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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Graziana Filomeno - italiano online
100 episodes
2 days ago
Impara l’italiano con LearnAmo – grammatica, esercizi, video e tanto altro ancora!
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Impara l’italiano con LearnAmo – grammatica, esercizi, video e tanto altro ancora!
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Aperitivo all’Italiana: Origini, Galateo e Regole della Tradizione Più Amata
2 days ago
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5 Parole UTILI che Nessun Libro Ti Insegna
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EGLI vs LUI: Differenze ed Usi
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Padroneggia il Congiuntivo INDIPENDENTE: Desideri, Dubbi e Ordini in Italiano
1 month ago

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Imparare l’Italiano con il Cinema a Ogni Livello
Con questa guida completa, scoprirai 6 film italiani perfetti per ogni livello di conoscenza della lingua, dal principiante assoluto (A1) fino all'esperto (C2). Prima di tutto, vedremo 2 film adatti ai livelli principianti (A1-A2), con dialoghi semplici e situazioni facili da capire. Poi ci occuperemo di 2 film per i livelli intermedi (B1-B2), dove la lingua diventa più naturale e ricca. E infine, esploreremo 2 film per i livelli avanzati (C1-C2), con linguaggio complesso e riferimenti culturali profondi.













6 Film per Imparare l'Italiano (Dal Livello A1 al Livello C2)







Livello A1-A2: Principianti







1. "Io non ho paura" (2003) - Livello A1



Questo film di Gabriele Salvatores è un vero gioiello per chi inizia a studiare italiano! "Io non ho paura" racconta la storia di Michele, un bambino di 10 anni che vive in un piccolo paese del Sud Italia negli anni '70. Durante l'estate, giocando nei campi di grano con i suoi amici, Michele scopre un segreto terribile che cambierà la sua vita.







Perché questo film è perfetto per il livello A1?



Innanzitutto, il protagonista è un bambino, quindi molti dialoghi sono semplici e diretti, proprio come il linguaggio che si usa con i bambini. Le frasi sono brevi e chiare. I personaggi parlano lentamente e in modo comprensibile. Il ritmo narrativo è ideale per chi muove i primi passi nella lingua italiana, permettendo di seguire facilmente la trama senza perdersi nei dettagli linguistici più complessi.







Cosa imparerete con questo film?



Tantissimo vocabolario della vita quotidiana e della famiglia: mamma, papà, fratello, sorella, amico. Sentirete espressioni semplici come "Vieni qui!" (Come here!), "Ho paura" (I'm scared), "Cosa fai?" (What are you doing?). Inoltre, il film usa principalmente il presente indicativo e il passato prossimo, i due tempi verbali fondamentali per i principianti.



Un dettaglio interessante: il film mostra la campagna italiana del Sud, con i suoi paesaggi bellissimi e le case bianche sotto il sole. Imparerete anche come era la vita in Italia negli anni '70, un periodo storico molto particolare. E non preoccupatevi se all'inizio non capite tutto: le immagini e le emozioni dei personaggi vi aiuteranno moltissimo a seguire la storia!







Trucco per principianti



Guardate il film con i sottotitoli in italiano! Così potrete leggere e ascoltare allo stesso tempo, e il vostro cervello assorbirà le parole più facilmente. Questa tecnica di apprendimento multimodale è scientificamente provata come uno dei metodi più efficaci per l'acquisizione linguistica.







2. "Pane e tulipani" (2000) - Livello A2



Questo è uno dei film italiani più amati! "Pane e tulipani" racconta la storia di Rosalba, una casalinga che viene dimenticata dalla sua famiglia durante una gita turistica. Invece di arrabbiarsi, decide di prendersi una pausa dalla sua vita e va a Venezia, dove inizia una nuova avventura piena di scoperte, incontri inaspettati e possibilità di rinascita personale.







Perché è perfetto per il livello A2?



