Atreju 2025 torna come uno dei principali appuntamenti della politica italiana contemporanea, e lo fa con un messaggio potente: “Sei diventata forte – L’Italia a testa alta”. In questo video presentiamo l’intervento esclusivo del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che offre una riflessione profonda e attuale sul ruolo della cultura come forza generatrice di identità, crescita e autorevolezza nazionale.
Durante il suo intervento, Giuli analizza come l’Italia abbia saputo rialzarsi negli ultimi anni, ritrovando un orgoglio culturale capace di incidere sul presente e di orientare il futuro. Dalla tutela del patrimonio storico-artistico alle sfide globali della modernità, dalla diplomazia culturale al valore educativo della memoria, il Ministro traccia un percorso che mette al centro la cultura come risorsa strategica, non solo simbolica.
Tra i temi affrontati:
🇮🇹 Il rilancio dell’identità culturale italiana
🏛️ Il ruolo dei luoghi della cultura come motori di coesione e sviluppo
🌍 L’influenza culturale italiana all’estero e la diplomazia culturale
📚 Giovani e formazione, tra nuove opportunità e rischi della disinformazione
🎭 Il valore dell’arte e dello spettacolo nella costruzione di una comunità viva
🔍 Cultura come strumento di libertà, partecipazione e resilienza democratica
All’interno del più ampio scenario narrativo di Atreju 2025, l’intervento di Giuli si inserisce come una riflessione sul futuro dell’Italia che vuole crescere, innovare e rafforzare la propria presenza nel mondo, senza dimenticare radici, storia e patrimonio.
Questa registrazione rappresenta un documento utile per chi desidera comprendere meglio:
le linee guida della politica culturale italiana,
il dialogo tra tradizione e innovazione,
il rapporto tra istituzioni, cittadini e cultura nel mondo contemporaneo
Un dibattito intenso, lucido e urgente: la presentazione del libro di Francesco Cancellato, “Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell’Italia di Giorgia Meloni” (Rizzoli), diventa l’occasione per affrontare uno dei temi più delicati e inquietanti della nostra epoca: il confine sempre più sottile tra sicurezza, controllo, tecnologia e libertà democratica.
Registrato a Roma il 13 novembre 2025, questo incontro riunisce voci autorevoli del giornalismo, della politica e della comunicazione per raccontare cosa si nasconde dietro il cosiddetto Caso Paragon, uno scandalo che ha sollevato interrogativi profondi sulla trasparenza delle istituzioni, sui limiti del potere e sui nuovi mezzi di sorveglianza a disposizione dei governi.
Sul palco intervengono:
Veronica Gentili – giornalista e conduttrice televisiva, moderatrice del dibattito
Francesco Cancellato – direttore di Fanpage.it e autore del libro
Matteo Renzi – senatore e Presidente di Italia Viva
Francesco Nicodemo – consulente politico, esperto di comunicazione e innovazione digitale
La conversazione si sviluppa attraverso prospettive differenti ma complementari: la visione di chi indaga, di chi comunica, di chi osserva da dentro le dinamiche del potere politico e di chi analizza il rapporto tra tecnologia e società.
CC Radioradicale.it
Il libro di Cancellato porta alla luce dinamiche che sembrano uscite da un thriller politico, ma che invece toccano direttamente la vita pubblica italiana. Il Caso Paragon, con i suoi presunti sistemi di sorveglianza e di raccolta dati, diventa il simbolo di un Paese dove:
la tecnologia può trasformarsi in strumento di controllo;
il giornalismo d’inchiesta è costretto a navigare tra minacce e delegittimazioni;
la politica può cadere nella tentazione di utilizzare la sicurezza come leva per consolidare il potere;
la democrazia rischia di essere erosa dall’interno, proprio da quel “nemico” evocato nel titolo.
La conversazione si allarga poi al ruolo crescente della telefonia, dei big data e delle piattaforme digitali nella gestione del consenso e nel monitoraggio della popolazione.
Si discute di:
algoritmi come strumenti di governo;
privacy e vulnerabilità dei cittadini;
manipolazione dell’informazione e propaganda;
trasformazione del giornalismo nell’era dei deepfake e dell’intelligenza artificiale.
È un viaggio nelle contraddizioni della modernità: dove la tecnologia promette libertà ma può diventare catena, e dove la democrazia sopravvive solo se i suoi anticorpi – stampa libera, istituzioni equilibrate, cittadini informati – restano vigili.
Con un quadro politico attraversato da tensioni, l’evento mette a confronto opinioni diverse sulla gestione del potere da parte del governo guidato da Giorgia Meloni.
Si analizza l’uso delle informazioni sensibili, la trasparenza delle istituzioni, il rapporto tra esecutivo e media, il rischio di derive illiberali mascherate da necessità di sicurezza.
