Milano è una calamita che attrae gente da tutto il mondo. A restare si fa fatica, perché Milano è frenetica, Milano è costosa, Milano a volte è senza cuore. Per restare, bisogna scendere a compromessi: vendere l’anima al Diavolo, in un certo senso, stringere un patto con una città che tanto dà, ma tanto chiede.
“Milano è il diavolo” è il podcast che raccoglie le voci di persone arrivate da lontano, che con il diavolo hanno finito... per fare amicizia.
Gli episodi escono ogni due settimane, IL GIOVEDì MATTINA: clicca "segui" per non perderli!
"Milano è il diavolo" è un podcast indipendente e fieramente autoprodotto da me, Federica Capozzi.
"Milano è il diavolo" è anche un work in progress: se anche tu arrivi da lontano e hai una storia da raccontare, scrivimi alla mail: milanoeildiavolo@gmail.com
Scrivimi anche per commenti, critiche e suggerimenti. Puoi usare la stessa mail oppure cercarmi su INSTAGRAM, dove mi trovi come FURBE.
Non dimenticare di valutare il podcast sulla tua piattaforma di ascolto: le tue stelline lo aiuteranno a essere più visibile e più facile da scoprire. Daje!
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Habib è un rifugiato siriano, arrivato in Italia grazie a un'associazione religiosa e approdato a Milano dopo qualche mese in Sicilia. Nel suo racconto, si mescolano l'ottimismo di chi vede sempre il lato positivo della vita e la solitudine dello straniero in una grande città, così diversa culturalmente da quella d'origine.
Un grazie speciale a Refugees Welcome per avermi messo in contatto con Habib. Refugees Welcome è un'organizzazione indipendente che promuove la mobilitazione dei cittadini e delle cittadine per favorire l’inclusione sociale di persone rifugiate e migranti.
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“Milano è il diavolo”, vincitore del premio Il Pod 2024 come miglior podcast "diversity", è un podcast indipendente e autoprodotto da me, Federica Capozzi. È anche un work in progress: se anche tu arrivi da lontano e hai una storia da raccontare, scrivimi alla mail: milanoeildiavolo@gmail.com o su INSTAGRAM, dove mi trovi come Furbe.
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Arrivato dall'Ecuador quando era ancora un ragazzino, Boris Veliz è cresciuto nel quartiere multiculturale di via Padova, dove ha scoperto la street art. Oggi è un artista riconosciuto a livello internazionale e con le sue opere promuove il dialogo e l'integrazione. Il suo murale più famoso è il Dante Andino di via Padova 89.
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Ece ha la città nel sangue. Nata a Istanbul, vissuta a New York, approdata a Milano, il tranquillo paesino di provincia l'ha provato e ha deciso che non fa per lei. A Milano, ha aperto un laboratorio di ceramica dove organizza corsi e aperitivi creativi: si chiama Oda ed è un contenitore di buonumore, proprio come lei.
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Giovane, migrante e femminista. Così si racconta Veronica, scherzando sul fatto che "ce le ha tutte".
Arrivata dal Peru giovanissima, è mediatrice culturale di professione e proprietaria di Sami Peruvian Coffee, un bar/negozio in zona Lambrate dove propone prodotti tipici della sua terra d'origine e organizza incontri ed eventi per far conoscere la cultura andina.
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Sara è di Gaza City, la città che sta scomparendo sotto le bombe israeliane.
Sara è in Italia dal 2018: è arrivata con un visto di studio per un master all'Università di Siena, poi si è trasferita a Milano per lavorare.
Sara è al sicuro. Ma la sua famiglia no.
La storia di Sara mi ha tolto il sonno.
Nessuno dovrebbe dormire più finché tutti i palestinesi non saranno al sicuro nella loro terra.
Sara raccoglie fondi per aiutare la sua famiglia: a questo link, puoi donare anche tu.
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"Milano è il diavolo è in nomination ai Diversity Media Awards: votalo entro il 20 ottobre nella sezione PODCAST: https://www.diversitymediaawards.it/votazione-2025/
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Vamshi è laureato in Fisica e lavora come ricercatore al Politecnico di Milano. Ma siccome è indiano, tutti lo scambiano per il rider che porta le pizze... Lui non se la prende, anzi: ha imparato a riderci su nei suoi monologhi di stand-up comedy.
L'audio dello spettacolo di Vamshi è stato registrato allo Slow Mill di via Volturno 32.
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Orith Kolodny, ex atleta nata a Tel Aviv, oggi graphic designer e autrice di Olympix: Piccole storie di grandi campioni (ed Les Arenes), racconta la sua storia e il suo progressivo allontanamento - geografico e ideologico - da Israele.
