Ci sono tantissime cose che non tornano nell’attacco statunitense alla petroliera battente bandiera russa avvenuto ieri, in acque internazionali.
Secondo diversi analisti stiamo parlando della più grave crisi diretta tra Russia e Stati uniti da Berlino 1961 e dalla crisi missilistica di Cuba.
E quindi diventa difficile pensare che due superpotenze rischino di far scoppiare una guerra e mobilitino sottomarini nucleari per un’imbarcazione arrugginita e, a quanto affermato ufficialmente, vuota.
Per questo, c’è già chi come Osint Intuite parla di un presunto carico segreto che la petroliera "marinera" avrebbe trasportato.
Non petrolio.
Ma armi, tecnologie, o uomini, sui quali gli Stati Uniti volevano mettere le mani.
Negli scorsi giorni poi sono arrivate notizie di bombardamenti russi su aziende americane in Ucraina e di nuove sanzioni che il regime di Washington sarebbe pronto a mettere su Mosca.
E se ci metti dentro anche l’attacco ad un alleato russo come il Venezuela, tutto fa pensare non solo che i rapporti tra Trump e Putin potrebbero essersi definitivamente rotti, ma che e la terza guerra mondiale a pezzi sembra essere davvero passata al livello successivo.
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"Italiani pezzi di merda".
È questo che avranno pensato i venezuelani che hanno letto l’imbarazzante nota della Meloni a commento del terrorismo statunitense nel loro paese.
E non solo loro.
Perché nessuno sul pianeta terra al di fuori forse di Netanyahu e Milei si è spinto a tanto per legittimare “l’operazione difensiva di Trump” contro Caracas, per citare le imbarazzanti parole di Palazzo Chigi.
Nemmeno lo stesso Trump, che come sapete ha parlato senza troppi fronzoli di missione di conquista dei pozzi petroliferi venezuelani.
Poveri noi...Siamo arrivati al punto che persino la nostalgicissima Marine le Pen ci ha dato una lezione di diritto internazionale e anti-imperialismo smarcandosi dal terrorismo USA.
E la tragedia diventa farsa quando ci spostiamo sul dossier Groenlandia, sulla quale Trump in questi giorni è tornato a puntare i propri appetiti colonialisti dichiarando che la regione, con le buone e con le cattive, passerà all’amministrazione americana.
La UE adesso invoca la l'inviolabile sovranità danese e il "diritto internazionale" a difesa dell'isola (sic).
Ma non appena Trump passerà ai fatti si riallineeranno come sempre?
Buono Spuntino!
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Forrest Trump inaugura l’anno col botto, promettendo un 2026 di tarantelle e colpi di scena
ma l’operazione terroristica Absolute Resolve che ha portato al sequestro illegale di un capo di stato, è più una dimostrazione di forza, o di debolezza?
dopo l’operazione militare, Trump sembra aver scaricato malamente peCorina Machado, che a quanto pare sta simpatica solo a Saviano e alla Boldrini. Volevano fare un regime change e hanno fallito? oppure il piano è sempre stato semplicemente di provare a imporre al legittimo governo venezuelano determinate condizioni, in particolare per quanto riguarda concessioni petrolifere, terre rare e rapporti con altre potenze ostili?
e ancora: l’operazione militare è stato uno spettacolare spot per ribadire il primato militare USA, oppure una patetica rappresentazione teatrale imbastita con la collaborazione di pezzi di establishment venezuelano pronti a sacrificare il capo per salvarsi le chiappe?
e infine: questo atto di forza spingerà la Cina a cambiare strategia e a riconoscere che al bullismo yankee si deve rispondere con le maniere forti, aumentando il sostegno politico e militare agli alleati, oppure Pechino lo leggerà come un ulteriore dimostrazione di debolezza, e continuerà a stare sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere dell’Impero USA?
sono tutte domande molto complesse, che per trovare una risposta esaustiva richiederanno tempo
nel frattempo però per chiarirci le idee ne abbiamo parlato con l’analista militare preferito dal popolo del web: il sempre lucidissimo e impeccabile Gianandrea Gaiani, gionralista, saggista e direttore di analisi difesa
BUONA VISIONE
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Il nome Checco Zalone deriva dall’espressione dialettale barese “Che cozzalone”. Cozzalone significa “tamarro”, “ignorante”.
