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Moby Dick
RSI - Radiotelevisione svizzera
100 episodes
6 hours ago

Moby Dick è il magazine del sabato mattina che mira a mettere a confronto, attorno ai grandi temi di cultura, politica, società, economia, ospiti di sensibilità e opinioni diverse, anche radicalmente contrapposte. Coglie momenti e tematiche di particolare rilievo e le pone al centro di una tavola rotonda per scandagliarne peculiarità e sfumature. Ma consente anche attraverso una particolare scelta editoriale di meglio conoscere le personalità stesse degli interlocutori invitati a dibattere.

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Society & Culture
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Moby Dick è il magazine del sabato mattina che mira a mettere a confronto, attorno ai grandi temi di cultura, politica, società, economia, ospiti di sensibilità e opinioni diverse, anche radicalmente contrapposte. Coglie momenti e tematiche di particolare rilievo e le pone al centro di una tavola rotonda per scandagliarne peculiarità e sfumature. Ma consente anche attraverso una particolare scelta editoriale di meglio conoscere le personalità stesse degli interlocutori invitati a dibattere.

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Society & Culture
Episodes (20/100)
Moby Dick
Fuori programma

La sorpresa è la reazione naturale quando gli eventi prendono un corso imprevisto, quando la realtà si rifiuta di corrispondere alle nostre aspettative. Guido Bosticco riflette su questo nostro stato d’animo dal punto di vista della filosofia e della lingua. Inoltre la sorpresa segnala che ci stiamo addentrando in un territorio sconosciuto. E naturalmente in una situazione di incertezza prendere decisioni è più difficile, perché aumenta il rischio: è un tema che Simona Morini ha posto al centro del suo percorso di ricerca. E tuttavia, esaurito lo sconcerto iniziale, la sorpresa è anche un momento di scoperta, di rivelazione, che apre inedite possibilità conoscitive. La sorpresa non distrugge il senso, lo rinnova. In questa prospettiva Silvano Petrosino ha percorso il cammino che dalla sorpresa porta allo stupore, inteso come un modo diverso di porsi di fronte al mondo, un atteggiamento profondo dello sguardo che accoglie l’esperienza nella sua irriducibile alterità, invece di tentare di controllarla. Forse chi si stupisce riconosce il limite, la duplicità e insieme la ricchezza del reale.

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1 week ago
1 hour 24 minutes 19 seconds

Moby Dick
La lingua che ci abita, la lingua che abitiamo

®

Cos’è una lingua? Cosa significa condividere una provenienza culturale e linguistica diversa da quella prevalente dove si vive? Hannah Arendt diceva che quando tutto sembra aver perduto il suo senso, quello che alla fine resta e portiamo con noi è la lingua. Nel corso di questa puntata di Moby Dick initolata “La lingua che ci abita, la lingua che abitiamo” vogliamo provare a riflettere sulla relazione tra lingua e identità, personale ma anche di una comunità. Lo faremo partendo dall’italiano, una lingua ufficiale della Svizzera, con una protezione particolare a livello legislativo e un’attiva comunità italofona che vive al di fuori dei Cantoni del Ticino e dei Grigioni.
Lo faremo con Lorenzo Tomasin, professore di Filologia romanza e di Storia della lingua italiana all’Università di Losanna, la poetessa Laura Accerboni, co-ideatrice et coordinatrice del progetto “Calvino a Scuola” nel Cantone di Ginevra, la poetessa svizzero-brasiliana Prisca Agustoni e lo scrittore Paolo Di Paolo, finalista allo Strega 2024.

Prima emissione sabato 15 novembre 2025

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2 weeks ago
1 hour 18 minutes 43 seconds

Moby Dick
Il pulp, i cannibali e gli anni ’90

Nel 1996, per Einaudi, uscì Gioventù cannibale, un’antologia di racconti caratterizzati da un linguaggio crudo e violento, che terremotò l’editoria italiana. Tra gli autori, Niccolò Ammaniti, Alda Teodorani, Aldo Nove e Daniele Luttazzi. Era una raccolta che catturava la gioventù del decennio in un atto di cannibalizzazione dei nuovi scenari sociali: un mondo saturato da media, pubblicità, tecnologia, film di genere, fumetti e tante merci, che nella scrittura dei “cannibali” si ritrovava amalgamato con abbondante sangue. Un movimento che è stato raccontato in un recente documentario di Hilary Tiscione, scritto insieme ad Aldo Nove.

