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Modem
RSI - Radiotelevisione svizzera
100 episodes
2 days ago

Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta.

Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne.

Modem offre regolarmente anche delle rubriche.

  • Modem Evento: una serata-dibattito e di incontro con il pubblico.

  • Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi.

  • Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite.

Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

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Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta.

Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne.

Modem offre regolarmente anche delle rubriche.

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  • Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi.

  • Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite.

Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

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Episodes (20/100)
Modem
La Nazione in lutto

La Svizzera si prepara alla giornata di lutto nazionale di domani, voluta dal Governo vallesano e decretata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin. Una giornata di raccoglimento, in memoria delle vittime dell’incendio e dedicata a tutte le persone colpite dalla tragedia di Crans-Montana a cui prenderanno parte diverse personalità nazionali e internazionali. La cerimonia si terrà a Martigny presenti il Consiglio di Stato del Vallese, il presidente della Confederazione e altri consiglieri federali. Sono inoltre invitati i capi di Stato e Governo di 37 paesi.

Il paese è invitato a fermarsi alle 14 per un minuto di silenzio in segno di cordoglio. Alla stessa ora tutte le campane della Svizzera suoneranno e pochi minuti prima i macchinisti azioneranno le sirene dei treni. E ci saranno anche altri momenti di commemorazione in diversi comuni, città, nelle scuole di vari Cantoni.

In questi giorni oltre al peso della tragedia si sono fatte pesanti anche le parole, quelle dell’opinione pubblica, della politica, di chi chiede venga fatta giustizia e venga fatta in fretta. Parole a volte anche taglienti nei confronti di un paese, la Svizzera, forse vista come “troppo perfetta” perché una tragedia del genere potesse accadere dentro i suoi confini. Parole e rabbia che sono frutto forse anche un tentativo di elaborare il trauma collettivo, di spiegare a noi stessi la tragedia.

Ne parleremo a Modem con

Gian Lorenzo Cornado, Ambasciatore italiano in Svizzera
Roberto Balzaretti, Ambasciatore svizzero in Italia
Angela Andolfo Filippini, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicotraumatologia

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3 days ago
30 minutes 9 seconds

Modem
Il futuro del Venezuela e le tensioni internazionali

Nicolas Maduro agli arresti; e ora? L’incursione militare statunitense di sabato scorso in Venezuela con la cattura del presidente dittatore del paese sudamericano hanno sollevato numerosi interrogativi sul futuro del Venezuela e sui rischi di un’instabilità politica che potrebbe contaminare altri paesi; sulle intenzioni di Washington nei confronti di altri paesi latinoamericani, ma anche e forse soprattutto nei confronti della Groenlandia, con le eventuali conseguenze che queste avrebbero nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa; sul futuro del diritto internazionale e di un ordine mondiale in cui il multilateralismo sembra sempre più lontano, sostituito da una diplomazia fondata sull’uso della forza; sul grado di accettazione, negli Stati Uniti, di una politica estera aggressiva apparentemente poco in sintonia con ciò che si era inizialmente compreso della dottrina Maga (Make America Great Again) che sorregge il successo di Donald Trump.

Ne discutiamo con:

·        Mattia Diletti, professore di sociologia dei fenomeni politici, Università Sapienza Roma

·        Emiliano Guanella, giornalista e analista, Brasile

·        Micaela Frulli, ordinaria di diritto internazionale, Università Firenze

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4 days ago
29 minutes 37 seconds

Modem
Crans-Montana: le responsabilità

Il 2026 è iniziato con il terribile incendio di Crans-Montana. Sei giorni dopo quel rogo, che ha causato 40 morti e 116 feriti, il Comune di questa stazione turistica vallesana ha ammesso di non aver condotto i necessari controlli di sicurezza nel locale “Le Costellation”, ora distrutto dalle fiamme. Nessun controllo tra il 2020 e il 2025 ma anche nessuna risposta per spiegare i motivi di queste lacune nelle verifiche legate alla sicurezza di quegli spazi.
Un’ammissione decisamente sconcertante che ha moltiplicato le voci di chi chiede le dimissioni del municipio di Crans-Montana. La risposta del sindaco, Nicolas Féraud, va in senso opposto “Non si lascia una nave nel bel mezzo di una tempesta”.
L’inchiesta della procura vallesana è in corso e dovrà chiarire anche le responsabilità del comune vallesano. Un’inchiesta che si annuncia lunga e complicata, per una procura che proprio qualche settimana fa era stata definita “sottodotata” dal consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento della sicurezza nel canton Vallese.