Ma prima di approfondire, una notizia importante: vi sembrerà strano ma anche se ho deciso di fare una puntata su Zalone i suoi film li ho visti tutti. Anche l’ultimo: "Buen Camino"!
Seconda notizia: nel momento in cui scrivo e registro la puntata su Checco Zalone, il suo film, il sesto, ha incassato quasi 35 milioni in meno di una settimana. Tra i film italiani che hanno incassato di più nel 2025 ci sono "La vita va così" di Riccardo Milani: 7 milioni. E "Io sono la fine del mondo", di Angelo duro: 3 milioni. L’ultimo Moretti, "Il sol dell’avvenire", 4 milioni.
Terza notizia: la sinistra, rappresentata da un fine intellettuale dei nostri giorni, Lorenzo Tosa, ha affermato che i film di Zalone prendono in giro quei boccaloni, ignoranti, razzisti, omofobi, truffaldini, cialtroni, pigri e bugiardi degli elettori corteggiati dalle destre.
Quarta notizia: la destra ha detto che Zalone “esprime in pieno la filosofia positiva, generosa, anticomunista, moderata, serena di Berlusconi e Forza Italia”.
E chi non vede il video interNO ASPE’! È appena arrivata una quinta notizia: da Cazzullo, Zalone ha dichiarato di aver votato, negli anni: prima Berlusconi, poi Renzi, poi il PD.
Perciò, ecco la verità: Zalone ha iniziato a votare a destra e si è spostato sempre più a destra.
E chi non ascolta questa nuova puntata di Desaparecinema per intero è un cozzalone
Odifreddi VERSUS Parenzo.. Spesso al professore di matematica più famoso d’Italia capita di subire delle vere proprie imboscate nei programmi del Mainstream. E sicuramente lo avrete visto anche voi qualche volta a LaSette provare inutilmente a fare dei pacati ragionamenti...Ad esempio su come si poteva evitare di far morire un milione di essere umani in Ucraina o di far collaborare attivamente il nostro governo all'ennesimo genocidio. Inutilmente, dicevamo. Perché una delle armi usate dai cani da guardia delle elitè euro-atlantiche contro chi sa argomentare e rischia di mostrare che "il re è nudo", è quello di interromperlo continuamente o buttarla clamorosamente in caciara con affermazioni deliranti o puri no-sense. Ma parenzi a parte, in questa splendida intervista con il prof che vi proponiamo come regalino per il primo dell’anno, abbiamo affrontato una questione che inevitabilmente a noi di Ottolina tv ci sta particolarmente a cuore: cioè quella della funzione sociale dei giornalisti e degli intellettuali asserviti che popolano la nostra "grande informazione". Come ci ha confermato anche Odifreddi, sbarazzarci di loro, prima ancora che dei politici che rappresentano, è oggi come non mai una questione di guerra o di pace, di vita o di morte... e proprio per questo OttolinaTv è nata e ha bisogno del tuo aiuto per costruire un vero e proprio media libero e indipendente che torni a fare veramente informazione in questo paese
Ma i negoziati per mettere fine alla guerra in Ucraina sono una gigantesca presa per il culo?