Daniele Luttazzi parla di “Gioventù cannibale” come di un’antologia profetica, infatti « dopo qualche mese, l’Italia conobbe i casi del mostro di Firenze, del serial killer ligure, di Erika e Omar, dei satanisti lombardi ecc. Gli artisti hanno le antenne e sentono in anticipo quello che sta per arrivare».

A quasi trent’anni dall’uscita dell’antologia cannibale, in questa puntata torneremo a interrogare questo fenomeno letterario, che rappresentò un punto di rottura nella letteratura italiana del periodo: come mai questa antologia emerse proprio in quel decennio? Che genere di svolta nell’immaginario produsse? Con quali modelli culturali dialogava? E ancora, che tipo di violenza veniva rappresentata nei racconti “cannibali”? Tenendo conto del fatto che c’era una frase che circolava all’epoca, come una specie di ritornello: “Un racconto di Ammaniti non è più violento di una serata su canale 5”.

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3 weeks ago
1 hour 21 minutes 55 seconds

Moby Dick
Sulle tracce dell’Art Déco nel panorama urbano globale 

Movimento artistico e architettonico immerso nella modernità, l’Art Déco rappresenta una delle pagine più affascinanti nella storia dell’architettura e del design. Nato da un’epoca di fervente ottimismo e desiderio di rinnovamento, questo stile ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama urbano di molte città, a diverse latitudini, diventando col tempo, fonte di ispirazione per gli architetti e gli artisti di ogni epoca.

Ma l’Art Déco, con la sua forza propulsiva, fa parte della storia dell’architettura e delle arti applicate del passato oppure permane nel nostro presente? E quali sono nel mondo le espressioni più rappresentative, ma anche più sorprendenti, di questo linguaggio artistico?

In Moby Dick realizzeremo questo viaggio intorno al globo, passando dalla Svizzera ma anche da Barcellona insieme agli ospiti Franco La Cecla, architetto e antropologo culturale e Manuel Orazi, docente presso l’Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana per la casa editrice Quodlibet cura le collane dedicate all’architettura, al paesaggio e all’urbanistica e con Valerio Paolo Mosco, professore ordinario di progettazione architettonica allo Iuav di Venezia.

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1 month ago
1 hour 7 minutes 50 seconds

Moby Dick
Raccontare il silenzio

È prevista per il 22 novembre a partire dalle, sul canale Youtube della Casa della Letteratura, una maratona di letture di 12 ore, che riunisce circa una cinquantina di voci internazionali del mondo della cultura, della letteratura e dell’accademia per leggere e pensare insieme. L’evento nasce su iniziativa della Prof. Tatiana Crivelli della Cattedra di Letteratura dell’Università di Zurigo, della Casa della Letteratura e Rete Due è media partner dell’evento. La lettura praticata come esercizio di resistenza, per pensare insieme e per cominciare, per rompere il silenzio.

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Il silenzio può anche essere, però, il silenzio del dolore: che sia un dolore fisico, o un dolore mentale, spesso il dolore ci ammutolisce. A volte il dolore diventa un segreto, non perché ci sia una vera intenzione a non parlarne, ma semplicemente perché è così profondo che mancano le parole.

A Moby Dick, questa settimana, abbiamo scelto di ribaltare la prospettiva: non si parlerà di letteratura contro il silenzio, ma di letteratura del dolore e di medicina narrativa. Perché quando ci si trova ad affrontare un dolore e ci si scopre incapaci di parlarne, ecco che la letteratura può essere di grande aiuto, come possono essere di grande aiuto anche la compagnia e l’accompagnamento di qualcuno che ci sta vicino o che si sta occupando di noi.

La parola artistica è in grado di rielaborare e interrogare idee dilemmi, categorie e preconcetti a cavallo tra il mondo medico e quello letterario? L’ascolto, il dialogo con il paziente e il racconto del sé possono diventare una pratica medica? E quando, chi soffre parla un’altra lingua e arriva da un’altra cultura, si può riuscire a curare anche con le parole? Medicina, ricerca scientifica e letteratura, si toccano e si incontrano quando il silenzio è quello del dolore?

