Qual è la storia delle cose che utilizzi spesso, come, per esempio, la lavatrice, gli occhiali e i cucchiai? E che ruolo hanno i dati e la loro interpretazione nella creazione e nella gestione di queste cose?
Oggi tutto si basa sui dati, comprese le decisioni di chi produce, commercializza o utilizza anche gli oggetti più comuni. La capacità interpretativa della miriade di dati disponibili e la possibilità di prendere decisioni non sono più appannaggio di singole menti geniali. Grazie infatti a soluzioni software come quelle di Tableau, qualsiasi dipendente di qualunque impresa può trasformare dati disgiunti, e di difficile interpretazione, in decisioni che impattano anche sulle cose che usi ogni giorno.
Scopri di più nel podcast “Storie di cose”.
CREDITS "Storie di cose" è un podcast di Tableau prodotto da Radio IT. I testi sono di Igor Principe con la collaborazione di Roberto Andreoli Sound design ed editing: Matteo Ranzi, Igor Principe Le voci degli episodi sono di Igor Principe e Roberto Andreoli
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Qual è la storia delle cose che utilizzi spesso, come, per esempio, la lavatrice, gli occhiali e i cucchiai? E che ruolo hanno i dati e la loro interpretazione nella creazione e nella gestione di queste cose?
Oggi tutto si basa sui dati, comprese le decisioni di chi produce, commercializza o utilizza anche gli oggetti più comuni. La capacità interpretativa della miriade di dati disponibili e la possibilità di prendere decisioni non sono più appannaggio di singole menti geniali. Grazie infatti a soluzioni software come quelle di Tableau, qualsiasi dipendente di qualunque impresa può trasformare dati disgiunti, e di difficile interpretazione, in decisioni che impattano anche sulle cose che usi ogni giorno.
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CREDITS "Storie di cose" è un podcast di Tableau prodotto da Radio IT. I testi sono di Igor Principe con la collaborazione di Roberto Andreoli Sound design ed editing: Matteo Ranzi, Igor Principe Le voci degli episodi sono di Igor Principe e Roberto Andreoli
Quando nell'antichità si andava a casa, esattamente dove si andava? Partiamo da questa domanda per parlare di una cosa alla quale teniamo tantissimo, e cioè il luogo che abitiamo. Raccontiamo come erano quelle del passato, dai nuraghi alle "insulae" dell'antica Roma - dove se non pagavi l'affitto ti di chiudevano dentro -, passando per le sporchissime case del medioevo e arrivando alle idee di riscatto sociale dell'epoca moderna. E lo facciamo partendo dal dato di base della casa: il mattone.
Perché anche questa è una storia che, come le precedenti di questo podcast, ci parla di dati.
LE VOCI DI QUESTO EPISODIO Roberto Andreoli - Saleforce/Tableau Igor Principe - Radio IT
Cosa significa INOX 18/10? Per rispondere raccontiamo una storia che parte dal quel cucchiaino che ogni mattina mettiamo nella tazza per girare il caffè. Un tempo era solo in argento, ora è soprattutto in acciaio. E quella dell'acciaio è una storia che comincia molto tempo fa, in alcune zone dell'India, da cui poi migra lentamente per spostarsi nel Caucaso, e quindi in Europa. Una storia che parla di Damasco, di Giappone, di Rivoluzioni Industriali e intuizioni geniali.
Una storia che, come sempre, ci parla anche di dati.
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Ma gli occhiali da vista c’erano già ai tempi dei romani? La risposta è… no. Basti pensare che Cicerone si lamentava di quanto fosse scomodo far leggere i testi agli schiavi ad alta voce. Di occhiale si comincia a parlare nel 1282, in un manoscritto in cui si menziona esplicitamente la parola occhiali, che sarebbero stati utilizzati da un prete per firmare un trattato. E anche in un altro documento, un Capitolare delle Arti Veneziane del 1284, dove si citano i “roidi da ogli”. E poi c'è il mito di Salvino degli Armati, che si ritiene l'inventore degli occhiali, anche se per alcuni non è mai esistito...
Insomma, questa è la storia di una cosa chiamata occhiale. Ed è, a suo modo, una storia di dati.
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Nel 1850 un certo Joel Houghton registra un brevetto in cui appare per la prima volta la parola lavastoviglie. Si tratta di un dispositivo di legno girato a mano che schizza acqua sui piatti. Dieci anni più tardi LA Alexander migliora il sistema con un meccanismo a ingranaggi che consente di far girare i piatti all’interno di una vasca d'acqua.
Ma a quei due strumenti mancano gli automatismi e la pressione. Le loro lavastoviglie vanno azionate a mano: di fatto, è solo un modo diverso di pulire i piatti con spugna e solvente. Ed è per questo che, malgrado il brevetto di uno e le migliorie dell’altro, quando si parla ufficialmente di invenzione della lavastoviglie non si parla di loro, ma del genio femminile di Josephine Cochrane.
Questa è la sua storia. Ed è, a suo modo, una storia di dati.
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