Le falle nei controlli e le misure anti-incendio dei locali pubblici, l’inchiesta in corso e i tanti risvolti giudiziari di questa tragedia. Argomenti e interrogativi che discuteremo con:

- Filippo Lombardi, municipale di Lugano, responsabile del settore “Edilizia privata”
- Simone Gianini, consigliere nazionale e ex municipale di Bellinzona
- Demetra Giovanettina, avvocata penalista
- Aron Guidotti, corrispondente RSI in Romandia

Nella seconda parte, a partire dalle 9:10, l’accento viene posto sulla sfida sanitaria di questo dramma con, in collegamento dal CHUV di Losanna:
- Yves Harder primario di dermatologia e capo del servizio di chirurgia plastica ricostruttiva

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5 days ago
52 minutes 54 seconds

Modem
Un incontro con Fabio Andina

Per l’ultima puntata di Modem del 2025 non vi proporremo, come facciamo abitualmente, un dibattito su un tema di attualità ma di andare a conoscere meglio uno scrittore di casa nostra, che quest’anno ha vinto il Premio svizzero di letteratura, con il romanzo “Sedici mesi”.

A tu per tu dunque con Fabio Andina, per parlare del mestiere di scrittore, del suo rapporto con il pubblico, anche quello che legge i suoi libri tradotti in tedesco, francese e pure spagnolo. E per addentraci nelle pagine di “Sedici mesi”, una storia di famiglia che ci riporta alla Seconda guerra mondiale e che ruota attorno al nonno di Andina, Giuseppe, arrestato e poi deportato nel campo di concentramento di Mauthausen per aver aiutato ebrei, disertori e altri fuggiaschi a scappare in Svizzera da Ponte Cremenaga, lungo il fiume Tresa. Il romanzo ci parla anche della nonna, Concetta, che vive il dramma della deportazione del marito e la lunga attesa prima del suo rientro a casa. Un’assenza dalla famiglia che si è protratta per sedici mesi, da qui il titolo del libro.

Con l’autore parleremo infine anche del suo essere sbocciato all’improvviso come scrittore, quando ormai aveva superato i 40 anni, anche per capire cosa vuol dire adesso dover confermare il successo avuto in questi ultimi anni.

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2 weeks ago
30 minutes 6 seconds

Modem
Ucraina, il quarto inverno di guerra

All’inizio del 2025, dopo la Conferenza di Monaco sulla sicurezza, a livello europeo c’era la sensazione che questo sarebbe stato l’anno della pace. E invece siamo al quarto inverno di guerra con i bombardamenti che proseguono da una parte e dall’altra. Intanto si cerca di risolvere il conflitto anche diplomaticamente. Lo si è fatto ancora nel fine settimana, con i negoziati che si sono tenuti in Florida, a Miami, trattative precedute da un Consiglio europeo, che ha confermato il suo sostegno economico all’Ucraina.  

A che punto è la guerra tra Russia e Ucraina? Stanno davvero avanzando i negoziati sul piano di pace? E poi come sta l’Unione Europea che è sempre convinta che sia necessario continuare ad aiutare Kiev, ma a che prezzo? Sono le domande che si affrontano in questa puntata con tre due ospiti 


Nona Mikhelidze, Analista e responsabile di ricerca presso l’Istituto Affari Internazionali  

Antonio Missiroli, professore di Sicurezza europea a Sciences Po a Parigi, già assistente del Segretario generale della NATO  

David Carretta, corrispondente a Bruxelles di Radio radicale e autore del Mattinale europeo, una newsletter sull’attualità dell’Unione europea 

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3 weeks ago
31 minutes 1 second

Modem
Orme (di) giganti

Sono impronte lasciate 210 milioni di anni fa, presumibilmente da grandi dinosauri erbivori, antenati di brontosauri e simili. Formano piste lunghe centinaia di metri su pareti di dolomia oggi quasi verticali in un’area impervia delle Alpi in Valtellina. Il loro stato di conservazione è considerato eccezionale. La loro scoperta, lo scorso settembre, è stata annunciata martedì. Per il paleontologo Cristiano Dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano, è il “più grande sito del genere nelle Alpi e uno dei più ricchi al mondo”. Ora richiederà anni di studio.

