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CentoParole
Gruppo Corriere del Ticino
115 episodes
1 week ago
«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco quindi che Dario ci racconta un libro in pochi minuti, in pillole non amare come le medicine, ma leggere e che curano la mente e lo spirito. «Perché non possiamo giudicare un libro dalla copertina, ma dal sapore che ci lascia in bocca quando lo finiamo» (Cit.)
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«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco quindi che Dario ci racconta un libro in pochi minuti, in pillole non amare come le medicine, ma leggere e che curano la mente e lo spirito. «Perché non possiamo giudicare un libro dalla copertina, ma dal sapore che ci lascia in bocca quando lo finiamo» (Cit.)
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Episodes (20/115)
CentoParole
Da Harry Potter a Cormoran Strike, il nuovo successo di J.K. Rowling
Oggi vi racconto il libro di Robert Galbraith, L’uomo marchiato, pubblicato da Salani.L’uomo marchiato è l’ottavo capitolo della serie gialla che ha per protagonisti l’investigatore privato londinese Cormoran Strike e la sua socia Robin Ellacott e per autrice, pure se celata da uno pseudonimo maschile, J. K. Rowling, la “mamma” di Harry Potter.Nel 2013, la pubblicazione della storia d’esordio - Il richiamo del cuculo - non aveva ottenuto particolare successo. Nelle prime settimane, il libro aveva venduto poco meno di 2 mila copie. A quel punto, l’editore fece trapelare il vero nome dell’autrice e, ovviamente, le cose cambiarono molto rapidamente. In 12 anni, la serie ha poi venduto oltre 20 milioni di copie ed è diventata una fiction di grande successo prodotta dalla BBC e interpretata da Tom Burke e Holliday Grainger, e della quale sono stati girati 19 episodi in 6 stagioni.La J. K. Rowling giallista ha scelto di chiamarsi Robert Galbraith mettendo insieme il nome del suo eroe politico, Robert F. Kennedy, con il suo nome fantastico d’infanzia, “Ella Galbraith”. A raccontarlo è stata la stessa scrittrice, in un’intervista al Guardian di qualche anno fa: «Quando ero bambina, volevo essere chiamata Ella Galbraith, non ho idea del perché. Il nome mi affascinava. In realtà, per la serie di Strike ho pensato di chiamarmi L. A. Galbraith, ma per motivi abbastanza ovvi ho deciso che le iniziali erano una cattiva idea».Nella stessa intervista, la Rowling ha spiegato di avere sempre amato la narrativa poliziesca. «La maggior parte dei libri di Harry Potter sono gialli nel profondo - ha detto - volevo tornare all’inizio di una carriera di scrittrice in questo genere, e lavorare senza clamore o aspettative. È stata un’esperienza fantastica».In L’uomo marchiato, un cadavere grottescamente mutilato è scoperto nella camera blindata di Ramsay Silver, un negozio d’argenteria nella City di Londra. Dopo una breve indagine, la polizia conferma che il corpo è quello del rapinatore Jason Knowles.Una conclusione tanto rapida quanto sospetta, che lascia aperti molti interrogativi. Tra chi non è convinto dell’identificazione c’è anche Decima Mullins, chef quarantenne appartenente all’aristocrazia londinese, convinta che l’uomo morto sia invece Rupert Fletwood, il padre della sua bambina, scomparso da mesi.Decima si rivolge a Cormoran Strike chiedendogli di dimostrare l’identità della vittima. E Strike accetta il caso, anche se con riluttanza, rimanendone tuttavia molto presto coinvolto pure emotivamente. Le indagini, infatti, si arricchiscono subito di elementi diversi tra loro. E scoperchiano, davanti all’investigatore, l’affascinante e cupo mondo della massoneria.
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3 weeks ago
10 minutes