Come in un disco di Ligabue, per la seicentotrentaseiesima volta nell’arco di pochi mesi, anche a questo giro, è riandata in scena esattamente la stessa musica, con giusto qualche variazioncina di nessun peso
A questo giro la variazione più scioccante è che per la prima volta su Repubblica, prima di dare per certa una notizia, hanno chiesto delle prove: “niente foto e tracce radar deboli”, sottolineano, “mancano le prove dell’attacco ucraino”“e i numeri della Difesa sono diversi da quelli degli Esteri”
Ooh, finalmente un po’ di sano spirito critico
Esattamente quello che mancava quando parlavano di chip delle lavatrici, di bagni rinvigorenti col sangue di corno di cervo e di atti di cannibalismo tra soldati russi alla deriva
Avranno approfittato delle feste natalizie per fare un corso di giornalismo?
ne abbiamo parlato con il nostro sosia di miniyoda preferito: il leggendario, l’ineguagliabile Generale Fabio Mini
La Vendetta è un piatto che va servito freddo
E nessuno lo sa meglio della Meloni e dei criminali di Tel Aviv
Durante le settimane che hanno segnato l’apice della mobilitazione in Italia al fianco del popolo palestinese, il governo ha accuratamente evitato di gettare benzina sul fuoco
Ma, incredibile ma vero, non si trattava di rispetto del pluralismo, ma di un lucido calcolo dei rapporti di forza
Fino a quando quel movimento non si è indebolito, e i rapporti di forza sono cambiati
D’altronde, senza un’adeguata organizzazione politica, succede
A quel punto, la controffensiva era solo questione di tempo
Per organizzarla come si deve, lo Stato italiano si è fatto assistere passo dopo passo dagli autori del genocidio e dalle loro lobby
Fino alla resa dei conti
ed ecco così che sabato è andata in scena quella che il governo spera sia la condanna a morte definitiva del movimento Propal in Italia
Il giornalista indipendente Lorenzo D’Agostino ha passato il week end a leggersi le 300 pagine che hanno accompagnato l’arresto di Hannoun e di altri 8 attivisti propal e, strano ma vero, dentro c’ha trovato poco o niente in grado di portare a una condanna. Ma tanta tanta fuffa made in Israel, e tanta volontà di mandare un messaggio politico chiaro a chi sta pensando a come riattizzare la fiamma che nei mesi scorsi ha portato in strada milioni di persone
Lo abbiamo intervistato per voi
non è il caso di farsi troppe illusioni
le élite euroatlantiche sono state scosse da Terremoto Trump e dalla sua scarsa conoscenza del Galateo
ma gli interessi materiali vincono sull’etichetta e le buona materie
e per cominciare a tornare a esercitare una qualche forma di sovranità, radere al suolo la Disunione Europea di Maastricht è un prerequisito
e sentirlo dire in modo così chiaro dall’ex ambasciatore della Repubblica italiana prima a Teheran e poi a Pechino fa sempre un certa impressione
approfittate delle feste e prendetevi tutto il tempo che serve per godervi questa lunga e straordinaria intervista con Alberto Bradanini, uno degli intellettuali più solidi e completi che abbia frequentato i palazzi del potere negli ultimi decenni
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è Natale
ma Alessandro Volpi non ha nessuna intenzione di essere più buono
e ci regala questa preziosa Lectio Magistralis, per ripercorre insieme gli snodi di questo 2025, e capire perché l’economia globale non sarà mai più come prima
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seguire il professor D’Orsi nel suo girovagare per l’Italia ormai è diventato un film d’azione hollywoodiano
dopo la bellezza di due mega-conferenze di fila nella sua città annullate per amore di censura all’ultimissimo minuto, finalmente una sezione napoletana dell’ANPI era riuscita a organizzare un dibattito pubblico con la presenza del professore e di Alessandro Di Battista
ma l’ipotesi sempre più ingombrante che la guerra possa realmente finire, ormai, ha fatto letteralmente sbroccare i bimbiminkia del grande centro guerrafondaio che, forti del loro zero virgola di consenso popolare, hanno messo in scena l’ennesimo teatrino
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La sconfitta in Ucraina sancirà la morte dell’Unione Europea?
È la domanda che un po' tutti noi veri europeisti ci stiamo facendo in questi giorni.
La fine del trattato di Maastricht, dell’austerità, e delle istituzioni comunitarie nate 30 anni fa, è diventata infatti una condizione indispensabile, anche se non sufficiente, per il rilancio economico e sociale del nostro paese e per la nascita di una nuova sana cooperazione tra i popoli europei.