In occasione della Giornata della Libertà, questo video accompagna lo spettatore dentro una delle vicende più dolorose e complesse della storia italiana: il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro, un evento che non ha segnato soltanto la fine tragica di un uomo di Stato, ma ha inciso profondamente sul destino politico del Paese, tra i venti gelidi della Guerra Fredda e le tensioni internazionali che attraversavano l’Italia degli anni ’70.📌 Un incontro per capire la storia, non solo per ricordarlaL’evento, promosso dal Centro Studi Americani, da Federico Mollicone (Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati) e dall’Archivio Gianni Giansanti, diventa un luogo di confronto e analisi tra storici, studiosi e voci istituzionali.Attraverso le loro riflessioni, emergono interrogativi cruciali: • Quali pressioni internazionali condizionarono il caso Moro? • Quale ruolo ebbero gli equilibri della NATO, del Patto di Varsavia e degli Stati Uniti? • Quanto pesavano gli interessi della Guerra Fredda sulle scelte di politica interna italiana?Il Caso Moro, dunque, non viene raccontato come un semplice fatto di cronaca, ma come un mosaico di geopolitica, terrorismo, segreti di Stato e strategie di potere.📸 Lì troverete una Renault 4 rossa: la fotografia che ha cambiato la memoriaIl cuore simbolico dell’evento è la presentazione ufficiale del catalogo fotografico “Lì troverete una Renault 4 rossa – L’Affaire Moro negli scatti di Gianni Giansanti”, un’opera dal valore storico e documentaristico straordinario.Il grande fotoreporter Gianni Giansanti, allora giovanissimo, fu uno dei primi a immortalare la scena dell’omicidio di Moro. Le sue immagini – crude, magnetiche, indimenticabili – hanno cristallizzato nella memoria collettiva la tragedia, il silenzio, la drammaticità di un Paese in ostaggio.Quelle fotografie non raccontano soltanto un corpo, ma uno Stato ferito.Non mostrano solo un delitto, ma la resa di un sistema politico davanti alla violenza del terrorismo e ai ricatti del potere internazionale.🇮🇹 Una ferita ancora aperta. Un dovere di libertàIn questa Giornata della Libertà, tornare al Caso Moro significa interrogarsi su ciò che abbiamo ereditato da quel trauma: • il valore della democrazia; • il prezzo della trattativa mancata; • i limiti e le responsabilità delle istituzioni; • il ruolo dei cittadini nel difendere la libertà, anche quando costa.Ricordare Moro, oggi, non è un omaggio rituale ma un impegno civile verso la trasparenza, la verità e la giustizia, contro ogni manipolazione politica e storica.CC RadioRadicale.it🔔 Partecipa alla memoria📌 Iscriviti al canale per altri documenti storici e approfondimenti esclusivi.👍 Lascia un like se credi che la memoria debba essere custodita e condivisa.💬 Commenta: cosa rappresenta per te la vicenda Moro?📤 Condividi il video, perché la libertà vive anche grazie a chi la ricorda.La storia non chiede soltanto di essere ricordata. Chiede di essere compresa.
Dove sta andando la giustizia italiana?
Incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle Lombardia.
CC RadioRadicale.it
Sono intervenuti:
Valentina D’Orso, deputata (Movimento 5 Stelle)
Pier Camillo Davigo, magistrato
Gianni Barbacetto, giornalista e scrittore
Festa nazionale dell’Unità – Serata Rock.
Il giornalista Andrea Scanzi intervista Pier Luigi Bersani nell’ambito della Festa nazionale dell’Unità “Ottanta voglia di Unità”, svoltasi a Reggio Emilia. CC RadioRadicale.it
Processo per la morte di Giulio Regeni.
In aula la presidente della I Corte di Assise di Roma Paola Roja, l’avvocata Annalisa Ticconi (difesa di Magdi Ibrahim Abedal Sharif), che solleva una questione di costituzionalità, e l’avvocato Tranquillino Sarno (difesa di Athar Kamel Mohamed Ibrahim).
Processo per la morte di Giulio Regeni – Contestazioni
Nell’ambito del processo per la morte di Giulio Regeni, l’avvocata Paola Armellin, difesa di Tariq Sabir, interviene in aula con una serie di contestazioni.
🎙️ Stagione 6 – Episodio 22
Processo a Roberto Zorzi per la strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974)
Prosegue il dibattimento con l’intervento del pubblico ministero Caty Bressanelli e l’esame del teste Claudio Lodi, per ricostruire i fatti e le responsabilità legate a una delle pagine più drammatiche del terrorismo nero in Italia. CC Radioradicale.it
🎙️ Stagione 6 – Episodio 21
Processo a Roberto Zorzi per la strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974)
In questa udienza intervengono il teste Angiolino Malizia e il pubblico ministero Caty Bressanelli, che prosegue l’esame per far luce su uno dei capitoli più tragici della storia italiana. CC Radioradicale.it
Processo a Roberto Zorzi per la strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974)
In questa udienza intervengono Michele Bontempi, avvocato di parte civile, e il teste Gianni Caroselli, che contribuisce con la sua testimonianza a ricostruire i fatti legati a una delle pagine più oscure della storia italiana. CC Radioradicale.it
Processo a Roberto Zorzi per la strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974)
In questa udienza viene ascoltato il teste Gianni Caroselli, esaminato dal pubblico ministero Caty Bressanelli. CC RadioRadicale.it
Un momento importante del dibattimento che approfondisce aspetti cruciali legati alla strage e al contesto storico e investigativo.
