Primo podcast mai realizzato in italiano sul tennis, dal 2015 Tennis Time racconta questo sport con un grande obiettivo: arricchire chi lo segue, con la forza della conoscenza. L'attuale formazione comprende Riccardo Bisti, Luca Brancher e Dario Castaldo.
Primo podcast mai realizzato in italiano sul tennis, dal 2015 Tennis Time racconta questo sport con un grande obiettivo: arricchire chi lo segue, con la forza della conoscenza. L'attuale formazione comprende Riccardo Bisti, Luca Brancher e Dario Castaldo.
A pochi giorni dalla nuova stagione, Dubai ha ospitato una versione posticcia della "Battaglia dei Sessi". Nick Kyrgios si è imposto 6-3 6-3 contro Aryna Sabalenka in un match povero, poco interessante e a tratti deprimente. I due (che hanno lo stesso manager...) hanno guadagnato parecchio, ma sono gli unici beneficiari di una sfida senza particolare interesse. Quanto vale davvero la numero 1 del mondo? "Battle of Sexes" a parte, un buon esperimento è quello della francese Pauline Payet, ex n.577 WTA, che ha battuto diversi amatori fino a incagliarsi con l'equivalente di un 2.5 (durante la trasmissione non lo ricordavamo, ma poi abbiamo verificato!). La sfida di Dubai è un buon assist per discutere della parità di montepremi tra uomini e donne: qual è il nostro pensiero? Il secondo tema riguarda il Baseline Programme ATP, una sorta di "reddito di cittadinanza" garantito ai giocatori che chiudono una stagione tra i top-250. L'idea è lodevole, ma quanto costa davvero? Perché quest'anno non ce l'hanno detto? I soldi potrebbero essere gestiti e distribuiti meglio?
Non tutti sanno che il sistema della classifica ATP è cambiato più volte dal 1973 a oggi. Il criterio più equo, e probabilmente migliore rispetto all'attuale, è quello in vigore nella seconda metà degli anni '80, quando si mischiavano la media punti e i bonus point. Un grande lavoro statistico di Luca ci mostra come sarebbe stata la top-100 ATP utilizzando quei parametri. Ebbene sì, Sinner avrebbe superato Alcaraz. Punti di forza e debolezze del sistema, e qualche idea su quale sarebbe il criterio ideale. Parliamo anche della separazione Ferrero-Alcaraz e delle Next Gen Finals, con un'esclusiva assoluta sulla possibile nuova sede del torneo.
Nonostante la piena assoluzione del Tribunale Ordinario, Daniele Bracciali ha incassato una radiazione dall'ITIA (allora TIU, Tennis Integrity Unit). Capo d'accusa: un match giocato da Potito Starace al torneo ATP di Barcellona nel 2011, sul quale non vi sono prove di tentata e/o avvenuta combine. In questa intervista-confessione, l'aretino racconta il suo calvario fatto di udienze, processi e giudizi. È stato giudicato dagli organi di giustizia sportiva italiana (FITP e CONI: quattro gradi di giudizio, alla fine ha avuto un anno di sospensione per violazione dell'Articolo 1), dalla giustizia ordinaria (il Tribunale di Cremona ha assolto sia lui che Potito Starace: la sentenza è passata in giudicato in assenza di ricorsi) e dagli organi sportivi internazionali, con radiazione imposta dalla TIU e confermata dal CAS di Losanna, nonostante un grossolano errore dei giudici nel valutare l'utilizzo di un'utenza telefonica. Daniele racconta tutto, pur ammettendo l'errore di aver tenuto contatti con degli scommettitori, senza che però questo si tramutasse in combine, nemmeno tentate. Le sentenze sarebbero definitive, ma Daniele potrebbe avere un asso nella manica - di cui non può ancora parlare - che potrebbe riaprire il processo. Una faccenda ai limiti del surreale, soprattutto se paragonata alle sanzioni imposte ad altri giocatori.
Dagli studi di SBS a Melbourne, Dario Castaldo ci accompagna in una puntata divisa in tre temi. 1) Le imminenti Next Gen Finals, con un solo top-100 in gara e una grande responsabilità: conservare la tradizione di un evento che raramente ha sbagliato pronostici. 2) L'avvicinamento dell'Australian Summer, con l'arrivo di Matteo Arnaldi (che aveva rivelato il nuovo coach a Dario già la settimana scorsa) e il posizionamento dell'Australian Open nella società e nella cultura australiana, con le sue straordinarie migliorie strutturali. 3) Le (mancate) reazioni al coming out di Mika Brunold ci portano a riflettere sull'omosessualità nel tennis maschile. È ancora argomento tabù?
A pochi giorni dai (meritati) successi di AT Falconeri Verona e CT Massa Lombarda, riflettiamo sul Campionato di Serie A1, raccontando origine e sviluppo del progressivo impoverimento della competizione, che nella sua fase finale ha avuto un solo top-300 in campo (Giulio Zeppieri) e classifiche medie dei partecipanti "da tornei ITF". Lo sapevate che i giocatori "vivaio" spesso non lo sono? Vi spieghiamo perché. E allora, che fare? Intanto guardare alla Francia, altrimenti avere il coraggio di abolirla e riproporre una versione moderna e attraente degli assoluti. Aryna Sabalenka si è detta contraria ai tennisti transgender, perché - a suo dire - hanno un grande vantaggio fisico sulle donne. Un'affermazione sbagliata, dettata dalla scarsa conoscenza di norme stesse che tutelano ampiamente la "femminilità" del circuito WTA: ve le spieghiamo nel dettaglio.
In questa puntata pilota ci presentiamo, descriviamo filosofia e obiettivi del canale, ci occupiamo del GOAT al femminile. Anche se non arriviamo alla stessa conclusione, oggi raccontiamo l'epopea di Martina Navratilova provando a raccontarla in modo diverso, originale... arricchente 😂 Secondo voi, Martina è stata davvero la più grande di sempre?