Questo film è perfetto per il livello A2 perché i dialoghi sono naturali ma non troppo veloci. I personaggi parlano in modo chiaro e usano un italiano standard, senza dialetti difficili. La trama è facile da seguire e molto coinvolgente: impossibile annoiarsi! La storia lineare permette agli studenti di livello elementare di concentrarsi sulla lingu...
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1 month ago
29 minutes 44 seconds

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Test Sulle Preposizioni: quanto le conosci?
Hai mai avuto dubbi su quale preposizione usare in italiano? "Vado A Roma o IN Roma?" "Parlo DI te o SU te?" Le preposizioni sono piccole parole che creano grandi problemi! Ma oggi risolveremo insieme tutti i tuoi dubbi con un test completo che copre tutti i livelli, da A1 a C2.



Con questo articolo, metterai alla prova la tua conoscenza delle preposizioni italiane attraverso esercizi progressivi che ti permetteranno di scoprire esattamente a che punto sei e quali aspetti devi ancora migliorare. Alla fine di questo percorso, saprai usare le preposizioni come un vero italiano!













Le Preposizioni Italiane: Test Completo da A1 a C2







Come Funziona Questo Test



Il test è organizzato in livelli progressivi: cominceremo con frasi semplici di livello A1, poi passeremo al livello A2, B1, B2, C1 e infine C2. Per ogni livello, troverai 3 frasi da completare con le preposizioni corrette. Verso la fine, ci sarà un esercizio finale speciale con 10 frasi particolarmente difficili che metteranno alla prova tutte le tue competenze. Infine, avrai tutte le soluzioni con spiegazioni dettagliate per capire ogni singolo utilizzo.



Quindi, prepara carta e penna per scrivere le tue risposte e iniziamo questo viaggio attraverso le preposizioni italiane!







LIVELLO A1 - Le Basi delle Preposizioni



Iniziamo dal livello A1, quello per principianti assoluti. Qui useremo le preposizioni più comuni in contesti molto semplici. Queste sono frasi basilari che ogni studente di italiano deve saper completare. Pronti?



1. Vado ___ scuola ogni giorno.



2. Maria viene ___ Regno Unito.



3. Questo è il telefono ___ mio amico Paolo.







Soluzioni Livello A1



1. Vado a scuola ogni giorno.



2. Maria viene dal Regno Unito.



3. Questo è il telefono del mio amico Paolo.







LIVELLO A2 - Un Passo Avanti



Al livello A2, le cose diventano leggermente più complicate. Qui troveremo preposizioni articolate e alcuni usi un po' più specifici. Nota come qui dobbiamo pensare non solo alla preposizione giusta, ma anche se va combinata con l'articolo. Una bella sfida, no?



1. ___ Natale abbiamo pranzato tutti insieme.



2. Il treno parte ___ 8 ___ sera.



3. Abito ___ un appartamento ___ centro.







Soluzioni Livello A2



1. A Natale abbiamo pranzato tutti insieme.



2. Il treno parte alle 8 di sera.



3. Abito in un appartamento in centro.







LIVELLO B1 - Si Complica



Ora le cose si fanno interessanti! Al livello B1, dovrai conoscere bene gli usi idiomatici e le espressioni fisse. A questo livello, bisogna davvero ragionare! Le preposizioni non seguono sempre la logica, quindi occorre studiare e fare tanta pratica. Attenzione!



1. Ho mal ___ testa ___ due ore.



2. ___ piccola, andavo sempre ___ miei nonni ___ campagna.



3. Durante l'esame non ho risposto ___ nessuna ___ domande.







Soluzioni Livello B1



1. Ho mal di testa da due ore.



2. Da piccola, andavo sempre dai miei nonni in campagna.



3.
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1 month ago

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Essere o Avere? La Guida Completa
In questo articolo affrontiamo uno degli argomenti che più vi fa venire il mal di testa: quando usare l'ausiliare ESSERE e quando usare AVERE? Lo so, lo so... ogni volta che dovete formare un tempo composto vi viene il panico! "Ma si dice ho andato o sono andato?" "È ho piaciuto o sono piaciuto?" Tranquilli! Vi spiego tutto con regole chiarissime e trucchi infallibili. E alla fine di questo articolo, non avrete più dubbi! Promesso!