A queste e altre domande, risponderanno gli ospiti di Alessandra Bonzi: Nicolò Saverio Centemero, collaboratore scientifico della Fondazione Sasso Corbaro e autore di un podcast dal titolo “Malati di letteratura”, Guenda Bernegger, ricercatrice presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della (SUPSI) e presidente della Società filosofica della Svizzera italiana e Linda De Luca, interprete medico e autrice di Avrai sempre la mia voce, un libro che racconta la volontà di affrontare il dolore senza la paura di uscirne feriti, ma anzi «con la certezza di trovarvi uno strumento di sensibilizzazione per la riscoperta di sé e degli altri».

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1 month ago
1 hour 11 minutes

Moby Dick
La borghesia è morta?

®

La borghesia è al centro dell’opera di Thomas Mann, a cominciare naturalmente dai “Buddenbrook” (1901), dove si racconta il declino di una ricca famiglia di commercianti di Lubecca. Lo scrittore tedesco riconosce e celebra i meriti storici di questa classe sociale, ma al tempo stesso coglie i segni di una crisi profonda. Il mondo borghese – fondato su disciplina, onore, lavoro, educazione, decoro sociale – si logora lentamente dall’interno per stanchezza spirituale, mentre al di fuori viene corrotto dalle nuove ideologie politiche novecentesche, dal nazionalismo al nazismo.

A modo suo Thomas Mann è testimone del passaggio epocale da un mondo ordinato e produttivo a uno inquieto, incerto, frammentato: il nostro. Ma la borghesia è davvero morta o ha piuttosto assunto nuove forme? Marianna Filandri e Giorgia Serughetti cercano di rispondere a questa domanda fondamentale.

Infine la puntata si conclude con Sebastiano Mondadori, pronipote di Arnoldo e nipote di Alberto (a quest’ultimo ha dedicato un’appassionata biografia). E proprio la casa editrice Mondadori, nel periodo tra le due guerre, ha tradotto in italiano le principali opere di Thomas Mann. Ma appartenere a una famiglia importante ‒ si chiami Buddenbrook, Mann o Mondadori ‒ non è sempre facile…

Prima emissione: 7 giugno 2025.

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1 month ago
1 hour 51 minutes 1 second

Moby Dick
Scuola Steiner

®

È iniziato il nuovo anno scolastico ticinese 2025-2026, che lunedì scorso ha visto tornare nelle aule 55mila allieve e allievi (fra scuole pubbliche e private) e oltre 6mila docenti.

La campanella di inizio anno rimane invece in silenzio presso la sede della Scuola Rudolf Steiner di Origlio che nel corso dell’estate ha dichiarato auto-fallimento, dopo anni di crescenti difficoltà finanziarie e gestionali. Si conclude così un’esperienza educativa durata quasi 50 anni, di cui Moby Dick oggi ripercorre la storia, fra alti e bassi, il modello pedagogico e l’importanza, all’interno del contesto ticinese. Con Lucia Faillaci, già docente della Scuola Steiner di Origlio e presidente dell’Associazione Amici della Pedagogia di Rudolf Steiner, oggi docente di scuola pubblica; Alessandro Galli, docente e consulente pedagogico steineriano e Djamila Agustoni, responsabile della Scuola Rudolf Steiner di Rivapiana Locarno.

In apertura di puntata un’intervista alla Direttrice del DECS Marina Carobbio sulle sfide e sulle priorità della scuola ticinese per l’anno 2025-26.

Prima emissione: 6 settembre 2025

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1 month ago
1 hour 11 minutes 39 seconds

Moby Dick
Progettare per, progettare con

Moby Dick riprende il tema affrontato nel corso della settimana da Alphaville, che ha dedicato il proprio dossier all’architettura inclusiva.

Nel corso della trasmissione verrà dato spazio ai fruitori dei progetti su piccola e larga scala: dall’accessibilità a spazi culturali e a luoghi che caratterizzano la memoria di un territorio, fino al coinvolgimento della cittadinanza nella definizione di un piano direttore o dei bambini nel disegno di parchi giochi o spazi destinati a loro. Nessuno viene dunque escluso nel nuovo modo di avvicinarsi al disegno di uno spazio lasciando ad ascoltatrici e ascoltatori la possibilità di comprendere le grandi opportunità che offre la progettazione architettonica: invece di “progettare per”, si “progetta con”, migliorando o addirittura creando relazioni e visioni che tengono conto sia delle esigenze della specie umana sia delle inedite richieste che provengono anche dalla fauna e dall’ambiente.