Con quali prospettive? Che cosa sappiamo della presenza di dinosauri milioni di anni fa nelle nostre regioni? E come ci informano questi studi sull’evoluzione della vita e sul mondo? Ne discutiamo con:

Cristiano dal Sasso, paleontologo, Museo di Storia naturale Milano
Fabio Petti, paleontologo, Museo delle Scienze di Trento; esperto di impronte fossili
Fabrizio Berra, geologo, Università degli studi Milano
Luca Zulliger, direttore museo dei fossili Monte San Giorgio

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3 weeks ago
31 minutes 9 seconds

Modem
Merci su rotaia, brusca frenata

I dati non lasciano spazio a dubbi: l’obiettivo di trasferire sempre di più il traffico merci dalla strada alla rotaia rimane ben lontano, non solo dalle aspettative ma anche da quanto stabilito dalle leggi e dalla Costituzione. L’ultimo rapporto sul tema, dello scorso mese di novembre, indica che nel 2024 il traffico merci ferroviario ha subito una contrazione del 2,6% rispetto al 2022, con un calo ulteriore previsto per l’anno in corso. A ciò si aggiunge il fatto che il numero di autocarri in transito è tornato a crescere e ora si avvicina al milione, nel 2024 erano 960mila i passaggi registrati attraverso le nostre Alpi.

Un argomento al centro del dibattito con cui il Consiglio nazionale si occuperà tra oggi e domani di riaggiornare la tassa sul traffico pesante a carico di ogni autocarro in transito. Una tassa che dal 2029 verrà applicata per la prima volta, e in una versione “light”, anche ai camion elettrici.

Problemi e possibili soluzioni che discuteremo con:

·        Simone Gianini, consigliere nazionale PLR/TI

·        Bruno Storni, consigliere nazionale PS/TI

·        Nara Valsangiacomo, presidente di Pro Alps

·        Paolo Vismara, vice-presidente di Astag-Ticino

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3 weeks ago
31 minutes 11 seconds

Modem
Finanze federali, calma prima della tempesta

Finanze della Confederazione gestibili per il 2026, anche grazie a un tesoretto di quasi 300 milioni di franchi arrivato dal Canton Ginevra. Le nubi sui conti sono però attese dal 2027 con il previsto aumento delle spese militari e delle uscite per l’AVS, che dal prossimo anno comincerà a versare una tredicesima rendita. Per questo a Berna si comincia a discutere del pacchetto di sgravio presentato dal Consiglio Federale che prevede risparmi e nuove entrate per 2.4 miliardi di franchi nel 2027 e tre miliardi nel 2028 e nel 2029. Un programma che nelle intenzioni del governo peserà per la metà sui cantoni ma che in parlamento avrà vita difficile.

A Modem ne discutiamo con:

Alex Farinelli, consigliere nazionale ticinese del partito liberale radicale
Carlo Sommaruga, consigliere agli Stati ginevrino del partito socialista

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3 weeks ago
30 minutes 2 seconds

Modem
Tram-treno: prossima fermata Bellinzona

La Rete tram-treno del Luganese - nella stima del 2024 - doveva costare 490 milioni di franchi, ma secondo i calcoli aggiornati, dopo vari adattamenti, supererà i 760 milioni. Il Consiglio di Stato chiede quindi al Parlamento un credito supplementare di 87,39 milioni (la quota in più a carico del Cantone) e un’autorizzazione di spesa di oltre 262 milioni per la realizzazione della prima tappa dell’opera.

Ma pochi giorni dal voto in Gran Consiglio sul finanziamento aggiornato, il progetto rischia l’ennesima battuta d’arresto. A farlo traballare, una fuga di notizie e nuovi dubbi sulle capacità del tram-treno di assorbire i flussi di passeggeri nelle ore di punta. Le Ferrovie Luganesi chiedono nuove verifiche. Le previsioni sarebbero state calcolate male? Il Dipartimento del territorio assicura di no ed è quello che spiegherà alla Commissione della gestione del Gran Consiglio. L’UDC chiede un rinvio del voto e minaccia addirittura il referendum obbligatorio. In molti, intanto, manifestano perplessità per questo inciampo sul filo di lana che mette a ri-schio un’opera considerata di rilevanza cantonale e nella quale la Confederazione si è detta disposta a metterci quasi mezzo mi-liardo di franchi.