Tempi Composti: Come scegliere l'ausiliare giusto?







Quando Usare "ESSERE"?



L'ausiliare ESSERE si utilizza in diversi casi specifici che è importante conoscere e riconoscere. La caratteristica principale dei verbi che richiedono "essere" è che il participio passato deve concordare in genere e numero con il soggetto.







1) Verbi di Movimento (Spostamento da un Luogo all'Altro)



I verbi di movimento che indicano uno spostamento da un posto all'altro o un cambiamento di posizione richiedono sempre l'ausiliare ESSERE. Questi verbi esprimono l'azione di muoversi, spostarsi o cambiare la propria collocazione nello spazio.



Verbi principali: andare, venire, tornare, partire, uscire, entrare, cadere, fuggire, arrivare, salire, scendere, rientrare



RICORDA: Con l'ausiliare "essere", devi concordare il participio passato in genere e numero con il soggetto.



Esempi pratici:




Io sono andata al supermercato (soggetto femminile singolare)



Paolo è tornato dal suo viaggio ieri (soggetto maschile singolare)



Noi siamo partiti per Parigi un anno fa (soggetto maschile plurale o misto)



Le tue sorelle sono venute a casa mia ieri (soggetto femminile plurale)



Maria e Luca sono usciti insieme stasera (gruppo misto: si usa il maschile plurale)



Il treno è arrivato in ritardo stamattina



Sono salita al terzo piano a piedi








ATTENZIONE: Eccezioni con "AVERE"



Alcuni verbi che indicano movimento, ma senza specificare la destinazione o il punto di arrivo, utilizzano invece l'ausiliare AVERE:



Verbi con AVERE: ballare, camminare, nuotare, correre, viaggiare, passeggiare



Perché usano AVERE? Perché questi verbi descrivono un'azione continuativa senza indicare uno spostamento specifico da un punto A a un punto B.



Esempi:




Ho camminato per due ore (movimento generico, nessuna destinazione specifica)



Abbiamo ballato tutta la notte



Ho nuotato in piscina



Hanno corso per mantenersi in forma




NOTA BENE: Anche CADERE richiede sempre l'ausiliare "essere" perché indica un cambiamento di posizione: Sono caduto dalle scale.







2) Verbi di Permanenza (Stare in un Luogo o in una Condizione)



I verbi di permanenza indicano il fatto di rimanere in un certo luogo o di mantenere una determinata condizione per un periodo di tempo. Esprimono staticità piuttosto che movimento.



Verbi principali: stare, restare, rimanere, durare



Esempi pratici:




Ieri sono rimasta a casa tutto il giorno perché dovevo lavorare (permanenza in un luogo)



Luca è stato fermo tutto il tempo perché aveva paura (permanenza in una condizione)


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1 month ago

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Formule per Presentarsi in Italiano – Livello Avanzato
Non solo "Mi chiamo...". Impara tante altre espressioni avanzate per presentarti in modo naturale e come un vero madrelingua.



Questa lezione è organizzata in modo progressivo: prima di tutto, vedremo come iniziare una conversazione e presentarsi in modo sofisticato e naturale; poi ci occuperemo di dire il proprio nome con varianti avanzate; successivamente impareremo a parlare della propria provenienza e dei propri interessi.













Come Presentarsi in Modo Naturale: oltre il semplice "Ciao, io sono..."







1. Come iniziare una presentazione in modo sofisticato



Invece di dire semplicemente "Ciao, io sono...", prova queste alternative più raffinate che dimostrano un livello linguistico superiore:




"Non credo che ci siamo mai incontrati prima" - Questa frase elegante introduce la presentazione in modo cortese e naturale, suggerendo che desideri conoscere meglio l'interlocutore.



"Non sono sicuro/a che ci abbiano già presentati" - Un'espressione formale perfetta per contesti professionali o sociali dove potreste avere conoscenze comuni ma non vi siete mai parlati direttamente.