In un momento storico così difficile come l'attuale, in cui Israele si macchia ogni giorno di crimini terribili, la voce di Orith ci ricorda che avere un passaporto israeliano non vuole necessariamente essere complici.
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Darya è nata a Shiraz, in Iran. È arrivata a Milano 17 anni fa per studiare all'Accademia di Brera e diventare costumista per il teatro. È rimasta in Italia per non rinunciare a quella libertà che in Iran le veniva negata. Da anni osserva le vicende del suo Paese da lontano, con un pezzo di cuore qua e l'altro nella sua terra d'origine, dove ancora ha famiglia e amici. E quando la nostalgia si fa sentire, Darya inizia a cucire...
Non è un caso che questo episodio esca oggi, a metà settembre. È il mio modo per ricordare Mahsa Amini, la ragazza morta a Teheran il 16 settembre 2022, in seguito alle percosse della polizia che l'aveva arrestata per aver messo male il velo. Sono passati tre anni. Poco è cambiato. C'è ancora bisogno di gridare: DONNA, VITA, LIBERTÀ.
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Kasia è nata in Polonia e ha studiato comunicazione e giornalismo all'Università di Cracovia. Il suo sogno era lavorare in radio, ma poi è arrivata a Milano. E la sua vita ha preso una piega inaspettata.
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Liuba è ucraina. A Milano ci è arrivata nel 2022, quando la Russia ha invaso il suo Paese. Inizialmente cercava solo un rifugio dalla guerra, convinta che nel giro di qualche settimana avrebbe potuto tornare a Vyšhorod, dove ha lasciato una casa, un marito, un lavoro. Ma le cose sono andate diversamente, e lei ha dovuto adattarsi a una nuova realtà, mettendo in stand-by tutti i suoi sogni e le sue aspirazioni. Finché un giorno ha incontrato Sistech, un’associazione no profit che supporta l’orientamento professionale e la formazione delle donne rifugiate nei settori tech e digital.
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Questo episodio è un anticipo della terza stagione, che al momento è un work in progress. Clicca SEGUI per non perdere le nuove puntate, quando arriveranno, e seguimi anche su Instagram, dove mi trovi come Furbe. Se questo episodio ti è piaciuto, condividilo con i tuoi amici e valuta lo show sulla tua piattaforma d'ascolto: così aiuterai "Milano è il diavolo" a essere più visibile e facile da scoprire per i nuovi ascoltatori.
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Brasiliana, fotografa, moglie e madre, milanese d'adozione. Andrea è tutto questo, ma soprattutto è una donna eccezionale, con una forza straordinaria e un pensiero fuori dal comune. E la sua storia è travolgente, proprio come lei.
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Beaudelaire (scritto così!) vive in Italia da quando era un ragazzino. Per lui passare dalla Costa d'Avorio alla nuova realtà è stato meno difficile che per altri: suo padre e i fratelli erano qui prima di lui, i compagni di scuola si sono dimostrati curiosi nei suoi confronti più che diffidenti. Ma anche lui, crescendo, si è trovato a fare scelte complicate. Come quando ha deciso di aprire il suo negozio di calzolaio e poco dopo la pandemia ha messo in crisi i piccoli imprenditori di tutto il mondo...
Il negozio di Beaudelaire si trova in corso Lodi 59 a Milano. Questo è il suo sito: https://www.beaudelaireilcalzolaio.it
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Quella di Inge è una storia semplice: olandese di un piccolo paese sul mare, dopo la laurea ha deciso, con il marito, di venire in Italia per fare un'esperienza diversa. La sua non è stata una fuga, ma un moto di curiosità. Una storia banale? No, perché a mettersi in gioco quando non si è obbligati a farlo ci vuole coraggio.
Oggi Inge fa la guida turistica, e probabilmente Milano la conosce meglio di me! Aguzza la vista e potresti incontrarla in bicicletta, con il suo codazzo di turisti. Oppure leggila su Le strade, dove scrive di luoghi inediti e piccole scoperte urbane.
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Mirwais è un giovane colto, di buona famiglia. A Herat, la sua città, aveva tutto quello che gli serviva per essere felice: una famiglia, una bella casa, un buon lavoro, la speranza di un futuro prospero. In quel futuro ci aveva investito tempo ed energie, perché Mirwais, come tanti suoi connazionali, credeva nella rinascita dell'Afghanistan dopo la cacciata dei talebani.
Ma ad agosto 2021, dopo 20 anni di occupazione, le truppe occidentali si sono ritirate dal Paese, e i talebani sono tornati. In pochi giorni, l'Afghanistan è tornato indietro di anni. Di secoli. E Mirwais, come tanti altri, non ha avuto altra scelta che la fuga. Così è arrivato a Milano, dove ha trovato aiuto (grazie alla Casa della carità), un nuovo lavoro, una casa, e la possibilità di ricominciare. Ma a che prezzo? E a costo di quali compromessi?