Che cosa sta succedendo? Ne discutiamo con

Fiorenzo Dadò, gran consigliere Centro, co-relatore rapporto Commissione gestione 

Filippo Lombardi, capo dicastero Sviluppo territoriale Lugano, membro Cda Flp (Ferrovia Lugano - Ponte Tresa), presidente Commissione regionale dei trasporti del Luganese 

Carlo Lepori, presidente Cittadini per il territorio del Luganese (ex gran consigliere PS) 

Alberto Del Col, direttore RTTL SA

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3 weeks ago
31 minutes 2 seconds

Modem
Le ricette per i conti dello Stato

Un Preventivo che presenta un deficit di 97 milioni e che non piace a nessuno. Tant’è che sul tavolo del Gran Consiglio, che inizierà la discussione domani, ci sono tre rapporti (erano quattro, inizialmente). Quello di maggioranza - firmato da PLR e Centro – è l’unico che approva, anche se a denti stretti, quasi integralmente la proposta governativa. Quello di minoranza proposto da Ps e Verdi, chiede invece un’inversione di tendenza, abolisce molte voci di riduzione della spesa, aumenta le entrate e conta sugli utili della Banca Nazionale, che quest’anno dovrebbero essere sostanziosi. C’è poi quello targato Lega e uno Udc, che in sostanza rimanda il dossier al Governo, chiedendo di proporre entro 60 giorni un Preventivo che chiuda in pareggio, agendo solo e unicamente sulla spesa.

Rapporti completamente diversi quindi gli uni dagli altri, a dimostrazione che nemmeno stavolta si è arrivati a trovare una convergenza sui conti dello Stato e che non esiste – al momento – una maggioranza garantita a favore di uno dei tre rapporti. Insomma, si potrebbe finire – e non sarebbe la prima volta – a dover tornare ad occuparsi del Preventivo a gennaio o febbraio…

Ne parliamo con:

MATTEO QUADRANTI, capogruppo del PLR, co-relatore del rapporto di maggioranza

MAURIZIO AGUSTONI, capogruppo del Centro co-relatore del rapporto di maggioranza

IVO DURISCH, capogruppo del PS, relatore del primo rapporto di minoranza

MICHELE GUERRA, deputato della Lega, relatore del terzo rapporto di minoranza

(Il secondo – dell’Udc – è stato ritirato e il gruppo democentrista ha aderito al rapporto a firma Lega)

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4 weeks ago
30 minutes 21 seconds

Modem
La mafia e i suoi influencer

Le organizzazioni mafiose non si muovono solo nell’omertà, hanno anche bisogno di mostrare il loro potere e di fare sentire la propria presenza. In questa epoca sempre più segnata dalla digitalizzazione le mafie si stanno perfezionando anche nell’utilizzo dei social media, per veicolare i loro messaggi ma anche per reclutare nuove forze. Lo fanno ostentando successi, ricchezza e vite in cui non manca mai nulla: auto di lusso, armi dorate, vacanze apparentemente da sogno e abbigliamenti all’ultimo grido. Un mondo a metà strada tra sopraffazione e intrattenimento che può anche affascinare, in particolare i giovani, e dar vita ad una sorta di mondo parallelo che gli esperti chiamano “mafiosfera”, in cui si muovono nuovi tipi di utenti, i cosiddetti “mafiofili”, non affiliati alla criminalità organizzata ma “followers”, simpatizzanti spesso ignari di avere virtualmente a che fare con un mafioso. Un uso dei social media che interpella le grandi piattaforme online ma pure le forze dell’ordine, chiamate a seguire le tracce delle mafie anche nel flusso caotico dei social media. E a sviluppare nuove competenze digitali.

Un fenomeno che riguarda anche il nostro Paese. Ne parlano:

·        Marcello Ravveduto, docente di Digital Public History all’Università di Salerno e autore di un recente studio in materia

·        Enzo Ciconte, professore di Storia delle mafie italiane all’Università di Pavia

·        Francesco Lepori, giornalista RSI e responsabile operativo dell’Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata

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1 month ago
30 minutes 31 seconds

Modem
Chi comprerà la Warner Bros?