CentoParole
Microgrammi, la scrittura segreta di Robert Walser
Oggi vi racconto il libro di Robert Walser, Microgrammi, pubblicato da Adelphi.Nell'agosto del 1957, lo scrittore e mecenate zurighese Carl Seelig riceve per posta una vecchia scatola da scarpe contenente manoscritti e testi a stampa. Dentro ci sono anche 526 fogli coperti da una scrittura illeggibile vergata a matita. Glieli spedisce Hans Steiner, assistente medico della clinica psichiatrica di Herisau, nel Canton Appenzello. Appartenevano a Robert Walser, morto 78enne il giorno di Natale dell'anno precedente. Seelig è l'erede letterario dello scrittore, l'uomo che l'ha accompagnato per vent'anni nelle sue passeggiate, di cui ha reso conto in un'opera inconsueta, Passeggiate con Robert Walser (Adelphi).I foglietti della scatola costituiscono quella che, qualche tempo dopo, il filologo tedesco Jochen Greven definirà i «Microgrammi».Scrittura segreta, indecifrabile, una sorta di camuffamento calligrafico inventato dall'autore, scriverà Seelig su una rivista svizzera nel 1957, decretandone l'illeggibilità.In realtà, non è così. Proprio Greven, insieme con Martin Jürgens, germanista e docente all'Università di Münster, riesce a decifrare quei segni calligrafici minuscoli, sottili, quasi invisibili, traendone, tra molte cose, anche un romanzo, forse il più autobiografico di Walser, Il brigante, oltre a racconti e prose sparse.Tra il 1980 e il 2000, i Microgrammi saranno poi pubblicati in tedesco con il titolo Aus dem Bleistiftgebiet (Dal territorio della matita) in sei volumi, grazie anche al lavoro di Bernhard Echte, fino alla fine del 2006 amministratore delegato dell'Archivio Robert Walser, e di Werner Morlang, divulgatore e giornalista prima della Neue Zürcher Zeitung e poi del Tages-Anzeiger. Un'operazione editoriale che avrebbe contribuito alla leggenda dello scrittore di Bienne, «il più solitario tra tutti i poeti solitari», come lo ha definito Winfried Georg Sebald.Dei Microgrammi, adesso Adelphi propone al lettore di lingua italiana una cernita non troppo ampia ma rappresentativa, a cura di Lucas Marco Gisi, Reto Sorg e Peter Stocker, con la traduzione di Giusi Drago. Prose e poesie che restituiscono, malgrado la loro incompletezza, un saggio significativo della monumentale raccolta ora conservata nell'Archivio svizzero di letteratura della Biblioteca nazionale svizzera di Berna.
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1 month ago
10 minutes

CentoParole
Libertà e democrazia, i porcospini d'acciaio che l'Occidente dovrebbe mettersi in casa
Il 2 marzo 2025, a tre anni dall'aggressione russa, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, spiegò che l'Unione era impegnata a lavorare per la «trasformazione dell'Ucraina in un porcospino d'acciaio, indigesto per i potenziali invasori». Lo disse ai giornalisti uscendo dal vertice londinese sulla sicurezza di Kiev. E, subito, la metafora si conquistò titoli e commenti. Secondo il Guardian, von der Leyen aveva però citato – chissà se volontariamente – l'ex premier britannico Boris Johnson, il quale – sempre a proposito dell'Ucraina – aveva utilizzato qualche giorno prima la stessa definizione. Poco importa la paternità, conta molto di più l'efficacia dell'espressione. In qualche modo, lo ha fatto anche lo storico Luciano Canfora, già ordinario di filologia greca e latina e tra i più acuti polemisti della scena italiana, il quale ha usato la vivida immagine del porcospino d'acciaio per dare un titolo al suo ultimo lavoro, un pamphlet breve ma densissimo sulla crisi dell'Occidente. Novantasei pagine – accompagnate, come spesso accade per i libri dello storico pugliese, da alcune dure polemiche – nelle quali Canfora ricostruisce la genesi del concetto di Occidente, per poi spiegarne a grandi linee l'evoluzione e sancirne, alla fine, l'inattualità.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Luciano Canfora, Il porcospino d'acciaio. Occidente ultimo atto, pubblicato da Laterza.
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1 month ago
11 minutes