Nella quale a gente come Mario Draghi e Kaja Kallas verrà impedito l’esercizio di pubbliche funzioni e il principio metafisico della concorrenza capitalista tra gli stati membri verrà sostituito con quello dello sviluppo umano e meteriale dei cittadini.
Chiediamo troppo?
Odiamo l’europa?
In ogni caso, la buona notizia è che potrebbe essersi già rotto forse il cardine politico fondamentale dell’Unione per come la abbiamo conosciuta in questi anni: l’asse franco-tedesco.
Macron ha infatti letteralmente tradito la Germania su uno dei crocevia politici più importanti degli ultimi anni, quello dell'utilizzo degli asset russi congelati in Europa per finanziare la guerra in ucraina; più infliggendo a Merz una cocente sconfitta.
Dopo il viaggio in Cina, l’apertura a Putin, e il niet all’utilizzo degli asset russi, la Francia ha capito il fallimento della linea tenuta negli ultimi anni e sta cercando di salvarsi in extremis?
E quanto è grave la crisi dell’asse franco tedesco, visto che invece Merz ha bisogno della Russia come nemico strutturale dei prossimi anni per giustificarela corsa al riarmo?
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Israele vuole tornare a bombardare l’Iran, e se ne sta inventando di tutte per convincere Washington
prima hanno dato la colpa agli iraniani dell’attentato di Bondi Beach
poi dell’assassinio del fisico portoghese a Boston
puttanate che sono durate quanto un gatto in tangenziale
e allora rilanciano
nell’ultima settimana la propaganda filosionista ha lanciato ogni genere di allarme possibile immaginabile
l’Iran non solo starebbe costruendo un arsenale di missili balistici senza precedenti
ma sarebbe anche pronta a lanciare un attacco preventivo
e il 29 dicembre Bibi andrà in pellegrinaggio da Re Donald alla corte di Mar a Lago per convincerlo che l’unica soluzione è colpire per primi
il problema però è che il principale deterrente dell’Iran sta esattamente dove stava 6 mesi fa
è la possibilità di chiudere lo stretto di Hormuz, e scatenare così una crisi energetica in grado di fare esplodere l’intera economia mondiale
a meno che nel frattempo non si trovi una nuova fonte di approvvigionamente alternativa
tipo il petrolio del Venezuela
prima di tornare a occuparsi di nuovo di Tehran, Trump deve riuscire a mettere le mani sull’oro nero di Caracas
ma potrebbe essere più complicato del previsto
nel frattempo, annunciare continuamente che attaccheranno appena Washington darà il via libera, potrebbe spingere Tehran a muoversi d’anticipo
c’è arrivato anche qualche ultrà sionista
“i missili balistici dell’iran sono una minaccia reale”, titola lo stesso Jerusalem Post. “ma affermazioni esagerate potrebbero danneggiare la stessa causa di Israele”
riuscirà lo spirito di autoconservazione a prevalere sulla sete di sangue della propaganda sionista?
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Tutti ripetono la stessa storia sulla Cina: la Cina vince sul piano commerciale perché sfrutta i lavoratori, perché paga salari da fame, perché è una gigantesca fabbrica-lager che vive solo di export e manodopera a basso costo. È un racconto comodo, rassicurante, che permette all’Occidente di sentirsi ancora dalla parte “giusta” della storia.
Il problema è che non è vero.
La Cina non è più un paese povero da anni. È classificata come economia a reddito medio-alto dal 2010 e si avvicina rapidamente alla soglia dei paesi ad alto reddito. Non è nemmeno un’economia iper-dipendente dalle esportazioni come spesso si racconta: il peso dell’export sul PIL cinese è attorno al 20 per cento, la metà di quello tedesco. Eppure, proprio ora, la Cina ha superato una soglia storica: oltre mille miliardi di dollari di surplus commerciale, un livello mai visto prima.