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Con Elio Schenini, direttore della Pinacoteca Züst, Valentina Cima, architetta e curatrice del museo storico etnografico della Valle di Blenio, Bruno Buzzini, titolare del Dicastero Opere pubbliche e ambiente del Municipio di Locarno e Mattia Lepori, capo dicastero territorio e mobilità, Bellinzona.

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2 months ago
1 hour 8 minutes 25 seconds

Moby Dick
Stand up comedy senza limiti

Arte ormai sempre più in voga, la Stand-Up Comedy è il risultato di un mix tra scrittura, performance e interazione con il pubblico. Le battute devono essere veloci ed efficaci. Occorre gestire la tensione del palco e affinare un proprio stile. Il monologo, scritto e interpretato dal comico stesso, è spesso tagliente, irriverente nel toccare argomenti tabù. Nel corso degli anni questa comicità è riuscita a mettere a nudo i pregiudizi presenti nelle nostre società, così annidati nel profondo. Ma quali sono, se esistono, i limiti che uno stand up comedian si deve dare? Quali temi sono off-limits? E il linguaggio può essere davvero senza limiti?

In Moby Dick ci confronteremo su questi temi con gli ospiti Monir Ghassem, una stand-up comedian italo-iraniana, vincitrice del “Premio Satira 2025”; Mike Casa, comico ticinese che sta conquistando la Svizzera con i suoi spettacoli di stand-up comedy, sia dal vivo che sui social e con Marco di Pinto, promoter e agente, autore insieme a Tiziano La Bella del libro “Alla scoperta delle stand up comedy”, uscito nel 2024 per Neo Edizioni.

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2 months ago
1 hour 8 minutes 21 seconds

Moby Dick
Storie di fossili e dei nostri antenati

Prima che la paleontologia diventasse una scienza, i fossili erano misteri imprigionati nella roccia, enigmi che evocavano draghi, giganti e mostri marini. L’umanità ha impiegato secoli per capire che quelle forme incastonate nella pietra erano i resti di antiche creature vissute milioni di anni fa.

Tra errori, intuizioni e scoperte, il nostro sarà un viaggio nella storia della paleontologia e della paleoantropologia, due discipline sorelle che, da prospettive diverse, ci raccontano le origini della vita e dell’essere umano. Un percorso che parte dai tempi in cui i fossili venivano scambiati per “ossa di draghi” o “lingue di pietra”, fino alle più recenti ricerche scientifiche che, grazie a tecniche digitali e genetiche d’avanguardia, permettono di ricostruire con straordinaria precisione l’evoluzione delle specie e dei nostri antenati.

Moby Dick mette in dialogo due sguardi complementari: quello del divulgatore e narratore, che restituisce la meraviglia e gli abbagli della storia, e quello dello scienziato, che ci mostra come la ricerca moderna indaghi il passato per comprendere il presente.

Ospiti della puntata, Stefano Benazzi, professore ordinario di antropologia fisica all’Università di Bologna, specializzato in osteoarcheologia e paleoantropologia. Dirige inoltre il Bones Lab, laboratorio dedicato allo studio dei resti umani attraverso tecniche digitali e morfometriche. E Diego Sala, giornalista e divulgatore scientifico, autore del libro Ossa di drago, lingue di pietra e altri abbagli (Codice Edizioni, 2025). Attualmente lavora al Museo delle Scienze di Trento, dove progetta e realizza eventi dedicati ai temi dell’evoluzione e della biodiversità.