CentoParole
Il ritorno di Sandokan, eterno eroe della lotta del bene contro il male
Lunedì 1. dicembre tornerà sugli schermi RAI uno dei personaggi più amati dal pubblico televisivo, non soltanto italiano. Sandokan è sicuramente tra gli eventi più attesi della nuova stagione TV. E, non a caso, è stato programmato a 50 anni esatti dalla messa in onda della prima, storica serie diretta da Sergio Sollima e interpretata da Kabir Bedi, Philippe Leroy, Adolfo Celi e Carole André. Scaduti ormai da quasi 40 anni i diritti d'autore, in occasione della nuova serie – la Tigre della Malesia sarà interpretata da Can Yaman, accompagnato da Alanah Bloor, Ed Westwick e Alessandro Preziosi –, l'editore Garzanti, con la curatela di Fabio Francione, porta in libreria non tanto l'ennesima edizione dei racconti salgariani, ma un'antologia «dedicata alle avventure del principe-pirata malese con un capitolo selezionato da ciascuno delle due versioni del romanzo capostipite dell'intero ciclo».
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione racconta il libro di Emilio Salgari, Io, Sandokan. Dai romanzi del ciclo indo-malese, pubblicato da Garzanti. 
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1 month ago
11 minutes

CentoParole
Elogio della curiosità, contro il dogmatismo e il pensiero unico
«Insubordinazione della forma più pura». Così Vladimir Nabokov definiva la curiosità. Un atteggiamento che spesso, nella storia del pensiero, laico e religioso, non è stato apprezzato. Antichi miti delle origini vedono la curiosità all'origine dei mali del mondo. È così nel mito di Pandora, la quale, per curiosità, toglie il coperchio dal vaso che conteneva tutti i dolori, le malattie e le sofferenze che in tal modo si spargono per il mondo. Ma anche il racconto biblico delle origini vede un atto di curiosità, di cui è protagonista Eva, all'origine dei dolori umani e della cacciata dall'Eden. Luciano Manicardi, biblista e priore della Comunità di Bose dal 2017 al 2022, da anni intreccia la lettura dei testi sacri alla riflessione sulla società. «Il perché è espressione della libertà e della dignità dell'uomo – dice Manicardi –. La curiosità è figlia del dubbio. È antidoto all'indifferenza, al cinico ritenere che tutto si equivalga, che nulla possa stupire».
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione racconta il libro di Luciano Manicardi, Elogio della curiosità. Contro l'indifferenza, pubblicato da Qiqaion.
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1 month ago
10 minutes

CentoParole
Un rapper e i suoi fantasmi, la biografia di Fedez tra ricordi, accuse e confessioni
«Questo libro non è un atto di vanità, non è difesa, non è strategia. È solo una c***o di radiografia dell'anima. E fa male. Non sono un esempio. Non sono un eroe. Non sono neanche un uomo buono. Sono uno che ha perso il controllo e che ha dovuto imparare a camminare sulle macerie. E prima di ricostruire ha dovuto distruggere tutto. Radere al suolo. Mettere le mani nella m**da e dire: ok, vediamo se c'è ancora qualcosa di vivo qui sotto». È quanto scrive Fedez nella sua autobiografia.
Compilare la propria autobiografia quando si è troppo giovani conduce, inevitabilmente, a pensarsi necessari, indispensabili, essenziali. E finisce per produrre risultati talvolta imbarazzanti. E grotteschi. L'autobiografia di Fedez - Federico Leonardo Lucia - non sfugge a questa semplice regola. Anche se, va detto, molte pagine del libro sono comunque interessanti. Una lunga seduta di autoanalisi, in cui però non mancano sprazzi di lucidità e riflessioni (più o meno) sincere.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Fedez, L'acqua è più profonda di come sembra da sopra, pubblicato da Mondadori. 

Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
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2 months ago
10 minutes

CentoParole
Pier Paolo Pasolini, la condanna a morte di un intellettuale scomodo
Cinquant'anni fa, nella notte tra il 1. e il 2. novembre 1975, Pier Paolo Pasolini terminava tragicamente la sua esistenza in uno spiazzo desolato, immerso nel buio, circondato da baracche fatiscenti e casupole tirate su abusivamente, all'Idroscalo di Ostia. Mezzo secolo dopo, ha scritto Giancarlo De Cataldo, l'omicidio brutale del più lucido, acuto e consapevole intellettuale italiano del Novecento «continua ad assediare la nostra memoria collettiva, come un inquieto spettro a cui sono state negate verità e giustizia».
«Trentatré processi, centinaia di udienze, tre condanne in primo grado, due assoluzioni nei gradi successivi, un paio di amnistie. Un dramma - a volte farsesco, a volte angosciante, con un finale tragico - a tre protagonisti: Pasolini stesso, come artista e come uomo; la società italiana del dopoguerra; la giustizia».
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione racconta il libro di Francesco Aliberti, Alessandro Di Nuzzo ed Enzo Lavagnini, Il libro bianco di Pasolini. La raccolta dei processi a Pier Paolo Pasolini, pubblicato da Aliberti. 
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2 months ago
12 minutes

CentoParole
Autoritratto di Ornella Muti, la «Donna più bella del mondo» e diva per caso
L'elenco dei registi che l'hanno diretta è lunghissimo, impossibile da leggere per intero. Così come quello degli attori con cui ha lavorato. Non c'è dubbio che Ornella Muti sia stata e sia tuttora una delle poche dive del cinema italiano. La «Donna più bella del mondo», la definì la rivista americana Class nel 1994; sicuramente, un'attrice che ha attraversato da protagonista assoluta gli ultimi cinque decessi della nostra storia. Una star la cui carriera davanti alla macchina da presa iniziò per caso a soli 14 anni. Cinquantasei anni dopo, Ornella Muti ha deciso di dare un senso a quella navigazione irregolare, e lo ha fatto scrivendo non un'autobiografia, ma disegnando, a parole, un «Autoritratto impressionista. Così, in movimento – dice – perché la vita mica si ferma, e la luce cambia spesso». Un libro strutturato in capitoli brevi. Irregolari. Temporalmente disordinati. Ricordi, più che altro. Legati a situazioni, persone, luoghi.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione racconta il libro di Ornella Muti, Questa non è Ornella Muti. Autoritratto di una diva fuori posto, pubblicato da La Nave di Teseo. 
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2 months ago
10 minutes

CentoParole
Genocidio, genesi e storia della parola che divide il mondo
Oggi vi racconto il libro di Paolo Fonzi, Genocidio. Una storia politica e culturale, pubblicato da Laterza. Che cos’è un genocidio? Quando nasce l’idea di genocidio? Quando la parola diventa la «g-word», il concetto tabù che esprime una sorta di limite tra civiltà e barbarie, un limite tra l’umano e il disumano? E perché continuiamo a interrogarci sull’opportunità o meno di parlare di genocidio a proposito della guerra condotta da Israele contro Hamas e contro i palestinesi?A queste domande, e ad altre ancora, tenta di dare una risposta Paolo Fonzi, associato di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli e autore di una monografia interamente dedicata proprio al concetto di genocidio. Quello tra Israele e Palestina, spiega Fonzi, «è un conflitto antico, che si è intrecciato con tutte le fasi recenti della storia mondiale dall’inizio del Novecento. Dagli anni Settanta, la causa palestinese è stata assunta come la vicenda più emblematica di lotta al neocolonialismo».Anche per questo, l’attenzione verso la tragedia di Gaza è così ampia e condivisa. Molto più di quanto ce ne sia per l’Ucraina o di quanto ce ne sia stata per la guerra civile in Siria, un conflitto durato molti anni con un grandissimo numero di vittime. Lo stesso vale per il Sudan, il Myanmar, la Cecenia, il Tigray. Tutto questo accade, dice ancora Fonzi, «forse perché si considera Israele una democrazia parte dell’Occidente, che non dovrebbe compiere crimini del genere». E forse perché c’è una «reazione, consapevole o meno, alla preminenza della memoria della Shoah».
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2 months ago
11 minutes

