Le decisioni del Consiglio europeo del 19 dicembre. Il prestito di 90 miliardi di euro all'Ucraina per il 2026 e 2027 basato su debito comune garantito dal bilnacio Ue. Una decisione di grande importanza, poiché un fallimento o una non decisione avrebbe dimostrato che Ue non è in grado di proteggere né l'Ucraina né se stessa. Il Consiglio europeo ha scartato l'ipotesi di un prestito di riparazione utilizzando gli asset russi congelati: ma nell'imminenza del vertice l'Ue ha deciso di immobilizzarli a tempo indeterminato. E lo ha deciso con una procedura inaspettata: finora il congelamento dei beni della Banca centrale russa veniva rinnovato ogni sei mesi, con voto all'unanimità. Questa volta, invece, si è deciso di invocare poteri di emergenza facendo riferimento all'articolo 122 del Trattato dell'Ue, con un voto a maggioranza qualificata (ovvero 5 Paesi che rappresentino il 60 per cento della popolazione europea). Significa porre fine al ricatto del veto di Paesi come l'Ungheria. Si tratta di una procedura di cooperazione rafforzata, che potrebbe essere adottata anche in futuro, quando si tratterà di finanziare la difesa. Per quel che riguarda invece la decisione di rinviare la firma dell'accordo di libero scambio del Mercosur, la posticipazione a gennaio è incomprensibile. L'accordo con i 4 Paesi (Brasile, Argentina, Urugay e Paraguay) è stato raggiunto nel dicembre del 2024. Le misure di reciprocità e quelle di tutela fitosanitaria ci sono già. Tanto la Commissione Ue che il Parlamento europeo hanno deliberato garanzie ulteriori e misure di salvaguardia per l'agricoltura europea, oltre ad ingenti fondi di sostegno a compenso degli agricoltori. Anche per il tanto temuto accordo Ceta con il Canada venne istituito un fondo multimiliardario: ma non è mai stato utilizzato, perché ha avuto effetti favorevoli per l'Ue. Ma a cosa serve il rinvio sul Mercosur? La presidente del Consiglio Meloni ha affermato che il tempo verrà usato per spiegare meglio l'accordo al mondo agricolo. La ratifica è stata impedita dalla posizione dell'Italia, che peraltro sarà tra i maggiori beneficiari sul versante manifatturiero e nell'industria agroalimentare. Meloni ha garantito al presidente brasiliano Lula che la firma ci sarà. La Francia manterrà la sua opposizione, quindi il ruolo italiano sarà decisivo, poiché firmando renderà impossibile a Parigi la costruzione di una minoranza di blocco. Ne va della credibilità dell'Europa, in un momento in cui stiamo negoziando nuovi accordi con Paesi come l'India. L'accordo Mercosur, nell'era dei dazi di Trump, ha un enorme valore strategico: significa diversificare i mercati, garantirci l'approvvigionamento di materie prime e terre rare in Paesi come il Brasile, in un momento in cui gli Usa rivendicano una loro preminenza sull'Emisfero occidentale.
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