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2 months ago
1 hour 14 minutes 48 seconds

Moby Dick
Mito, realtà e impegno civile

«Il principale briciolo di saggezza... è che non puoi mantenere una repubblica ed un impero simultaneamente». Oggi più che mai queste parole di Gore Vidal ci interrogano sul potere trasformativo della narrativa contro le derive di una politica spesso distante dai cittadini. Gore Vidal, di cui ricorre questa settimana il centesimo anniversario dalla nascita, ha usato la scrittura per smascherare ipocrisie e contraddizioni del potere, ponendo interrogativi ancora attuali sul ruolo degli intellettuali.
Partendo dalla sua figura Moby Dick riflette questa settimana su quanto e come la letteratura può influenzare il dibattito pubblico. Si tratti di smascherare ipocrisie, di restituire il senso delle grandi battaglie per i diritti civili oppure di dare voce a chi resta costantemente estraneo al dibattito politico ufficiale, perché come ci ricorda un’altra grande voce della letteratura angloamericana Tony Morrison, «l’arte migliore è politica e si deve riuscire a renderla al contempo indubbiamente politica e irrevocabilmente bella». Ne parliamo con Mario Maffi saggista e traduttore che a lungo ha insegnato letteratura angloamericana e con Oliviero Bergamini storico e giornalista a lungo corrispondente RAI dagli Stati Uniti.

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2 months ago
1 hour 27 minutes 12 seconds

Moby Dick
Donne in bicicletta

Nel 1893 la femminista Frances Glades, salendo per la prima volta su una bicicletta, dichiarava: «Chi riesce a padroneggiare una bestia come la mia Gladys, può padroneggiare anche la propria vita». Molto presto la bicicletta per le donne si è affermata come strumento di emancipazione. Dalla fine dell’Ottocento fino a oggi l’andare in bicicletta per le donne è stata però una strada tutta in salita: all’inizio osteggiate, viste con sospetto e pregiudizio, le donne in bicicletta hanno sfidato i sospetti e i pregiudizi dettati dalla morale comune, liberandosi di gonne e corsetti. La passione delle cicliste non si è fermata davanti a nulla; né di fronte ai divieti dei regimi, né ai rischi corsi durante la guerra e il periodo della Resistenza, né di fronte alle aperte ostilità riservate alle pioniere del ciclismo, un mondo popolato a lungo soltanto da eroi maschili. Il ciclismo femminile si è affermato grazie ai sacrifici delle pioniere e alle imprese sportive delle grandi campionesse degli ultimi decenni. Quali le figure di atlete che più hanno contribuito ad abbattere le barriere nella storia del ciclismo? A quale prezzo è stata conquistata la parità di genere e quali sono ancora i passi da fare per garantire parità di diritti e di accesso alla pratica del ciclismo? E in che misura la bicicletta resta ancora oggi uno strumento di indipendenza per le donne nel mondo? A Moby Dick ne discutono la giornalista Luisa Rizzitelli, presidente dell’associazione Assist, la giornalista Antonella Stelitano, autrice del saggio Donne in bicicletta e la sociologa Alessia Tuselli.

Con un intervento dello storico Stefano Pivato autore del saggio Storia sociale della bicicletta.

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3 months ago
1 hour 14 minutes 2 seconds

Moby Dick
Laboratori creativi

Prendendo spunto dalla settimana dedicata allo scrittore Pier Vittorio Tondelli, Moby Dick esplora il mondo della scrittura creativa, allargandola a tutti i tipi di comunicazione artistica. Comprendendo quindi anche teatro, musica e arti visive.

Nella Svizzera italiana sono numerosi i laboratori creativi, e anche l’Università della Svizzera italiana ha un corso che invita a stimolare l’immaginazione e le tecniche di narrazione.

Nel corso del programma saranno esplorati il rapporto con il pubblico, fruitore finale di un laboratorio creativo, le ragioni per cui ci si confronta con la scrittura, le differenze generazionali e di metodo quando si parla di scuole di scrittura o metodi di formazione nel settore musicale, artistico e letterario.

Con Monica Ceccardi, attrice, autrice e regista teatrale, Daniele Dell’Agnola, scrittore, musicista e formatore di docenti, e Prisca Mornaghini, collettivo Giullari di Gulliver

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3 months ago
1 hour 23 minutes 9 seconds

Moby Dick
Promuovere la traduzione

Per i vent’anni di Babel, il festival di traduzione letteraria, Moby Dick propone una puntata speciale in diretta dal Teatro sociale di Bellinzona.

In un Paese come la Svizzera ‒ con quattro lingue nazionali oltre all’inglese, lingua della globalizzazione ‒ la traduzione è pratica quotidiana e quasi forma del vivere. E naturalmente ha un’importanza ancora maggiore ‒ se possibile ‒ nel nostro cantone, troppo grande per restare fuori dal dialogo tra le diverse culture e al tempo stesso troppo piccolo per avere spazi garantiti.