CentoParole
Stelle, superstizioni, scaramanzie: perché gli oroscopi non bastano a cancellare le nostre paure
In questa puntata Dario Campione ci racconta il libro di Theodor Adorno, «Stelle su misura. L'astrologia nella società contemporanea», pubblicato da Bibliotheka
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3 months ago
13 minutes

CentoParole
Il buio oltre la rete: storia straordinaria della vita di Björn Borg, il campione che lasciò troppo presto
Leggere la biografia di un contemporaneo è sempre coinvolgente perché permette, tra le altre cose, di rischiarare con una luce diversa la propria storia, la propria vita. Molti ricordano la finale di Wimbledon del 1980, l'interminabile partita che Björn Borg giocò e vinse contro John McEnroe; un match talmente epico da diventare anche un film Ciascuno associa a quei 5 set momenti o pensieri particolari. Pensieri che, dopo aver letto il libro di Borg, improvvisamente cambiano. Così come cambiano le immagini, i suoni, le pause impresse in una memoria inevitabilmente destinata a fare i conti con le emozioni di chi, su quel campo, stava per entrare definitivamente nella storia del tennis.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione racconta il libro di Björn Borg, Battiti. Un'autobiografia, pubblicato da Rizzoli.
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3 months ago
11 minutes

CentoParole
Come e perché la televisione e i social hanno ucciso la realtà e travolto la verità
In questa puntata Dario Campione ci racconta il libro di Anna Maria Lorusso Il senso della realtà. Dalla Tv all'intelligenza artificiale, pubblicato da La Nave di Teseo
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3 months ago
11 minutes

CentoParole
Il ritorno del legal thriller nel giallo italiano
In un processo d'appello, molto più che in primo grado, «la verità si nasconde dietro le mille facciate dell'evidenza». Il caso di Nigina Shakirova «è come la pipa di Magritte. Le cose sembrano essere esattamente come appaiono, ma, in realtà, ciò che noi vediamo è un grande inganno». D'Ettorre e Perissinotto sono tra i pochi giallisti italiani ad aver scelto per il proprio personaggio, l'ambientazione tribunalizia. E, in qualche modo, hanno rivitalizzato un genere non molto frequentato tra gli scrittori di genere.
Dopo Cena di classe (uscito nel 2022) e Il figliol prodigo (pubblicato l'anno successivo) torna con una nuova indagine l'avvocato torinese Giacomo Meroni, protagonista dei legal thriller di Piero d'Ettorre e Alessandro Perissinotto. In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta L'inganno di Magritte, pubblicato da Mondadori.
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3 months ago
12 minutes

CentoParole
Gaza, il disperato appello di pace di Tahar ben Jelloun
Due libri e un unico argomento: la tragedia di Gaza. Sulla quale «non possiamo più tacere». In questa puntata di CentoParole – il podcast letterario del Corriere del Ticino –, Dario Campione racconta due libri dello scrittore franco-marocchino Tahar ben Jelloun: L'urlo e L'anima perduta di Israele. Due pamphlet brevi.
«Come cittadino, come scrittore, come semplice testimone, mi è sempre più difficile accettare ciò che sta accadendo in questa parte del mondo», dice ben Jelloun. Non sono, però, uno scrittore isolato nella propria stanchezza. Mi sento piuttosto un cittadino impegnato e non certo indifferente, anzi piuttosto ossessionato da quello che accade».
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4 months ago
9 minutes

CentoParole
Buon compleanno, maestro: i 100 anni di Andrea Camilleri
In questa puntata del podcast letterario Dario Campione non racconta un libro in particolare, ma ci parla di un anniversario molto importante 
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4 months ago
9 minutes

