Entriamo nei Parchi regionali dell'Italia settentrionale, lì dove il Paleolitico è stato attestato dagli studi. Visitando la Lombardia, approderemo all'area archeologica più vasta della riserva che tutela le incisioni rupestri, con ben 25 zone solo in parte fruibili.
Storie di tutela e valorizzazione del paesaggio italiano. Ci avvicineremo alle più antiche tracce in Piemonte dei Neanderthal, navigheremo su uno fra i maggiormente lunghi fiumi di risorgiva e ci stupiremo di fronte a siti Unesco da Guinness dei primati.
Aree protette nell'Italia del Nord in cui, centinaia di migliaia di anni fa, esseri umani ancestrali si erano stabiliti lasciando tracce giunte sino a noi. Oggi questi luoghi sono ancora percorribili, e altri ne sono stati eretti per divertire la mente con ricostruzioni giganti di un mondo dai tratti fiabeschi.
Dallo spazio che le istituzioni dedicano ai propri beni culturali inferiamo quanta cura si abbia nel nostro Paese per le vestigia del passato. Alcune eccellenze italiane, quale la val Camonica, contrastano la tendenza spiccando nel panorama.
Addentriamoci in uno fra i musei più antichi d'Europa (è in Italia, naturalmente!), interroghiamoci su un'esposizione cronologica di reperti ma a ritroso nel tempo (dal Rinascimento al Paleolitico!), perdiamoci in mezzo a decine di calchi di fossili. Soprattutto, conosciamo una figura monumentale per la storia della scienza.
Il Museo della Preistoria "Luigi Donini" e il Museo delle Scienze "Muse" sono in grado di meravigliare grandi e piccini con ricostruzioni a grandezza naturale, diorami interattivi, parchi a tema con scene da film, apparati multimediali degni di Hollywood e macchine del tempo per giocare con la Storia.
La frequentazione umana delle caverne nella Preistoria è oltremodo attestata in archeologia e paleontologia, ma come divulgare queste conoscenze nei musei? Un tuffo nel Friuli-Venezia Giulia, e nel suo Carso, ci aiuterà a scoprirlo...
Anzi, uno di questi è fra i più importanti d'Italia! Attraversiamo ricostruzioni fisiche e virtuali, riallestimenti espositivi e mostre sull'alimentazione preistorica: ci imbatteremo, a un certo punto, nell'iconico "Sciamano" della Grotta di Fumane.
Titti Preta riannoda i fili di èdITAl alla sua prima edizione, accompagnata dall'ideatore Ivan Fiorillo. Una maratona culturale unica in Italia, dal successo inatteso; ma tutti ne aspettano ora il presto ritorno!
Dal "salottino" di èdITAl l'anteprima del pomeriggio dedicato a uno fra gli editori calabresi più in vista a livello nazionale e internazionale, accreditato nei contesti scientifici e accademici.
Claudia Maria De Masi, ospite con Edizioni Beroe, fu individuata dall'Amministrazione di Vibo Valentia come miglior figura per promuovere il patrimonio del territorio.
Una chiacchierata informale con Renato Costa, che a èdITAl rivela segreti e curiosità sulla propria attività con i libri.
Come un docente e accademico di fama ha intersecato la propria attività con la casa editrice per cui dirige più collane scientifiche e filosofiche.
Aveva proposto un saggio a La Rondine Edizioni, ma la casa editrice lo invitò a farne un'opera di narrazione: ce ne spiega a èdITAl i motivi.
Pochi secondi rubati all'autore di "Aria d'estate" durante èdITAl, letteralmente assalito dal giovanissimo pubblico che da subito ne è rimasto affascinato.
L'archeologo e promotore culturale ci spiega, prima della conferenza al pubblico, il lavoro editoriale dietro al proprio libro.
Il primo incontro di èdITAl con le scuole: un viaggio nella Calabria, la prima Italia, con studenti di un Liceo scientifico.
L'intervento di avvio per la prima edizione di èdITAl: a lui dedichiamo il senso più profondo del festival.
Quest'anno ricorre il centenario del suo ritrovamento, tuttavia dopo un secolo ancora la statuetta originale non è in mostra nel territorio della scoperta. Ma entreremo anche in suggestive ricostruzioni delle grotte paleolitiche e faremo amicizia con due specie umane "tecnologicamente avanzate".
Nel Nord Italia c'è un museo archeologico che non le spara proprio tutte giuste... Qual è il ruolo dei reperti fossili nell'identificazione dei nostri antenati ominini? E come giudicare l'esposizione di crani e manufatti per divulgare la teoria dell'evoluzione?