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Arushi è nata e cresciuta a Nuova Delhi. La sua famiglia non le ha mai fatto mancare nulla e l'India, oggi, offre molte possibilità anche alle donne. Ma il sogno di Arushi è sempre stato lavorare nella moda, con un occhio alla sostenibilità. Per questo è venuta a Milano, per studiare e realizzarsi professionalmente. La vita che fa oggi in Italia è quella tipica dell'expat, entusiasta della sua nuova casa ma non ancora inserita al 100% nella vita e nella società milanese.
IMPORTANTE! L'intervista si è svolta in inglese. Il doppiaggio italiano di Arushi è stato realizzato grazie all'intelligenza artificiale (by Rask.ai).
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Besmir Rrjolli è nato a Scutari, nell'Albania del nord, nel 1986. Il dittatore Enver Hoxha era morto l'anno prima, anche il comunismo era agli sgoccioli. Per l'Albania finiva un lungo periodo difficile, ma stava per cominciarne un altro, quello dei disordini, della guerra civile e delle migrazioni.
Besmir è cresciuto in un Paese più libero di quello dei suoi genitori, ma ancora lungi dall'essere la terra delle opportunità. Per questo a 18 anni è venuto a studiare a Milano. Il suo sogno era fare l'attore, ma è andata diversamente. Nel 2007 ha fondato l'associazione italo-albanese Dora e Pajtimit, nel 2022 ha aperto il centro culturale Slow Mill, in via Volturno 32, e da qualche mese è membro del consiglio di coordinamento della diaspora albanese, un organismo costituito dal governo di Tirana per promuovere la cultura albanese, rinsaldare i legami tra gli albanesi residenti all’estero e la madre patria, e molto altro.
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A Milano, nel quartiere Niguarda, c'è una piccola sartoria terapeutica per donne vittima di violenza e abusi. Si chiama Molce atelier ed è un luogo di incontro e condivisione dove ci si sente subito al sicuro, come a casa. Molce è un progetto tutto femminile, delle donne per le donne. L'episodio di oggi è la storia di Molce, ma soprattutto di due donne che di Molce sono il cuore e l'anima.
Una si chiama Fernanda Muniz, è brasiliana, a Milano ci è arrivata 18 anni fa in vacanza e non è più ripartita. È lei che, con un'amica, nel 2021 ha fondato la sartoria.
L'altra è Adriana Morandi, argentina della Pampa, stilista di professione e, da un anno, stilista anche per Molce.
Insieme sono una forza della natura.
Per conoscere meglio Molce, visita il sito e segui il profilo Instagram.
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Thao è nata negli Anni 70 in Vietnam, sul delta del Mekong. La guerra sanguinosa con gli Stati Uniti era finita da poco, il Paese era poverissimo, ma i suoi ricordi d'infanzia sono felici. E andare a vivere all'estero non rientrava nei suoi piani per il futuro. Ma dopo aver studiato inglese, Thao trova lavoro in un hotel di Ho Chi Minh City, e qui conosce Pasquale, un italiano in viaggio che comincia a corteggiarla. È per amor suo che Thao arriva a Milano, una città di cui non sa niente, ma che finirà per diventare casa...
Oggi Thao è una delle cuoche del Lac, il Laboratorio di Antropologia del Cibo del quartiere Giambellino, dove tiene periodicamente corsi di cucina vietnamita.
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Ashti Abdo è un musicista nato ad Aleppo e cresciuto ad Afrin. Il suo passaporto dice che è siriano, ma se lo chiedi a lui, ti spiegherà che è curdo, e ti racconterà la storia del suo popolo: un popolo senza nazione, diviso tra Turchia, Iran, Iraq e, appunto, Siria. Da secoli, i curdi non hanno vita facile, sono osteggiati, spesso perseguitati. Per questo sono tanti quelli che preferiscono andarsene e cercare fortuna altrove. È quello che ha fatto anche Ashti, che quasi 20 anni fa è arrivato in Italia. In valigia, il sogno di vivere di musica e il suo inseparabile tanbur, lo strumento a corde che ha imparato a suonare da ragazzino.
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Puoi seguire Ashti Abdo e il trio Abdo Buda Marconi su Instagram.
I brani che fanno da colonna sonora a questo episodio sono Bê Sînor e Dêre Sore del Trio Abdo Buda Marconi. Ringrazio Ashti e gli altri componenti del gruppo per avermene concesso l'utilizzo a titolo gratuito.
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Torna Milano è il diavolo con la seconda stagione!
I nuovi episodi escono di giovedì, DUE VOLTE AL MESE. Clicca SEGUI per non perderli!
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