C’era una volta il West... e forse oggi è ancora di più Far West se guardiamo a quel che sta accadendo negli Stati Uniti attorno alla vendita della Warner Bros, storica casa di produzione e distribuzione cinematografica e televisiva che nel suo catalogo conta successi senza tempo come Il Mago di Oz, Casablanca, l’universo DC Comics, Harry Potter, Il Signore degli Anelli e molte tra le più acclamate serie Tv.  

Far West fatto di offerte e controfferte per l’acquisizione che ha tenuto banco negli scorsi mesi e che due giorni fa ha registrato un nuovo colpo di scena. Se venerdì scorso era stata annunciata l’acquisizione della Warner Bros Discovery (questa la dicitura completa) da parte di Netflix – il colosso dello streaming - per oltre 80 miliardi di dollari, lunedì si è rifatta sotto Paramount, altra azienda multimediale statunitense, con un’offerta cosiddetta ostile che raggiunge i 108 miliardi. 

Che succede dunque al mondo dei media statunitensi? E perché è interessante guardarvi dall’Europa? Cosa potrebbe cambiare questa ennesima fusione per il panorama mediatico, per la produzione e la distribuzione cinematografica e non da ultimo per i consumatori?  

Ne parliamo con:

·        Cristiano Valli, collaboratore RSI basato in California

·        Alessandro Bertoglio, esperto di cinema della redazione culturale RSI

·        Benedetta Prario, docente di Economia dei media all’Usi di Lugano

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1 month ago
29 minutes 40 seconds

Modem
La lunga vita delle FM

Dopo il Consiglio Nazionale in settembre, ieri anche il Consiglio degli Stati ha approvato una mozione che chiede di rinviare la disattivazione delle FM (con 21 voti contro 18 e 5 astenuti). Dallo spegnimento dell’FM da parte della SSR è risultata una diminuzione dell’audience di circa il 15%, hanno ricordato i sostenitori della mozione. Per le radio private avrebbe conseguenze economiche ancora più pesanti: a differenza della SSR, che si finanzia soprattutto tramite il canone, le emittenti private dipendono dalla pubblicità locale e regionale. Per loro, anche un calo parziale dell’ascolto si traduce subito in minori entrate pubblicitarie, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’azienda. 

Nel suo intervento, il Consigliere federale Albert Rösti ha ricordato che lo spegnimento delle frequenze FM non è stato imposto dallo Stato, ma deciso già nel 2014 dalle stesse associazioni radiofoniche, inclusa la SSR. Per la transizione al DAB+ sono stati stanziati circa 84 milioni di franchi in fondi per l’innovazione, e dal 2017 la disattivazione è stata sancita anche a livello legale. Il mantenimento dell’infrastruttura analogica costa ogni anno diversi milioni di franchi, soldi prelevati dal canone.

Il passo indietro della politica è abbastanza clamoroso. Fa contenti e scontenti, anche nel settore privato. E soprattutto ora si attende di capire come reagirà la SSR.

Ne discuteremo con:  

Lorenzo Quadri, il Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, favorevole a un prolungamento delle trasmissioni FM 

Martin Candinas, il Consigliere nazionale del Centro, favorevole invece a un loro spegnimento 

Alessandro Colombi, Ceo del gruppo Corriere del Ticino, che in Ticino possiede Radio 3i e ha una partecipazione in Radio Ticino, le due radio private che nel Cantone diffondono ancora su onde ultracorte.  

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1 month ago
30 minutes 24 seconds

Modem
2025, l’anno dei dazi

Quella appena iniziata è la settimana in cui l’Assemblea federale elegge il presidente della Confederazione per il 2026. E’ una carica che i membri del Governo assumono a turno e l’anno prossimo toccherà di nuovo a Guy Parmelin. Il capo del Dipartimento dell’economia riceverà il testimone da Karin Keller-Sutter. Modem dedica la puntata odierna a un bilancio dell’anno di presidenza della consigliera federale responsabile delle Finanze, un 2025 segnato in particolare dalla politica dei dazi del presidente statunitense Donald Trump. Come ne è uscita Karin Keller-Sutter? Indebolita? E la Svizzera (che sui dazi al 15% non ha ancora un accordo con gli Stati Uniti, ha una dichiarazione d’intenti, ottenuta con modalità e a condizioni che fanno discutere)?
Ne parleremo con:
Anna Giacometti, consigliera nazionale PLR
Greta Gysin, consigliera nazionale Verdi
Piero Marchesi, consigliere nazionale UDC
Fabio Regazzi, consigliere agli Stati del Centro

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1 month ago
31 minutes 20 seconds

Modem
Il telefonino, i social e la scuola

L’uso di telefonini connessi a internet, gli smartphone, si diffonde sempre più fra i giovani. E la politica si interessa sempre più di quanto i giovani fanno e possono fare nel mondo digitale. A livello ticinese sono appena state consegnate le firme per l’iniziativa popolare che mira a vietare di portare a scuola dispositivi connessi, a cominciare dagli smartphone.