Un numero così grande da far scattare l’allarme ovunque.
Ma se si guarda davvero a come funziona l’industria cinese, emerge qualcosa di molto diverso dal solito cliché. Il vero segreto del successo cinese non è il basso costo del lavoro, ma una scelta precisa di politica industriale: introdurre concorrenza estrema all’interno del proprio sistema produttivo, anche a costo di distruggere aziende, margini e rendite.
Ma c’è un altro dato ancora più destabilizzante. Negli ultimi quindici anni, in Cina sono scomparsi circa cento milioni di lavoratori manifatturieri. Non perché l’industria se ne sia andata, ma perché è stata automatizzata. Fabbriche senza operai, linee produttive guidate dall’intelligenza artificiale, risparmi sui costi di manodopera superiori all’80 per cento.
Questo cambia tutto.
Di tutto questo ne parla nell'ultimo imperdibile video di Dazibao, il canale della famiglia Ottolina specializzato in questioni cinesi ed asiatico e diretto da Davide Martinotti
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Un attentato terroristico contro il generale russo Fanil Sarvarov.
È successo questa mattina a mosca alla 7 del mattino, quando 300 grammi di tritolo piazzati sotto il telaio di un automobile hanno fatto saltare in aria il Generale in via Yasenevaya a Mosca.
56 anni, direttore del dipartimento di addestramento operativo dello Stato maggiore dell'esercito, Sarvarov nel maggio 2024 aveva ricevuto il grado di generale luogotenente da Putin.
Gli inquirenti russi, scrive la Tass, stanno valutando diverse teorie sull'omicidio,
ma la cosa più probabile è che "l'attentato sarebbe stato organizzato dai servizi speciali ucraini".
Già in passato gli ucraini avevano hanno preso di mira alti gradi militari della Russia in singoli operazioni di intelligence, e a questo giro le modalità ricordano da vicino l’attentato terroristico che il 20 agosto del 2022 portò alla morte di Dar'ja Dugin, la figlia di Alexandr Dugin.
Il fronte occidentale per la guerra e l’escalation sta prendendo schiaffi ogni giorno che passa, e la disperazione, si sa, porta ad essere sempre più pericolosi e a cercare di alzare la posta in gioco.
Sono giorni decisivi:
i paesi Nato sconfitti in Ucraina sono alla prese con un repentino cambio di strategia imposto da Trump che tocca interessi vitali dell’occidente capitalista;
una vera a propria resa dei conti interna destinata ad acutizzarsi e lasciare non pochi cadaveri sul terreno.
E l'Intelligence sta giocando un ruolo non di poco conto in questa guerra civile.
Ecco la prova:
il 19 dicembre Reuters pubblica un report dove si legge che secondo “sei fonti vicine all’intelligence statunitense” Putin “non ha abbandonato i suoi obiettivi di conquistare tutta l’Ucraina e di reclamare parti dell’Europa che appartenevano all’ex impero sovietico”.
E quindi, tradotto, una pace in uYcraina prefigurerebbe solo nuove future invasioni.
Con grande gioia, sui giornali italiani è stata subito ripresa la notizia:
"Vedete che avevamo ragione noiii Putin è il nuovo hitler!"
"basta ospedali, basta pensioni, tutte le nostre tasse siano immediatamente destinate al riarmo e a Zelenskyyy!!"
Peccato però, che neanche qualche ora dopo è stata la stessa direttrice dell’intelligence statunitense Tulsi Gabbard a smentire il tutto.
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QA
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Cosa c’entrano Marx e Il Capitale, Elon Musk, Slavoy Žižek, Platone e i Grandi Antichi di Lovecraft con il film cult di John Carpenter Essi vivono? E perché Essi vivono è il prototipo di una TV come Ottolina?
La stampa lo ha definito "Il film più folle della stagione (uscì nel 1988) e anche uno dei più coinvolgenti". La battuta più memorabile è quella di John Nada: "Sono venuto qui per masticare chewing gum e dare calci in culo. E ho finito le chewing gum". Ma solo nella versione inglese.