In questa udienza prosegue il processo per diffamazione che vede coinvolti Matteo Salvini, parte civile, e Roberto Saviano, imputato per averlo definito “ministro della mala vita”.
Viene ascoltato il teste Fabio Visconti, esaminato dagli avvocati delle parti:
Mattia Celva, avvocato della parte civile Matteo Salvini,
Antonio Nobile, avvocato della difesa di Roberto Saviano.
CC RadioRadicale.it L'udienza approfondisce il contesto e le conseguenze delle dichiarazioni contestate, tra diritto di critica e reputazione delle istituzioni.
In questa udienza, lo scrittore e giornalista Roberto Saviano prende la parola per rendere dichiarazioni spontanee davanti al giudice, nel processo che lo vede imputato per aver definito Matteo Salvini “ministro della mala vita”. CC RadioRadicale.it
Un intervento personale e diretto, in cui Saviano difende le sue parole e la libertà di critica, in un processo simbolico che ha acceso il dibattito pubblico sul rapporto tra potere, informazione e libertà di espressione.
🎙️ Stagione 3 – Episodio 24
Caso Almasri – Intervento in aula di Chiara Appendino (M5S)
Nel corso del dibattito parlamentare sul caso del cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish, l’esponente del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino interviene duramente contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, criticando la gestione del caso e le scelte del Governo. CC Radioradicale.it
In questa udienza del processo a Roberto Zorzi, imputato per la strage di Piazza della Loggia, prende la parola l’avvocato Stefano Casali, difensore dell’imputato, per il controinterrogatorio del testimone Vittore Sandrini.
🎙️ La difesa incalza il teste con l’obiettivo di mettere in discussione la credibilità delle sue dichiarazioni e la ricostruzione fornita al pubblico ministero nella precedente udienza. CC RadioRadicale.it
📌 Un momento centrale del dibattimento che mette a confronto due visioni contrapposte della verità giudiziaria.
Temi trattati: controinterrogatorio, difesa penale, memoria storica, terrorismo neofascista, strage di Brescia.
Nella fase conclusiva del processo per diffamazione che vede Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture e dei trasporti, contrapposto allo scrittore Roberto Saviano, ascoltiamo il confronto tra le parti in aula.
Intervengono:
Antonio Nobile, avvocato difensore di Roberto Saviano, che espone le argomentazioni a sostegno dell'assoluzione;
Sergio Colaiocco, pubblico ministero;
Tommaso Del Litto, giudice monocratico della VI Sezione Penale del Tribunale di Roma;
Matteo Salvini, parte civile, con interventi conclusivi.
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Un episodio che offre uno spaccato sull'equilibrio tra libertà di espressione, critica politica e tutela della reputazione.
In questa udienza viene ascoltato Vittore Sandrini, testimone chiave, interrogato dal pubblico ministero Caty Bressanelli.
🎙️ Il teste offre elementi utili per la ricostruzione del contesto politico e delle frequentazioni dell’imputato, con riferimenti alle dinamiche dell’estremismo neofascista negli anni Settanta. CC RadioRadicale.it
📌 Un’interrogazione intensa, volta a chiarire i collegamenti tra ambienti eversivi e responsabilità individuali.
Temi trattati: terrorismo nero, stragi impunite, testimonianze chiave, Brescia 1974, memoria e responsabilità storica.
In questa udienza del processo per diffamazione intentato da Matteo Salvini contro Roberto Saviano, ascoltiamo l’intervento dell’avvocato Mattia Celva, legale della parte civile in rappresentanza del leader della Lega e attuale ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nonché vicepresidente del Consiglio dei ministri.
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Un episodio focalizzato sulle argomentazioni giuridiche avanzate dalla parte civile in difesa della reputazione del ministro, con particolare attenzione al linguaggio usato nel dibattito pubblico e ai limiti della critica politica.
Prosegue il processo per diffamazione che vede contrapposti Roberto Saviano e Matteo Salvini. In questo episodio ascoltiamo l'intervento di Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che si costituisce parte civile.
Presente anche il pubblico ministero Sergio Colaiocco, che conduce l'esame delle parti.
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Una puntata cruciale per comprendere le posizioni istituzionali e i risvolti giuridici di una delle cause più discusse degli ultimi anni, legata alla libertà d’espressione, al ruolo pubblico e al confine tra critica e diffamazione.
In questa udienza del processo a Roberto Zorzi, imputato per la strage di Piazza della Loggia, viene ascoltato il teste Franco Francescon.
🎙️ Franco Francescon fornisce la propria testimonianza su contesti, ambienti e dinamiche riconducibili al clima politico e sociale degli anni Settanta, periodo segnato dal terrorismo neofascista e da gravi episodi di violenza.
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📌 L’interrogatorio mira a chiarire eventuali collegamenti tra l’imputato e gli ambienti eversivi coinvolti nella stagione delle stragi.
Temi trattati: terrorismo nero, stragi impunite, Brescia 1974, contesto politico anni '70, memoria e giustizia.