CentoParole
Cento volte CentoParole: perché non basta una stroncatura a uccidere un libro
Oggi giungiamo al traguardo del nostro podcast: cento volte CentoParole. E, inevitabilmente, vi racconto un libro che parla di libri. E il cui titolo bene si adatta a questo nostro appuntamento: Centolettori. I pareri di lettura dei consulenti Einaudi 1941-1991, pubblicato da Einaudi e curato da Tommaso Munari.In una lunga conversazione con Jean-Claude Carriére, pubblicata quasi 20 anni fa da Bompiani con il titolo Non sperate di liberarvi dei libri, Umberto Eco diceva: «Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio. Non potete fare un cucchiaio che sia migliore del cucchiaio. […] Il libro ha superato le sue prove e non si vede come, per la stessa funzione, potremmo farequalcosa di meglio. Forse evolverà nelle sue componenti, forse le sue pagine non saranno più di carta. Ma resterà quello che è».Un libro ci sarà sempre. Perché gli esseri umani non possono fare a meno di scrivere. Cose interessanti, cose utili, cose piacevoli, cose commoventi. E anche cose noiose, cose insulse, cose pesanti, cose che non servono. È sempre Umberto Eco a darci una spiegazione plausibile e convincente. Da quando gli uomini l’hanno concepita, diceva il semiologo di Alessandria, possiamo «considerare la scrittura come il prolungamento della mano e, in questo senso, come qualcosa di quasi biologico. Essa è una tecnologia di comunicazione immediatamente legata al corpo. Una volta che l’hai inventata, non puoi più rinunciarvi».Un libro c’è sempre stato. E un libro continuerà a esserci. Per consolare gli animi afflitti, per solleticare la vanità degli autori, per regalare qualche emozione o far esplodere rabbie e risentimenti. Centolettori, il volume di cui parliamo oggi, è un po’ la sintesi di tutto questo. Come dicevo prima, è un libro che parla di libri. Un libro scritto da cento autori diversi nel quale si parla di cento e più scrittori differenti. Una sorta di apoteosi della pagina stampata, il cui pregio è far emergere alcuni tra i passaggi più significativi della storia culturale italiana del dopoguerra, così come talune contraddizioni inaspettate e imprevedibili.Buon ascolto!
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11 months ago
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CentoParole
Tra memoria e utopia, la speranza di papa Francesco
Non è la prima volta che papa Francesco sceglie di parlare di sé in un libro. Lo ha fatto, in passato, prima dialogando con Sergio Rubin per il volume-intervista El Jesuita, scritto quando ancora era cardinale di Buenos Aires; poi, rispondendo alle domande di Fabio Marchese Ragona per Life, la mia storia nella storia. E, ancora, per raccontare a Javier Martínez-Brocal il rapporto con chi lo aveva preceduto sul soglio di Pietro in Il successore, i miei ricordi di Benedetto XVI.
Ecco perché la biografia pubblicata la settimana scorsa da Mondadori e intitolata Spera non contiene, forse, quelle curiosità e quegli episodi inediti che normalmente è lecito attendersi in simili opere. È lo stesso Francesco a sottolinearlo: «Un'autobiografia non è la nostra letteratura privata, piuttosto la nostra sacca da viaggio. E la memoria non è solo ciò che ricordiamo, ma ciò che ci circonda. Non parla unicamente di quel che è stato, ma di quel che sarà. La memoria è un presente che non finisce mai di passare».
Spera è il libro che vi racconta oggi Dario Campione in questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino.
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11 months ago
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CentoParole
Il filosofo giapponese che riscopre Marx e spiega: solo il comunismo climatico ci salverà
Oggi vi racconto il libro di Saitō Kōhei Il capitalismo nell’antropocene, pubblicato da Einaudi. Per parlare di questo saggio a metà tra la filosofia e l’economia politica, tanto complesso quanto affascinante, ho chiesto aiuto a un collega, Generoso Chiaradonna, caporedattore economia del Corriere del Ticino, che ringrazio e saluto. Partiamo dal libro. Sorprendente, soprattutto per noi che viviamo nella parte occidentale, ricca del pianeta. Un ritorno a Marx, ma in chiave ecologista, non produttivista. Saitō Kōhei attualizza il pensiero del filosofo di Treviri «rileggendo» i Quaderni di scienze naturali, migliaia di fogli di appunti che Marx scrisse negli ultimi 15 anni della sua vita, dopo la stesura del primo libro del Capitale. La tesi di Saitō Kōhei è in qualche modo rivoluzionaria: secondo lui, Marx avrebbe capito che il capitalismo non conduce inevitabilmente al comunismo ma alla distruzione del pianeta. Apocalittico? Buon ascolto!Se il libro di oggi ti ha incuriosito, ricorda che puoi avere lo sconto del 10% sui tuoi acquisti in libreria sia Mendrisio che a Savosa grazie alla CdT Club Card.
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11 months ago
21 minutes