Intanto in Australia entrerà in vigore a giorni il divieto di usare i social media per i minori di 16 anni.

Una discussione che contrappone chi chiede di proteggere la gioventù grazie ai divieti e chi ritiene che la soluzione migliore sia puntare su prevenzione e educazione, anche a scuola. Senza dimenticare che la scuola è solo uno degli ambiti chiamati in causa. Altrettanto importanti sono i ruoli della società, dell’economia e delle famiglie.

A Modem intervengono sul tema:

Rosalba Morese, Rosalba Morese, ricercatrice e docente in psicologia e neuroscienze sociali all’USI
Giorgio Fonio, Consigliere Nazionale ticinese del Centro e fra i promotori dell’iniziativa “Smartphone: a scuola no!”
Ilario Lodi, direttore di Pro Juventute Ticino

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1 month ago
30 minutes 7 seconds

Modem
Fifa, Trump e il calcio

Il 5 dicembre segna di fatto il calcio d’inizio della prossima Coppa del mondo di calcio, che si giocherà la prossima estate negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Nel giorno in cui si conoscerà la composizione dei gironi di questo torneo, Modem prende - è il caso di dirlo - la palla al balzo per discutere di calcio, soldi e politica. Cosa rappresenterà questa Coppa del Mondo per l’America di Donald Trump? Che cosa dire delle curiose amicizie che il presidente della Fifa Gianni Infantino sviluppa con il potere politico dei paesi che accolgono i “suoi” Mondiali? Come guardare alle trasformazioni in corso nel mondo del calcio, sport forse mai tanto popolare e universale quanto oggi, ma il cui modello di business è considerato da molti sempre meno sostenibile? E quale spettacolo offrirà questa prima Coppa del Mondo a 48 squadre? Ne discuteremo con:

Nicola Sbetti, storico dello sport all’Università di Bologna (quicklink o telefono)

Stefano Marelli, respoonsabile della redazione sportiva de La Regione (quicklink o telefono)

Gianluca Pusterla, giornalista sportivo RSI, inviato al seguito della Nazionale svizzera (studio)

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1 month ago
31 minutes 18 seconds

Modem
Più vacanze agli apprendisti

Un tema tornato di stretta attualità, ma che forse non ha mai smesso di far discutere: bisognerebbe concedere più vacanze agli apprendisti svizzeri, soprattutto ai giovanissimi che dalla scuola dell’obbligo vengono catapultati nel mondo del lavoro?
Se ne parla al Consiglio degli Stati, su spinta di una mozione, che chiede di portare da 5 a 6 le settimane di vacanza per gli apprendisti sotto i 20 anni. Ma una petizione all’indirizzo del Consiglio federale, corredata da oltre 176mila firme, di settimane di vacanza ne chiede fino a 8...
Un aumento delle vacanze che dovrebbe, agli occhi di chi difende questa proposta, anche garantire l’attrattività dell’apprendistato e rafforzare il sistema formativo duale. Non si può infatti dimenticare che se al liceo sono circa 13, per chi inizia un tirocinio si parla di 5!
Ma basta qualche settimana di vacanza in più per migliorare le condizioni di lavoro degli apprendisti? E una o più settimane di vacanze supplementari, quanto pesano sulle aziende che formano questi ragazzi? Riducendo il tempo di lavoro dei giovani in tirocinio, non si rischia di perdere per strada qualche azienda formatrice?

Ne discutiamo con:

Flavia Wasserfallen, consigliera agli Stati del Canton Berna per il partito socialista, autrice della mozione
Alex Farinelli, consigliere nazionale PLR e vicedirettore della Società svizzera impresari Costruttori sezione Ticino

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1 month ago
30 minutes 24 seconds

Modem
Tra responsabilità etica e interessi economici

Si andrà con ogni probabilità in votazione popolare per dare seguito all’allentamento sull’esportazione delle armi a fabbricazione svizzera. Anche se non era il tema del dibattito, in Parlamento sono chiaramente risuonate due visioni contrapposte sulla questione di fondo: vogliamo che la Svizzera continui a produrre e ad esportare armi, oppure no?