Negli ultimi anni poi l’intelligenza artificiale ha aperto una nuova prospettiva, offrendo soluzioni economiche ed efficaci per la maggior parte delle traduzioni tecniche e di servizio. Ma proprio per questo ha assunto un nuovo rilievo e significato la traduzione letteraria, che si propone di restituire il carattere e il significato profondo di un testo scritto in un’altra lingua, attraverso un atto creativo e non una semplice trasposizione. E tuttavia, a dispetto dell’importanza del suo ruolo, spesso la figura del traduttore resta nell’ombra, senza poter ottenere il giusto riconoscimento.

Tre ospiti di rilievo ‒ Ilide Carmignani, Natalia Proserpi e Gabriela Stöckli ‒ approfondiscono tutti questi temi da diversi punti di vista, muovendo dalle loro esperienze professionali di traduzione e di organizzazione culturale.

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3 months ago
1 hour 31 minutes 1 second

Moby Dick
Disco Days

La Disco Music nasce negli Stati Uniti all’inizio degli anni Settanta e presto trova nella discoteca il suo spazio d’espressione ideale. Attorno a questa musica si raccolgono dapprima soprattutto neri, altre minoranze etniche, femministe e omosessuali, mescolando divertimento e rivendicazioni; ma poi grazie a film come “La febbre del sabato sera” (1977) la Disco diventa un fenomeno di massa esteso a tutte le classi sociali, in tutto il mondo. La musica da discoteca lascia intravedere anche una nuova idea di società, del corpo, delle relazioni tra i sessi. Trasmessa ossessivamente da centinaia di radio private, declinata da famosi DJ, è la colonna sonora di una società in profonda e rapida trasformazione, decisa a lasciarsi alle spalle la Guerra fredda, l’austerità e il terrorismo. Paolo Morando ha sottolineato criticamente la profonda mutazione sociale in corso in quegli anni, mentre Enrico Petrilli ne ha difeso il contenuto progressivo. Infine Roberto Raineri-Seith racconta quando e come la nuova musica si affacciò anche in Canton Ticino. È quasi inevitabile chiedersi poi quanto siano cambiate da allora le forme del divertimento e, in forma ancora più radicale e forse nostalgica, se sappiamo ancora divertirci come negli anni Ottanta.

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6 months ago
1 hour 49 minutes 42 seconds

Moby Dick
AI dove vai?

L’Intelligenza Artificiale fa ormai parte delle nostre vite. Seguiamo gli aggiornamenti sulle ultime novità, o su quale sia il chatbot più performante. In questa puntata di Moby Dick, intitolata “AI dove vai? L’intelligenza Artificiale nelle macchine e nei cuori” a cura di Lina Simoneschi Finocchiaro, vogliamo chiederci cosa voglia dire avere a che fare con un’intelligenza che non è umana, ma che sempre più ci somiglia. Questa tecnologia che chiamiamo “intelligente”, cosa sta diventando? È capace davvero di pensare? Di capire? Di agire con responsabilità? E soprattutto: noi siamo pronti a convivere con lei?

Nell’ora centrale mettiamo a confronto i pareri di due esperti in materia: Andrea Colamedici, fondatore della casa editrice Tlon, è filosofo ed editore, assegnista di ricerca in Intelligenza Artificiale e di sistemi di pensiero all’Università di Foggia e di Strumenti di Intelligenza Artificiale al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna. È ideatore di “Ipnocrazia” libro inizialmente attribuito ad un falso autore dal nome Jianwei Xun per poi dichiarare che è stato scritto interamente con L’AI.

Giulia Pozzi giornalista e analista senior a NewsGuard, organizzazione che si occupa di studiare e contrastare la disinformazione, compresa quella generata dall’IA, e di valutare l’affidabilità delle fonti online. Laureata in Filologia Moderna alla Cattolica di Milano, in passato è stata corrispondente dalle Nazioni Unite a New York per il sito bilingue La Voce di New York. 

Nell’ultima mezz’ora portiamo lo sguardo sulla Svizzera che si domanda se legiferare o meno l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Il Consiglio Federale e i Politecnici federali stanno sviluppando modelli linguistici specializzati per settori strategici: avremo una sorta di “ChatGPT svizzero”?  Parliamo delle novità dell’Intelligenza Artificiale in Svizzera con Sara Ibrahim giornalista di Swissinfo, specializzata in AI e in temi legati all’impatto delle tecnologie sulla società. 

