Home
Categories
EXPLORE
True Crime
Comedy
Society & Culture
Business
History
TV & Film
Technology
About Us
Contact Us
Copyright
© 2024 PodJoint
00:00 / 00:00
Sign in

or

Don't have an account?
Sign up
Forgot password
https://is1-ssl.mzstatic.com/image/thumb/Podcasts221/v4/6d/e8/a2/6de8a2f8-0ddd-8f73-3351-e65cc213a28c/mza_5271429494421822333.jpg/600x600bb.jpg
Scenari geopolitici
Il Mattino
3 episodes
1 month ago
Dall’ordine al disordine geopolitico mondiale: un podcast de Il Mattino per avere una chiave di lettura degli scenari attuali.

A cura di Cinzia Battista
Show more...
News Commentary
News
RSS
All content for Scenari geopolitici is the property of Il Mattino and is served directly from their servers with no modification, redirects, or rehosting. The podcast is not affiliated with or endorsed by Podjoint in any way.
Dall’ordine al disordine geopolitico mondiale: un podcast de Il Mattino per avere una chiave di lettura degli scenari attuali.

A cura di Cinzia Battista
Show more...
News Commentary
News
https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/8e178b403fb53cd36f8f46475fcbf84d.jpg
Guerra in Ucraina: miccia esplosiva del disordine geopolitico mondiale
Scenari geopolitici
7 minutes
1 month ago
Guerra in Ucraina: miccia esplosiva del disordine geopolitico mondiale
(di Cinzia Battista)
Una guerra non scoppia mai all’improvviso. Un conflitto silenzioso, infatti, era deflagrato nell’Ucraina orientale tra Kiev e Mosca più di dieci anni fa. Ma il mondo occidentale “non ci ha fatto caso”? O il Vecchio Continente ha preferito girarsi dall’altra parte di fronte a quello che stava succedendo ai suoi confini orientali? Adesso siamo noi a voltarci indietro per guardare alla storia di quei luoghi e comprendere le cause della guerra attraverso, ovviamente, gli occhi della geopolitica. Nel 2013 il popolo ucraino scese in piazza dando vita a una manifestazione, l’Euromaidan, filoeuropea e antirussa provocata dalla decisione del leader filoputiniano Yanukovyc di non firmare il Trattato di Associazione con l’Unione europea. Nel 2014, la manifestazione si trasformò nella “rivoluzione di Maidan” repressa con la violenza ma che costrinse Yanukovyc alla fuga. Cosa stava succedendo? Gli ucraini si volevano liberare dal cappio russo per abbracciare il progetto europeo. E questi eventi furono uno spartiacque che portarono sempre di più alla formazione della coscienza politica della loro nazione. Nello stesso anno, l’elezione del filoccidentale Porošenko provocò una dura reazione del Cremlino che sancì la secessione della Crimea da Kiev e la sua annessione alla Russia. Con effetto domino, pure la regione ucraina del Donbass si autoproclamò indipendente sempre sostenuta da Mosca. La guerriglia scoppiata tra le parti non terminò neanche dopo la firma degli accordi di Minsk II nel 2015; proseguì ininterrottamente fino al 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca in violazione del principio del diritto internazionale che sancisce l’inviolabilità delle frontiere di uno Stato. Quali sono stati i motivi geopolitici che hanno portato Putin a scatenare la guerra? Da prima dell’era sovietica la Russia considerava l’Ucraina – come sottolineato dal capo del Cremlino – solo un’espressione geografica, un’entità inferiore, destinata a stare geopoliticamente sotto la sua sfera d’influenza. Proprio questo è il punto: oggi Mosca non vuole perdere tale sfera di influenza su Kiev e Washington non la vuole cedere da quando gli ucraini hanno voltato lo sguardo verso Occidente. In più, in un momento in cui Usa e Cina si stavano imponendo come potenze mondiali, la Russia, seppure a rimorchio del Dragone, non si voleva sentire da meno. Il popolo russo e il suo leader hanno sempre covato il desiderio di “riesumare” il vecchio impero degli zar e uscire da quel cono d’ombra dove erano finiti dopo la dissoluzione dell’U.R.S.S. Infatti, relegati nell’angolo di potenza regionale non sopportarono né di vedere la Nato espandersi fino ai propri confini, né tantomeno l’idea che la stessa Ucraina potesse entrare nell’Alleanza Atlantica. Trump che pensava fosse il conflitto più “facile” da far finire, invece, è stato ed è il più ostico che ha generato la sua ondivaga strategia di aperture e chiusure, di speranze e disillusioni perché le richieste di Putin si sono rivelate massimaliste. Lo zar pretende, in realtà, un “regime change” con la destituzione di Zelensky da sostituire con un suo uomo; la smilitarizzazione dell’Ucraina, la sua rinuncia all’adesione alla Nato e l’annessione sia dei territori conquistati sia di quelli ancora da espugnare. Per tale motivo è fallito il vertice in Alaska e Trump ha rinunciato all’incontro con lo zar a Budapest. Ma gli apparati americani sostengono il dialogo con la Russia per staccarla dalla Cina, per quale motivo? Perché si può combattere un nemico (la Cina), ma combatterne due (la Cina e la Russia) oltretutto alleati, diventa un’operazione complicata. Dopo i falliti vertici, quindi, la Casa Bianca e l’Europa hanno deciso di imporre ulteriori sanzioni al comparto petrolifero per ridurre le possibilità dello zar di finanziare la guerra. Nonostante il Cremlino riesca ad aggirare le sanzioni servendosi delle flotte ombra che comunque esportano petrolio, in realtà, la sua...
Scenari geopolitici
Dall’ordine al disordine geopolitico mondiale: un podcast de Il Mattino per avere una chiave di lettura degli scenari attuali.

A cura di Cinzia Battista