Essi vivono è l’undicesimo film di John Carpenter, filmmaker – cioè regista vero, indipendente – che ha dedicato l’intera filmografia a temi come il male, la paura dell'ignoto, la critica al capitalismo e lo smascheramento della manipolazione mediatica. Tra i suoi personaggi figura spesso la figura dell'anti-eroe proletario (Essi vivono, 1997: Fuga da New York, e Fuga da Los Angeles).
Slavoy Žižek ha detto: “Essi vivono è uno dei capolavori dimenticati della sinistra hollywoodiana. ... Gli occhiali da sole funzionano come una critica all'ideologia. Quando li indossi vedi la dittatura nella democrazia, l'ordine invisibile che sostiene la tua apparente libertà”.
Nel frattempo, ad aprile, John Carpenter è stato inserito nella Hollywood hall of fame: Il che lo rende un po’ (o molto meno) indipendente?
Non lo so, so solo che chi non guarda il video intero è un Grande Antico.
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Improvvisamente sul Mainstream si è tornati a parlare del fronte ucraino.
O meglio, tra mappe modificate ed esaltazione di una presunta "riscossa" ucraina, si è tornati a fare propaganda anche su questo.
Il motivo è che a Kupyansk le forze armate ucraine sono riuscite a rallentare l'avanzata russa costringendoli a cambiare strategia.
Ma il destino del conflitto in Donbass sembra segnato, e cedere diplomaticamente quello che rimane della regione filo-russa ai russi potrebbe finalmente porre fine alla guerra.
Ne parliamo con il nostro Davide Montingelli.
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l’Unione Europea decide di investire altri 90 miliardi nei cessi in oro massiccio ucraini
ma le risorse per continuare davvero a fare la guerra, non ci sono più
il vertice europeo di stanotte segna una delle debacle più clamorose di sempre della commissaria Von Der Leyen e del suo azionista di maggioranza: Friederich BlackRock Merz
volevano mettere le mani su 210 miliardi di asset russi per legare indissolubilmente la sopravvivenza stessa dell’Unione Europea alla sconfitta di Valdimir Putin
si sono dovuti accontentare di un corpulento regalo alla macchina corruttiva di Kyev, e a una piccola mancetta all’industria delle armi europea, che comunque non basterà a tenere in piedi la bolla
si avvicina così la fine dei “porci europei”, come ha definito Putin la classe dirigente europea che ha scommesso tutto sul suo crollo
e di ogni speranza di riscatto dello zombie tedesco e delle sue neonate ambizioni imperiali
a banchettare sul suo cadavere, ex paesi satellite
repubblica ceca, slovacchia e ungheria
che non solo hanno contribuito ad affossare l’assalto agli asset russi
ma che non daranno nemmeno un euro per la nuova mancetta ucraina
per la Russia è un vero e proprio trionfo
“chi non ce l’ha con noi, ci guadagna un sacco di soldi”
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ma ci pensate mai che per andare in pensione dovrete lavorare come minimo per 42 anni e 10 mesi?
cioè, a parte tutto, non è UN’ETERNITA’?
meno male però ora ci pensa Gioggia
col maxiemendamento alla legge di bilancio, in una botta sola, ha allargato la finestra mobile e ha eliminato la possibilità di riscattare la laurea
se poi ci aggiungi l’adeguamento all’aumento delle aspettative di vita, che in realtà non è solo un adeguamento, ma una vera e propria rapina, la frittata è fatta
3 ANNI E 7 MESI DI LAVORO IN PIU’
43 MESI
in Francia, quando Macron ha annunciato l’aumento dell’età pensionistica di 24 mesi, i lavoratori hanno messo a ferro e fuoco il paese per settimane
da noi di ferro e di fuoco se ne vede poco
merito anche dei media
in particolare dei media degli amici di gioggia, che ormai dominano incontrastati: i 3 giornali di Caltagirone, e gli altri 3 di Angelucci
d’altronde, sono parte in causa
perché abbattere il sistema pensionistico pubblico non è solo un problema di conti dello Stato
è un regalo ai Palazzinari
che oggi campano di fondi immobiliari finanziati con i risparmi di chi sa che la sua pensione arriverà troppo tardi e troppo poco, e prova a garantirsi una vecchia decente con i fondi privati
insomma, Giorgia ci fotte le pensioni per fare un regalo ai suoi amici palazzinari
AUGURI
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Miss paraculo 2025
anzi mister
sennò poi dice che siamo woke.