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6 months ago
1 hour 51 minutes 41 seconds

Moby Dick
Biblioteche e librerie

«Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro l’inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire»: così scriveva la scrittrice Marguerite Yourcenar nel suo libro Memorie di Adriano, pubblicato nel 1951. Da questa sua riflessione ancora attuale prende spunto il titolo di questa puntata di Moby Dick “Biblioteche e librerie: i granai delle parole”. Le parole, infatti, sono come semi che fanno germogliare idee e le biblioteche e librerie sono riserve di parole, libri: storie da conservare e diffondere.

In questa puntata di Moby Dick cercheremo di capire com’è possibile oggi tenere viva la relazione, il dialogo fra i libri, le persone e il territorio e quali sono, quindi, le maggiori sfide per le biblioteche e le librerie in Ticino. Nel corso della puntata rifletteremo sull’importanza di educare alla lettura, di trasmettere il piacere di leggere, o rileggere, che da momento individuale, da vivere in silenzio, può trasformarsi, attraverso ad esempio i gruppi di lettura, in un rito collettivo in grado non solo di coinvolgere ma anche creare il senso di comunità. Ne parleremo con i nostri ospiti che sono Giorgia Schmid, che gestisce l’Ecolibro di Biasca, Luca Pascoletti, responsabile della libreria del LAC fin dalla sua apertura, Prisca Costantini del Segnalibro. Nell’ultima parte invece sarà ospite Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali e del Sistema bibliotecario ticinese.

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7 months ago
1 hour 42 minutes 26 seconds

Moby Dick
Festival della Natura

In Svizzera abbiamo una ricca biodiversità, ma anche una biodiversità sempre più minacciata. Secondo le ultime stime dell’Ufficio federale dell’ambiente quasi la metà degli habitat naturali sta scomparendo e il 35% delle circa 11’000 specie di animali, piante e funghi studiate in Svizzera è a rischio di estinzione. Anche per questo motivo, ma soprattutto per mostrare le bellezze della natura, per spiegare l’importanza della biodiversità per la nostra qualità di vita, l’alimentazione e l’economia, nove anni fa fu organizzato, per la prima volta, il Festival della Natura in tutta la Svizzera. Fin dal suo esordio, questo festival ha suscitato grande interesse nella popolazione e ha contribuito ad accrescere la sensibilità e l’attenzione per l’ambiente.

Quest’anno, il fil rouge dell’evento sarà “la rete”. Un concetto che si presta a molteplici interpretazioni, dalla rete ecologica che connette gli habitat naturali, alle relazioni di cooperazione tra le specie, fino alla collaborazione tra le associazioni attive nella protezione dell’ambiente. Ospiti di Alessandra Bonzi, in studio, Nara Valsangiacomo per l’Alleanza Territorio e biodiversità, e Marta Wastavino biologa per Trifolium.

Ma il Festival della Natura è fatto soprattutto di scoperte e passeggiate all’aria aperta e quindi … A passeggio con Alessandra Bonzi ci saranno anche Sissi Gandolla biologa faunista e collaboratrice per il WWF Svizzera italiana, Pietro Garzoli biologo e educatore ambientale e Guido Maspoli collaboratore scientifico per l’Ufficio Natura e Paesaggio.

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7 months ago
1 hour 50 minutes 10 seconds

Moby Dick
Morire dal ridere 

«Quando descrivi la realtà, ti accusano di fare dell’umorismo nero» forse è racchiuso in queste parole di Charles Willeford - uno dei capostipiti del noir americano - il segreto del successo di una delle ibridazioni di genere più felici e curiose: quella tra commedia e poliziesco.

Un’ibridazione apparentemente paradossale perché coniugare a storie cupe, misteriose, in cui si narrano crimini violenti, ironia ed umorismo può sembrare ostico, ma è invece ciò che rende quelle storie profondamente umane e reali, trasformandole da genere apprezzato soprattutto dagli adepti in romanzi in grado di affrontare temi universali.