Alla base delle discussioni su quali e quanti paletti debbano essere posti all’export e ri-export di armi, ci sono infatti due visioni: la prima che ritiene fondamentalmente difficilmente compatibile con la Svizzera umanitaria e neutrale il fatto di esportare armi in Paese nei quali queste armi serviranno ad uccidere, la seconda che ritiene invece che, soprattutto nel contesto globale attuale, la Svizzera abbia bisogno di un’industria di armamenti forte e al passo con i tempi, e questo è possibile solo esportando 

La legge svizzera sul materiale bellico è dunque un gioco di equilibrio tra responsabilità etica e interessi economici e, soprattutto, di politica di sicurezza. 

Ne parliamo a Modem con

Greta Gysin, consigliera nazionale dei Verdi

Mauro Poggia, consigliere agli Stati ginevrino del Mouvement des Citoyens (gruppo UDC)

 

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1 month ago
30 minutes 26 seconds

Modem
Ancora più armamenti

La difesa, un settore che al momento non conosce crisi. La situazione geopolitica, soprattutto in Europa ma pure in Asia, spinge al rialzo le spese militari dei governi. Ad approfittarne sono sicuramente i 100 maggiori produttori di armi, che secondo le cifre pubblicate ieri dal SIPRI, l’istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace, hanno visto il fatturato salire di quasi il 6% a 679 miliardi di dollari nel 2024. Mercato delle armi dominato da alcuni paesi. Sono nettamente in testa alla classifica gli Stati Uniti che sfiorano la metà del totale con il 49%, mentre seguono staccati Cina 13%, Regno Unito 8%, Russia 5% e Francia 4%.

Delle particolarità del settore della difesa e delle trappole che possono scattare a causa del riarmo parleranno a Modem:

Luca Baccelli, professore ordinario di filosofia del diritto all’Università di Camerino

Pietro Batacchi, direttore Rivista Italiana Difesa

Lorenzo Scarazzato, ricercatore SIPRI e fra gli autori del rapporto sui maggiori produttori di armi

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1 month ago
30 minutes 37 seconds

Modem
Zelensky e il guaio della corruzione

È uno scandalo che ha raggiunto il cuore del potere ucraino quello che ruota attorno ad un’indagine nel settore energetico, con sospetti di corruzione per una cifra totale che si avvicina ai cento milioni di euro. Questo almeno quello che ritengono le due agenzie anti-corruzione del Paese, che nei giorni scorsi hanno perquisito l’abitazione e l’ufficio di Andrij Yermak, l’uomo più vicino e fidato del presidente Zelensky. Tanto vicino da essere considerato una sorta di vice-presidente, una pedina onnipresente che lo stesso Zelensky ha giocato anche sul tavolo dei negoziati in corso per raggiungere perlomeno una tregua nella guerra scatenata dalla Russia ormai da quasi quattro anni. Yermak non ha potuto far altro che rassegnare le dimissioni, per il presidente era diventata una presenza troppo ingombrante. Ora in Ucraina si apre una nuova fase, con l’opposizione che chiede a gran voce un governo di unità nazionale e con le truppe al fronte sempre più in difficoltà. Lo scandalo della corruzione mette in cattiva luce l’Ucraina anche agli occhi degli alleati europei. C’è però anche un risvolto positivo: i casi di corruzione sono emersi grazie a lavoro di due agenzie dello stato. Ciò significa che la lotta contro questo fenomeno può portare pure a risultati significativi, e questo anche in Ucraina. Ne discutiamo con:
Davide Maria De Luca, collaboratore RSI dall’Ucraina
Simone Bellezza, professore di storia contemporanea all’Università del Piemonte orientale, esperto di Ucraina e di Europa orientale
Jean Patrick Villeneuve, docente all’Usi di Lugano e direttore del Gruppo di ricerca sull’integrità pubblica

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1 month ago
30 minutes 52 seconds

Modem

Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta.

Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne.

Modem offre regolarmente anche delle rubriche.

  • Modem Evento: una serata-dibattito e di incontro con il pubblico.

  • Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi.

  • Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite.

Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.