"Mi sembra che non ci conosciamo ancora" - Una formula di cortesia introduttiva meno formale ma comunque sofisticata, ideale per eventi sociali o situazioni semi-formali.




Queste frasi sono perfette quando sei abbastanza sicuro di non aver mai incontrato quella persona prima. Sono formule di cortesia introduttive che dimostrano educazione e padronanza della lingua italiana a livello avanzato.







Presentare qualcun altro con eleganza



Se vuoi presentare qualcun altro, puoi utilizzare diverse espressioni a seconda del livello di formalità richiesto:




"Vorrei presentarti il mio collega, Marco Rossi" - Questa formula è più formale e appropriata per contesti professionali, meeting aziendali o situazioni dove si richiede un certo decoro.



"Hai mai conosciuto Giulia? È una mia amica dell'università" - Questa variante è meno formale e più adatta a situazioni sociali rilassate, aperitivi con amici o eventi informali dove il tono può essere più casual.




La scelta tra queste due opzioni dipende dal contesto: analizza sempre l'ambiente in cui ti trovi e il rapporto che hai con le persone coinvolte nella presentazione. Ricorda che in Italia il contesto sociale determina fortemente il registro linguistico appropriato.







2. Dire il proprio nome con stile e personalità



Va benissimo dire "Io sono Lucia", ma puoi espandere la presentazione in modo più interessante e naturale, soprattutto se usi una versione abbreviata del tuo nome o hai un soprannome. Ecco alcune formule avanzate che i madrelingua usano frequentemente:




"Io sono Alessandra, ma tutti mi chiamano Ale" - Questa struttura è perfetta per introdurre immediatamente il nome con cui preferisci essere chiamato, evitando confusioni future e creando un'atmosfera più amichevole.



"Il mio nome è Roberto, ma di solito tutti usano Roby" - Una variante leggermente più formale che comunica lo stesso concetto, indicando che il soprannome è comunemente accettato e utilizzato nel tuo ambiente sociale.



"Chiamami pure Lina, è il diminutivo di Carolina" - Questa formula esplicita direttamente il tuo desiderio di informalità e spiega anche l'origine del soprannome, cosa molto apprezzata nella cultura italiana.



"Il mio nome di battesimo è Bartolomeo,
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1 month ago
19 minutes 26 seconds

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Le Differenze fra Italiano Formale e Italiano Informale
La padronanza dell'italiano formale e informale rappresenta una competenza fondamentale per chiunque desideri comunicare efficacemente in contesti diversi. Se state chiacchierando con i vostri amici, probabilmente non volete parlare in modo troppo formale - sarebbe come andare in spiaggia con giacca e cravatta! Però se siete all'università e parlate con un professore, o in una riunione di lavoro con i colleghi, o in circostanze professionali, allora dovete tirare fuori il vostro italiano più elegante.













Italiano FORMALE vs INFORMALE: 20 Coppie di Parole che Cambieranno il Vostro Modo di Comunicare







PRIMA PARTE



1. AIUTARE / ASSISTERE



La differenza tra "aiutare" e "assistere" è sostanziale nel registro comunicativo italiano. Mentre "aiutare" appartiene al linguaggio quotidiano e colloquiale, "assistere" conferisce un tono professionale e rispettoso alla conversazione.



Esempio informale: "Mi puoi aiutare con questo compito?"



Esempio formale: "Potrebbe assistermi con questa mansione?"



Se parlate con il vostro migliore amico direte "Dai, aiutami!" Ma se siete in ufficio con il vostro capo, la formula corretta sarà: "Scusi, potrebbe assistermi?" Notate come cambia completamente l'approccio e il livello di cortesia espresso.







2. DARE / FORNIRE



Il verbo "fornire" rappresenta l'alternativa formale del verbo "dare" ed è particolarmente utilizzato in contesti aziendali, accademici e istituzionali.



