sappia trasformare lo sforzo in soddisfazione e riaprire fessure nella routine dove iniziare a respirare meglio. Nessuna promessa miracolosa: solo piccoli trionfi quotidiani che costruiscono una vita più consapevole.
Un ascoltatore ci ha provocato: se il destino (o il Regista) guida tutto, perché agire? In questa puntata, trasformiamo la domanda in un'opportunità. Esploriamo come accettare la nostra "ridotta statura" nella storia possa liberarci dall'ansia da prestazione, donandoci una nuova consapevolezza e una forza inaspettata. Scopri come sentirsi parte di un'energia più grande non ci rende passivi, ma ci spinge a dare il massimo, in armonia con il mondo. Un invito a riscoprire la gioia di vivere e l'orgoglio di far parte di un disegno straordinario.
In questa puntata riflettiamo sul fascino delle vite altrui, osservate attraverso i finestrini di un treno, e sull'importanza di allontanarsi dal proprio ego per connettersi con il tutto. Esploriamo come questa prospettiva possa migliorare i rapporti umani, rendendoci più tolleranti e aperti verso gli altri. Un viaggio tra introspezione, utopie e la speranza di seminare idee che possano ispirare un futuro migliore.
In questa puntata riflettiamo su cosa significa 'alzare l'asticella' nella vita quotidiana e nel nostro percorso di crescita. Parliamo di come il podcast ci stia spingendo a informarci di più, a confrontarci con idee nuove e a circondarci di persone che stimolano la nostra energia e il nostro pensiero. È un invito a non rassegnarsi, a non conformarsi, ma a fare la nostra parte per un futuro migliore, con consapevolezza e determinazione. Un messaggio per chi crede che il cambiamento inizi da piccoli passi e da grandi domande.
In questa puntata riflettiamo su come i pregiudizi e le aspettative influenzino le nostre relazioni e conversazioni. Partendo da un sogno, esploriamo l'importanza di incontrare gli altri con mente aperta e di uscire dal loop delle lamentele quotidiane.
Proviamo a sostituire la negatività con pensieri positivi, riscoprendo l'energia che ci circonda e confidando nel potenziale delle nuove generazioni per un futuro migliore.
Questa puntata esplora il fenomeno dei campi energetici attraverso l'esperienza diretta, senza pretese scientifiche. Viene descritto come la rimozione delle maschere sociali e dell'ego crei spazi in cui emergono pensieri e sensibilità straordinari.
L'episodio racconta il paradosso dell'oblio creativo: momenti di genialità che vengono dimenticati subito dopo essere stati espressi, come se una forza esterna guidasse le parole. Questa scoperta ha portato alla comprensione che tali idee risiedono già dentro di noi e riemergono quando ritroviamo la nostra autenticità.
L'episodio estende il concetto ai momenti di condivisione collettiva e invita a sperimentare conversazioni più sincere, abbandonando i paradigmi superficiali per accogliere verità nascoste.
Questa puntata lancia un appello urgente all'azione, sostenendo che viviamo in un'epoca di cambiamenti accelerati che richiede un intervento immediato da parte di chi ha consapevolezza e mezzi per agire.
L'episodio analizza l'accelerazione senza precedenti dei processi storici contemporanei e l'urgenza di agire prima che sia troppo tardi. Gli scienziati avvertono che senza un cambio di direzione, natura e conflitti faranno una selezione che penalizzerà i più deboli.
La 'minoranza consapevole' è oggi più numerosa e interconnessa che mai, con accesso a tecnologie potenti che devono essere usate per il bene comune.
Questa puntata presenta il 'glossario' del podcast, introducendo una terminologia particolare per descrivere concetti profondi: il Regista, la Tribù, gli Sciamani, la Fiammella, la Bolla, il Flow, il Libello e la Dottrina.
Ogni termine nasconde significati che verranno esplorati nelle puntate successive, creando un linguaggio condiviso per chi intraprende questo viaggio di ricerca. L'episodio sottolinea come sia possibile affrontare temi profondi mantenendo leggerezza e gioia, dimostrando che la serietà del pensiero non esclude il sorriso nella ricerca di significato.
In questa puntata vengono definiti due concetti fondamentali del podcast: il 'minuto' e i 'secoli'. Il minuto rappresenta la dimensione quotidiana dell'esistenza, fatta di responsabilità, relazioni e impegni concreti. I secoli sono invece la dimensione della riflessione profonda, dove ci si interroga sui grandi temi universali e si entra in contatto con l'energia che pervade ogni cosa.
L'episodio sottolinea l'importanza di vivere entrambe le dimensioni con equilibrio. Il podcast si propone come spazio di condivisione per idee e riflessioni che spesso rimangono inespresse, invitando gli ascoltatori a contribuire con i propri pensieri.
Nel primo episodio de La Tribù del Regista raccontiamo perché questo spazio è nato e a chi si rivolge. Non parleremo di cinema, ma di percorsi interiori, visioni alternative e idee che non trovano spazio nella superficie del quotidiano. Questo è un invito a chi cerca profondità, a chi si sente parte di una minoranza inadeguata ma vitale, e a chi ha bisogno di nuove prospettive per affrontare un presente difficile. Tra riflessioni spontanee e testi letti, spieghiamo lo spirito del podcast e lanciamo un messaggio a tutti coloro che vogliono unirsi a questa tribù.