L’uscita dell’IMMERSE Gamepack per Sea of Thieves ha creato un dibattito interessante, perché tocca un tema molto delicato: quando un contenuto tecnico a pagamento rischia di diventare un vantaggio competitivo, invece di essere una semplice personalizzazione estetica o un plus opzionale. IMMERSE Gamepack: miglioramento o vantaggio? L’IMMERSE Gamepack è, tecnicamente, un pacchetto audio avanzato sviluppato da Embody, pensato per:
- migliorare la spazialità audio,
- aumentare la precisione della direzionalità dei suoni,
- creare un profilo “personalizzato” per l’utente tramite HRTF.
Ora, il punto è questo:
se in Sea of Thieves il sound design è già un elemento fondamentale per anticipare attacchi, individuare navi, ascoltare passi, scoprire minacce… allora un miglioramento pagato dell’audio non è puramente cosmetico. Significa potenzialmente:
- sentire prima,
- sentire meglio,
- capire più chiaramente da dove proviene un pericolo.
In un gioco fortemente basato sulla lettura dell’ambiente
attraverso l’audio, questo può sembrare a tutti gli effetti un
vantaggio competitivo, anche se “soft”. Diciamo un
“Pay to Awareness” più che un vero e proprio
Pay to Win, ma la logica è quella.
Rare ha fatto bene a metterlo a pagamento? Qui sta la parte più discutibile.
✔
Argomenti a favore- Il pack è sviluppato da una terza parte specializzata: hanno un know-how, e il loro lavoro va remunerato.
- Rare non obbliga nessuno: è un potenziamento opzionale.
- Il costo del servizio HRTF personalizzato è giustificabile dal punto di vista tecnico.
✖
Argomenti contro- Sea of Thieves non è un single player: qualunque potenziamento percepito come “vantaggioso” crea squilibrio nella community.
- Rare fino ad ora ha basato il proprio modello solo su estetiche e contenuti non impattanti sul gameplay.
- Dare vantaggi audio rischia di infrangere questa filosofia e aprire una porta pericolosa.
- Anche se il vantaggio è minimo, la percezione è ciò che conta — e la percezione oggi è di Pay-to-Win a bassa intensità.
Rare avrebbe potuto:
- includere la tecnologia di base gratuitamente per equivalenza fra giocatori,
- vendere la versione premium con profili personalizzati,
- oppure inserirlo come parte di un DLC più grande, giustificando meglio il prezzo.
Ragazzi, qui Rare ha fatto un mezzo scivolone. Non tanto per il prodotto, che tecnicamente sarà pure ottimo, ma per il messaggio che passa. Pagare per sentire meglio, in un gioco dove sentire è praticamente metà del combattimento, non è proprio una genialata. Rare poteva integrare tutto gratis e farci pagare un bel DLC ciccione come ai vecchi tempi. Bastava poco per evitare la parola maledetta:
Pay to Win. E invece eccoci qua.
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