Esempio informale: "Marco mi ha dato le informazioni"



Esempio formale: "Il dottor Bianchi mi ha fornito le informazioni necessarie"



Attenzione importante: il verbo "fornire" richiede spesso una preposizione specifica! Le costruzioni corrette sono: "fornire qualcosa a qualcuno" oppure "fornire qualcuno di qualcosa". Questa particolarità grammaticale è fondamentale per un uso corretto del verbo in contesti formali.







3. AVERE BISOGNO (DI) / RICHIEDERE



Quando si esprime una necessità in contesto professionale, "richiedere" sostituisce efficacemente l'espressione informale "avere bisogno". Questo cambiamento lessicale trasforma radicalmente il tono della comunicazione.



Esempio informale: "Ho bisogno di più tempo per finire il lavoro"



Esempio formale: "Richiedo tempo aggiuntivo per completare l'incarico"



Osservate la trasformazione completa della frase:




Versione informale: "Ho bisogno di più tempo per finire il lavoro"



Versione formale: "Richiedo tempo aggiuntivo per completare l'incarico"




Notate come anche le parole circostanti cambiano: "più" diventa "aggiuntivo", "finire" diventa "completare", e "lavoro" diventa "incarico". L'intera struttura della frase si eleva a un registro professionale.







4. DIRE / INFORMARE



Il verbo "informare" è la scelta ideale quando si comunica in contesti formali, sostituendo il semplice "dire" con una formula più rispettosa e professionale.



Esempio informale: "Ti dirò tutto dell'evento più tardi"



Esempio formale: "La informerò riguardo all'evento successivamente"



Curiosità linguistica: In italiano formale usiamo spesso la formula "La informo che..." - è la nostra versione elegante di "ti dico che...". Questa costruzione è estremamente comune nella corrispondenza aziend...
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2 months ago
26 minutes 7 seconds

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Articoli Determinativi: Guida Completa all’Uso (e Non Uso)
Quante volte ti sei chiesto: "Ma qui devo mettere l'articolo o no?" Se stai imparando l'italiano, sicuramente tantissime volte!



L'articolo determinativo è una delle cose più difficili da padroneggiare per gli stranieri (anche i più avanzati). Con questa guida completa imparerai finalmente quando usare (e quando NON usare) gli articoli determinativi in italiano, scoprendo tutte le regole fondamentali, le eccezioni e i casi particolari.













Quando usare e quando NON usare l'articolo determinativo







Quando USARE l'Articolo Determinativo



1. Con i Nomi Già Menzionati o Conosciuti



Quando parliamo di qualcosa che è già stato introdotto nella conversazione o che è conosciuto dal contesto, usiamo sempre l'articolo determinativo. Questo indica che ci stiamo riferendo a qualcosa di specifico e identificabile.



Esempio:




Ho comprato due macchine nuove l'anno scorso. Oggi ho visto le macchine e sono molto belle.




In questo caso, "le macchine" sono quelle specifiche di cui abbiamo già parlato, non macchine generiche.







2. Con i Nomi Specifici (Spesso con un Qualificatore)



Quando ci riferiamo a qualcosa di specifico e non generico, l'articolo è necessario. Spesso questa specificità è indicata da un aggettivo qualificativo, da una frase relativa o da un complemento che identifica precisamente l'oggetto di cui parliamo.



Esempi:




Non mettere il telefono sul tavolo rotto. (Non un tavolo qualsiasi, ma quello rotto specifico)



Vado alla scuola di mia figlia. (Una scuola specifica, non una scuola qualunque)



Sono nel treno delle 12. (Il treno specifico che parte alle 12)








3. Con i Superlativi



Gli aggettivi e gli avverbi al superlativo richiedono sempre l'articolo determinativo. Il superlativo, per sua natura, indica qualcosa di unico nel suo genere o che raggiunge il massimo o il minimo grado di una qualità, quindi richiede specificazione.



Esempi:




Ieri abbiamo passato il momento più bello.



Torno il più velocemente possibile.



Questa è la situazione più difficile che abbiamo affrontato.



Marco è il ragazzo più intelligente della classe.








4. Con "Solo/Unico"



Quando usiamo frasi con "solo" o "unico", l'articolo è obbligatorio. Questi termini indicano esclusività e unicità, quindi richiedono specificazione attraverso l'articolo.