CentoParole
Come accadde che un frate dominicano del Trecento scoprisse l'America 150 anni prima di Cristoforo Colombo
Intorno al 1340, ovvero 150 anni prima che Cristoforo Colombo avvistasse le isole della baia di Fernandez, nella vecchia Europa mediterranea qualcuno sapeva già che, navigando verso occidente nell'oceano Atlantico, si sarebbe potuto approdare su altre rive che non fossero quelle gelide dell'Islanda e della Groenlandia; rive miti nel clima, abitabili, ricche di vegetazione e di frutti. L'America, allora, non c'era. Ma non per tutti. In un libro medievale in latino, la Cronica universalis, un frate domenicano vissuto a Milano tra il Duecento e il Trecento, Galvano Fiamma, scrisse infatti che a ovest della Groenlandia i naviganti avrebbero trovato «Marckalada», la terra dei boschi. È questa la più antica menzione del continente americano che sia mai stata trovata in documenti dell'area mediterranea.
Una storia affascinante, quella del manoscritto medievale di Galvano Fiamma, che Paolo Chiesa, ordinario di filologia mediolatina all'Università Statale di Milano, ha riassunto in un avvincente e brillante saggio divulgativo pubblicato da Laterza. Marckalada. Quando l'America aveva un altro nome. Il libro che Dario Campione vi racconta in questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino.
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1 year ago
12 minutes

CentoParole
Quando Goebbels ordinò: «Bruciate i libri di Sandokan e del Corsaro nero»
Il 10 maggio 1933, gli studenti di 34 città universitarie in tutta la Germania diedero alle fiamme oltre 25 mila volumi di autori molto diversi tra loro: Albert Einstein, Sigmund Freud, Ernest Hemingway, Karl Marx, Eric Maria Remarque, Bertolt Brecht, Franz Kafka, Thomas Mann, Stefan Zweig. E ancora: Isaac Babel', Alfred Döblin, John Dos Passos, Maksim Gor'kij, Joseph Roth, Arthur Schnitzler, Jack London.
Bücherverbrennungen, furono chiamate queste cerimonie. Letteralmente: rogo di libri. A Berlino, nella Bebelplatz, che all'epoca si chiamava Opernplatz, Joseph Goebbels arringava una folla di 40 mila persone elencando, uno per uno, i nomi degli scrittori condannati a bruciare. Bebelplatz. La notte dei libri bruciati è anche il titolo del bel libro che Fabio Stassi ha dedicato a questo buio momento della storia europea. Il libro che Dario Campione ci racconta in questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino.
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1 year ago
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CentoParole
«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco quindi che Dario ci racconta un libro in pochi minuti, in pillole non amare come le medicine, ma leggere e che curano la mente e lo spirito. «Perché non possiamo giudicare un libro dalla copertina, ma dal sapore che ci lascia in bocca quando lo finiamo» (Cit.)