L’intelligenza artificiale non inventa dal nulla: raccoglie, rielabora e restituisce informazioni già esistenti. Ed è proprio qui che entra in gioco il ruolo centrale del sito web di un hotel. Pensare che, con l’AI, i contenuti non servano più è una scorciatoia pericolosa: se il sito è povero o incompleto, l’intelligenza artificiale colmerà i vuoti… spesso inventando.Oggi gli utenti cercano risposte rapide e dirette, anche senza visitare un sito. Ma le informazioni che l’AI fornisce arrivano quasi sempre da fonti ufficiali: siti web, profili Google, recensioni. Per questo è fondamentale aggiornare e strutturare correttamente i contenuti, evitando buchi informativi e incoerenze che possono generare risposte errate e aspettative sbagliate nei clienti.Di questo parlano Edoardo e Marco in una nuova puntata del podcast Ospitalità 4.0, ribadendo che il silenzio digitale è il nemico più grande per gli albergatori, molto più dell’intelligenza artificiale stessa.
Quali sono i dati più succulenti per un hacker che prova ad accedere ai sistemi che utilizzate in hotel?
Sicuramente le carte di credito, ma non solo. Infatti con l’introduzione della PSD2 e della Strong Customer Authentication, per gli hacker è diventato più difficile utilizzare le carte per operazioni fraudolente. Per questo oggi l’interesse si è spostato sui dati dei clienti: sapere chi soggiorna, quando e dove.
L’obiettivo finale è raggirare il cliente tramite tecniche di ingegneria sociale e farsi inviare direttamente un pagamento.
Il 2025 sarà ricordato come l’anno della rimonta di Google nel mondo dell’intelligenza artificiale. Dopo lo shock iniziale di ChatGPT, che ha conquistato tutti con la sua semplicità e velocità, Google ha risposto investendo miliardi e lanciando strumenti come Gemini 3 e Nano Banana.
Il settore del travel, invece, resta terreno complesso: Google oggi funge da metasearch, collega hotel e clienti, ma non gestisce direttamente le prenotazioni. Questo lascia spazio agli albergatori che sanno creare esperienze uniche e fidelizzare i propri ospiti.
Approfondiscono questo tema Edoardo e Marco nella puntata 351 del podcast.
Il preventivo viene spesso trattato come una semplice risposta a una mail, ma in realtà è un processo di vendita a tutti gli effetti, con tempi, contenuti, follow-up e un esito chiaro: chiusura o perdita. Il prezzo, nella maggior parte dei casi, è solo una scusa: ciò che manca è la comprensione del valore e una proposta di soggiorno davvero distinta. Ne parlano Edoardo e Marco nella puntata 350 del podcast Ospitalità 4.0.
Il settore dell’hospitality viene spesso percepito come tradizionale, statico, dove le cose cambiano lentamente.
Non è così perché le aspettative degli ospiti cambiano, i canali di distribuzione evolvono, nuovi player entrano nel mercato con modelli di business diversi.
Chi oggi gestisce un hotel con gli stessi metodi di dieci anni fa sta correndo lo stesso rischio di Nokia.
Leggi l'articolo dedicato.
In questa puntata di Ospitalità 4.0, Edoardo e Marco parlano di “AI washing” e di quelle aziende che etichettano come “AI” prodotti o software poco innovativi, generando confusione e aspettative irrealistiche.
Nel settore alberghiero il rischio è affidarsi ciecamente ai modelli linguistici, che assecondano i bias dell’utente.
In un hotel marketing, revenue, vendite e controllo di gestione NON sono reparti separati che lavorano in parallelo: sono quattro ingranaggi della stessa macchina.
Quando girano insieme, l’hotel cresce; quando sono scollegati, si generano incoerenze tariffarie e perdita di marginalità.
Ne parlano Edoardo e Marco nella puntata 347 del podcast Ospitalità 4.0
In questa puntata del podcast Ospitalità 4.0 dedicata al Revenue, Marco e Riccardo spiegano come non basti sapere quante camere sono state vendute, ma occorre comprendere chi sta prenotando e quali sono le caratteristiche degli acquisti, questo perché non tutte le prenotazioni hanno lo stesso peso strategico.Diversi sono i fattori che vanno ad influenzare il peso tra cui:
Come annunciato da Riccardo e Marco nella puntata precedente, il tema di questo episodio è il forecast.
A scanso di equivoci è importante chiarire un punto fondamentale: il forecast non è lo strumento che si occupa di pianificare i cambiamenti di prezzo per i vari giorni, ma è un cruscotto visivo che ci permette di comprendere quale strategia di movimentazione tariffaria sia opportuno applicare a ciascun giorno.
In altre parole, utilizziamo le previsioni del forecast per decidere anticipatamente come ci andremo a comportare.
Continua il viaggio nel revenue management per hotel ed il tema di questa puntata del podcast è l'analisi pickup. Il pickup è uno strumento analitico che il revenue manager deve monitorare quotidianamente. Esso ci mostra ogni nuova prenotazione o cancellazione e consente al revenue manager di intervenire tempestivamente con aggiustamenti tariffari sulle date interessate. In altre parole possiamo dire che il pickup evidenzia in tempo reale le variazioni nelle prenotazioni, indicando il numero e la distribuzione delle nuove acquisizioni e cancellazioni nel tempo.
Riccardo e Marco dopo aver esplorato i quattro pilastri fondamentali del “COME” vendere, arrivano a un concetto che lega insieme tutti gli elementi discussi finora: il RATE FENCING. Il rate fencing consiste nel creare differenziazioni logiche e strategiche tra le varie offerte tariffarie, consentendo di segmentare così la proposta senza cannibalizzare il valore percepito dall’ospite.Quando un utente visita il booking engine oppure un portale OTA deve trovare diverse opzioni di prenotazione con le relative tariffe differenti. Cosa impedisce a tutti di scegliere semplicemente la tariffa più bassa? La risposta è proprio il rate fencing.