Esempi:




Mia zia è la sola persona di cui mi fido.



Questa è l'unica ciotola che hai?



Qual è l'unica soluzione efficace per parlare italiano come un madrelingua?



Sei l'unico amico che mi ha aiutato in quel momento difficile.








5. Con i Nomi di Paesi e Regioni



I nomi di Paesi e regioni richiedono sempre l'articolo determinativo quando usati da soli.



Esempi:




L'Italia è un Paese bellissimo.



Voglio visitare il Brasile.



La Sardegna ha delle spiagge spettacolari.



I Paesi Bassi sono famosi per i tulipani.




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2 months ago
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Come Indicare la Temporalità in Italiano
La grammatica italiana presenta numerose sfumature nell'uso delle preposizioni e degli avverbi di tempo che spesso creano confusione anche tra gli studenti più avanzati. In questa guida approfondita, esploreremo le differenze e gli usi corretti di DA, NEL, PER, FA, MENTRE, DURANTE, GIÀ, ANCORA, PIÙ, MAI, APPENA e PROPRIO, fornendo spiegazioni dettagliate, esempi pratici e regole chiare per padroneggiare questi elementi fondamentali della lingua italiana.













Grammatica Italiana: le Preposizioni e gli Avverbi di Tempo più Comuni



Le Preposizioni Temporali: DA - NEL - PER - FA



Queste quattro preposizioni sono fondamentali per esprimere relazioni temporali in italiano, ma ognuna ha un significato specifico e un uso particolare che è importante distinguere chiaramente.







Analisi degli Esempi e Soluzioni



Analizziamo gli esempi forniti con le relative soluzioni:




"Sono stati sposati PER 5 anni" → PER indica la durata di un'azione che è cominciata e conclusa nel passato



"Si sono sposati 3 anni FA" → FA esprime il tempo trascorso da un evento concluso



"Si sono sposati NEL 2008" → NEL si usa sempre con gli anni



"Sono sposati DA 10 anni" → DA per indicare qualcosa che è cominciato nel passato e continua nel presente



"Si sono sposati A ottobre" → A si usa con i mesi








Regole Fondamentali per l'Uso Corretto



PER si utilizza per indicare un'azione conclusa nel passato con una durata determinata. È perfetto per esprimere periodi di tempo che hanno avuto inizio e fine:




"Ho studiato italiano per tre anni" (e ora ho smesso)



"Abbiamo vissuto a Roma per cinque anni" (ma ora viviamo altrove)



"Ha lavorato in quella ditta per dieci anni" (prima di cambiare lavoro)




DA esprime un'azione cominciata nel passato che continua nel momento in cui si parla. È la preposizione della continuità e dell'attualità:




"Studio italiano da tre anni" (e continuo a studiarlo)



"Viviamo a Roma da cinque anni" (e ci viviamo ancora)



"Lavora in quella ditta da dieci anni" (e ci lavora tuttora)




FA indica il tempo trascorso da quando qualcosa è successo rispetto al momento presente. Si colloca sempre dopo l'indicazione temporale:




"Ho iniziato a studiare italiano tre anni fa"



"Ci siamo trasferiti a Roma cinque anni fa"



"Ha iniziato a lavorare in quella ditta dieci anni fa"




NEL + anno è la costruzione standard per indicare un anno specifico, mentre A + mese si usa per i mesi dell'anno:




"Mi sono laureato nel 2020"



"Mi sono laureato a luglio"



"Mi sono laureato a luglio del 2020" (eccezione)








MENTRE - DURANTE - GERUNDIO: La Simultaneità



Queste due parole esprimono contemporaneità tra due azioni, ma seguono regole grammaticali completamente diverse che è fondamentale conoscere.







Analisi degli Esempi Pratici



Vediamo gli esempi con le relative soluzioni:




"Passeggiando per il centro, ho incontrato Paolo" → GERUNDIO utilizzato da solo



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2 months ago
15 minutes 54 seconds

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