Ma come il comico si è introdotto nel noir? Da dove ha avuto origine il fenomeno e come si è diffuso? Quali sono i suoi risultati migliori? E quali, dopo i molti adattamenti in serie tv, le possibilità di evoluzione di un linguaggio che forse sta diventando un genere a sé stante?

Ne parliamo con uno scrittore italiano capace di suspence e intrecci avvincenti ma anche di tanta ironia come Alessandro Robecchi (che dopo il ciclo su Carlo Monterossi ha appena pubblicato quello che potrebbe essere il primo di una nuova serie di romanzi noir), con Luca Conti traduttore dello stesso Willeford ma anche di altri autori noir di grande successo e infine con l’editore Carlo Amatetti grande studioso di comicità e linguaggio umoristico con cui nello scorcio finale di Moby Dick ci affacciamo guidati dalla spassosissima Only Murders in the Building nel mondo delle serie TV e dei podcast true crime.

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7 months ago
1 hour 50 minutes 10 seconds

Moby Dick
Gilles Deleuze

A cento anni dalla nascita e a quarant’anni dalla morte di Gilles Deleuze, Moby Dick dedica una puntata al filosofo francese che ha rivoluzionato il modo di pensare la differenza, il desiderio e la creatività.

Nell’ora centrale della trasmissione – condotta da Lina Simoneschi Finocchiaro- vi proponiamo un approccio al tema che accompagnerà le ascoltatrici e gli ascoltatori in un viaggio nel pensiero di Deleuze, tra filosofia, politica, arte e vita. Interverranno:

Angela Balzano filosofa, attivista femminista e traduttrice. Angela Balzano è specializzata in biopolitica, ecologia politica e femminismo . Ha curato le traduzioni: Il postumano (2014) e Materialismo radicale (2019) di Rosi Braidotti; Biolavoro globale (2015) di Melinda Cooper e Catherine Waldby; Le promesse dei mostri (2019) di Donna Haraway. Con Carlo Flamigni ha scritto Sessualità e riproduzione (2015). Nei suoi studi, lavora con i concetti di Deleuze e Guattari per ripensare il rapporto tra corpi, natura e tecnologia, portando l’attenzione sul desiderio come forza collettiva e sull’immaginazione rizomatica dei movimenti ecofemministi.
È coordinatrice e docente del modulo Scienze del Master in Studi e politiche di genere dell’Università degli Studi Roma Tre.

Ilenia Caleo, è performer, attivista e ricercatrice. Dal 2000 lavora come attrice, performer e dramaturg nella scena contemporanea, collaborando con diverse compagnie e registe/i. Filosofa di formazione, si occupa di corporeità, epistemologie femministe, sperimentazioni nelle performing arts, nuove istituzioni e forme del lavoro culturale. È assegnista di ricerca all’Università IUAV di Venezia e cofondatrice del Master Studi e Politiche di Genere di Roma Tre. Ha pubblicato Performance, materia, affetti. Una cartografia femminista, Bulzoni 2021 e co-curato In fiamme. La performance nello spazio delle lotte 1967/1979, b-r-u-n-o 2021. Attivista del Teatro Valle Occupato e nei movimenti dei commons e queer-femministi, è cresciuta politicamente e artisticamente nella scena dei centri sociali. Ilenia Caleo si muove attraverso il pensiero di Deleuze e Guattari per esplorare il divenire, la cooperazione e le potenzialità rivoluzionarie dell’arte e della performance.

Ospite dell’ultima mezz’ora - condotta da Lou Lepori- sarà Sara Baranzini. Filosofa e studiosa di Deleuze, storica del cinema e del teatro, co-fondatrice della rivista di filosofia “La Deleuziana”, è autrice di saggi in varie lingue, nonché traduttrice di filosofia contemporanea, curatrice indipendente e drammaturga.

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7 months ago
1 hour 49 minutes 45 seconds

Moby Dick

Moby Dick è il magazine del sabato mattina che mira a mettere a confronto, attorno ai grandi temi di cultura, politica, società, economia, ospiti di sensibilità e opinioni diverse, anche radicalmente contrapposte. Coglie momenti e tematiche di particolare rilievo e le pone al centro di una tavola rotonda per scandagliarne peculiarità e sfumature. Ma consente anche attraverso una particolare scelta editoriale di meglio conoscere le personalità stesse degli interlocutori invitati a dibattere.