La meloni ha riferito ieri in parlamento sui negoziati in Ucraina.
"La Russia ha perso la guerra, Putin ha conquistato solo l’1,5 per cento di territorio ucraino, la strategia occidentale ha portato a risultati straordinari, Zelensky è un eroe di guerra ed è alto pure 2 metri..."
e così via, sembrava di sentir parlare un Merz o un Mattarella qualunque.
Ma la risoluzione che viene poi votata dalla maggioranza dice tutto il contrario
e cioè come vi avevamo già raccontato negli scorsi giorni, che l’Italia appoggia nella sostanza il piano di pace americano e che la Meloni sta diventano sempre più trumpiana e meno vogliosa ogni giorno che passa....volenterosa, pardon.
Al di là della retorica, dal governo passa il no all’utilizzo degli asset russi se non ci sono “solide basi giuridiche”, e quindi no.
No a contingenti italiani nell’ucraina post bellica, nessuna menzione a nuovi aiuti militari per Kiev.
Durante il discorso, la premier si concede pure i cari vecchi insulti contro non specificati "burocrati di Bruxelles"..
insomma siamo ormai definitivamente passati dai bacini in testa di Biden, a bimba del miliardario newyorkese.
Cosa non si fa per la sovranità dell’Italia!
fortunatamente per ggioggia però, può dormire sonni tranquilli
a fargli opposizione infatti, c’è Mario Monti...
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Ecco come l’unione europea distrugge la vita delle persone:
2 giorni fa la commissione europea pubblicato i nomi dei nuovi cittadini che saranno colpiti dalle sue sanzioni economiche, e tra questi nomi c’è Jacques Baud, ex colonnello svizzero, a lungo rappresentante delle Nazioni Unite e oggi analisti geopolitico.
La sua colpa?
l’aver espresso opinioni sulla guerra in Ucraina non allineate a quella Commissione.
Sentite la motivazioni ufficiali:
Jaques Baud “Funge da portavoce della propaganda filorussa e formula teorie complottiste, ad esempio accusando l’Ucraina di orchestrare la propria invasione per aderire alla Nato. Jacques Baud è pertanto responsabile di mettere in atto azioni o politiche attribuibili al governo della Federazione russa che compromettono o minacciano la stabilità o la sicurezza di un Paese terzo (l’Ucraina), o sostiene tali azioni o politiche, tramite l’uso della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze”.
Adesso andate su You tube e guardatevi qualunque intervento di Jaques Baudquello che vedrete, è un semplice cittadino europeo che esprime pacificamente le sue opinioni politiche ed esercita il proprio diritto di critica..
Si tratta di sanzioni devastanti:
non solo viene gli impedito l’ingresso e il transito nel territorio dell’Unione ma, cosa ancora più grave, il congelamento dei beni e dei conti banca.
A tanto può portare contraddire Zelensky e Kaja kallas...
e pensate, nella democraticissima Unione Europea le sanzioni della Commissione non devono passare da nessun tribunale.
Si tratta di punizioni emanate direttamente dal potere esecutivo, nei confronti di individui che quindi non sono stati giudicati colpevoli di alcun reato da nessuna corte.
Che dire... sono letteralmente nel panico!
Non stanno toccando boccia ai negoziati e tra qualche mese perderanno la poltrona...non gli rimane che prendersela con noi.
Solidarietà a Jaques Baud e a tutte le vittime del regime.
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