In questa prima puntata speciale di Ospitalità 4.0 Revenue Edition, Marco Matarazzi e Riccardo Rogo introducono un nuovo format dedicato interamente al Revenue Management in occasione dell’uscita del libro "Revenue Management per hotel. Dalla strategia distributiva all’automazione tariffaria".L’obiettivo è costruire, attraverso 5 episodi, una panoramica completa sulle logiche che guidano la gestione dei ricavi in hotel, partendo dai concetti base fino agli strumenti più avanzati.La conversazione prende avvio dalla domanda: chi è davvero il revenue manager e cosa fa?Discostandosi subito dall'immagine superficiale di “chi mette i prezzi”, il revenue manager è un analista strategico che studia dati, domanda, mercato e costi per definire politiche di prezzo capaci di massimizzare non solo il fatturato, ma soprattutto la redditività dell’hotel.Nella puntata vengono introdotti 3 modelli di pricing:
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Puntata del podcast Ospitalità 4.0 dedicata al libro "Revenue management per hotel" scrittto da Marco Matarazzi, CEO di Slope. Dietro ogni decisione tariffaria efficace vi sono principi, regole e logiche che si possono studiare e applicare in modo sistematico. Il libro propone una filosofia chiara: trasformare i professionisti dell’ospitalità in strateghi del business alberghiero grazie a RMS trasparenti che eseguono le strategie definite dall’albergatore, amplificando l’intelligenza umana senza sostituirla.
Cosa c'entra Armani con il tuo boutique hotel? Ne parlano Edoardo e Marco nella puntata del podcast Ospitalità 4.0
Nella puntata del podcast Ospitalità 4.0 Edoardo e Marco affrontano il tema del cross selling e dei centri di profitto in hotel, due concetti apparentemente diversi ma strettamente collegati.Il cross selling, nel settore alberghiero, significa vendere qualsiasi servizio oltre al pernottamento: dalla colazione alla spa, dal parcheggio a esperienze come tour o attività speciali. La fantasia è fondamentale, ma queste vendite extra hanno valore solo se vengono misurate correttamente.Qui entra in gioco il concetto di centro di profitto: ogni servizio deve avere un “cestino” dedicato che raccolga i ricavi in modo chiaro e separato. Colazione, ristorante, spa o esperienze non possono finire indistintamente sotto la voce “camere”, altrimenti i dati di revenue diventano distorti.La gestione di questi scorpori non può essere affidata al caso: serve un software gestionale come Slope in grado di dividere automaticamente i ricavi nei rispettivi centri di profitto, così che i dati siano sempre puliti, coerenti e utilizzabili sia nei report sia da strumenti esterni come gli RMS.
Nella puntata 338 del podcast Ospitalità 4.0 viene affrontato il tema del bias del sopravvissuto, un errore cognitivo che porta a considerare solo chi ce l’ha fatta, ignorando invece chi non è arrivato al successo.L’origine di questo concetto risale alla Seconda Guerra Mondiale: gli ingegneri analizzavano gli aerei tornati dalle missioni per capire dove rinforzarli, finché Abraham Wald osservò che bisognava invece guardare agli aerei abbattuti, colpiti nei punti in cui non si vedevano fori. In altre parole: se ci concentriamo solo su chi sopravvive, perdiamo metà della storia.Lo stesso accade nell’hôtellerie, scopriamo come.
Edoardo e Marco trattano il tema del planning pieno e del planning vuoto, due situazioni che ogni albergatore si trova prima o poi a gestire.Un planning vuoto può essere un vero campanello d’allarme. Le cause principali? Prezzi fuori mercato, problemi tecnici sul sito o sul booking engine, restrizioni eccessive (come soggiorni minimi troppo lunghi) e un timing delle prenotazioni sbagliato. Al contrario, anche un planning pieno nasconde delle insidie.
Edoardo e Marco parlano della cultura degli alibi, partendo da un esempio tratto dal mondo della pallavolo con Julio Velasco, allenatore vincente sia con la nazionale maschile sia con quella femminile. Velasco è noto per il suo approccio alla leadership e alla gestione del team, e una sua frase emblemativa è: “Lo schiacciatore non commenta l’alzata, la risolve e porta avanti”.
Si festeggiano i quattro anni dall’uscita del libro Ospitalità 4.0 – Guida pratica per l’albergatore moderno, adottato anche da scuole alberghiere e professionisti del settore come manuale didattico e operativo.Nella puntata Edoardo e Marco fanno una panoramica su quanto alcuni argomenti trattati nel libro siano ancora attuali. Il volume si articola in sette capitoli che toccano temi chiave della gestione alberghiera: dal cambio di mentalità necessario per affrontare un settore in continua evoluzione, all’uso consapevole della tecnologia e delle API, fino alle strategie di distribuzione e pricing.
Edoardo e Marco affrontano il tema dell’AI washing, ovvero l’abuso del termine intelligenza artificiale da parte di molte software house, spesso spinte più da esigenze di marketing che da reali innovazioni tecnologiche.Negli ultimi anni l’AI è diventata una parola magica che apre budget e opportunità, soprattutto dopo la diffusione di ChatGPT nel 2023. Tuttavia, l’etichetta “powered by AI” viene spesso applicata a prodotti che in realtà non hanno nulla di realmente intelligente, generando aspettative irrealistiche negli utenti.