Nella Notte 7 di 100 notti per cambiare parliamo di gestione della fatica sul lungo periodo. Un check del corpo semplice e concreto, supportato dal modello a semaforo (verde, giallo, rosso), per distinguere tra stanchezza utile e segnali di rischio e decidere come adattare allenamento e impegni senza perdere continuità.
Nella Notte 6 di 100 notti per cambiare parliamo di energia mentale e rimuginio. Sapere che la maggior parte delle preoccupazioni non si realizza non basta: serve imparare quando pensare e quando smettere. Strumenti concreti per interrompere il pensiero circolare e conservare lucidità e forza.
Nella Notte 5 di 100 notti per cambiare parliamo del silenzio come spazio necessario per la regolazione mentale ed emotiva. Un invito semplice e concreto: dieci minuti senza stimoli prima di dormire, per permettere al cervello di decomprimere la giornata e prepararsi al riposo. Non meditazione, non performance, ma presenza.
In questa quarta notte parlo di come le relazioni si allentano nel tempo, spesso senza che ce ne accorgiamo.
Cambi di lavoro, cambi di vita, fasi diverse: alcune persone restano, altre si perdono per inerzia.
Tenere il contatto non significa fare grandi discorsi, ma non lasciare che il tempo faccia il resto.
Un messaggio, ogni tanto, per non isolarsi.
Una notte. Un comportamento. Si continua.
In questa terza notte parlo di come dare una direzione al giorno dopo.
Non fare tutto, ma scegliere una sola priorità che, se portata a termine, rende la giornata sensata.
Una micro-missione chiara riduce lo stress, abbassa il carico mentale e aiuta a non partire in rincorsa.
Non controllo. Direzione.
Una notte. Un comportamento. Si continua.
In questa seconda notte parlo di come svuotare la testa prima di dormire.
Non scrivendo emozioni o pensieri profondi, ma mettendo ordine nelle cose che richiedono attenzione.
Appunti presi al volo durante il giorno, una lista imperfetta, un’agenda che cambia continuamente: un modo concreto per non portarsi tutto nel sonno.
Non per controllare tutto, ma per sapere che è stato visto.
Una notte. Un comportamento. Si continua.
In questa prima notte parto da una cosa semplice: rifare il letto.
Non come gesto simbolico o estetico, ma come primo atto di ordine quando tutto il resto è confuso.
Prendo spunto dal libro Rifai il letto di William McRaven per parlare di come creare struttura nelle piccole cose possa aiutare a non rimanere bloccati nei momenti di caos.
Non è una soluzione ai problemi e non cambia la giornata, ma può cambiare il modo in cui la chiudi.
Una notte. Un comportamento. Si inizia da qui.
In questo podcast non troverai racconti motivazionali né discorsi astratti.
100 notti per cambiare è un percorso pratico.
A partire dall’episodio uno inizierò a raccontare, uno alla volta, cento comportamenti e abitudini che ho applicato su me stesso negli ultimi anni.
Sono cose semplici, quotidiane, divise per aree: corpo, routine, scelte, gestione dello stress, recupero, attenzione.
Non sono teorie.
Le ho provate, adattate, tenute quando funzionavano e scartate quando non funzionavano.
Alcune hanno basi scientifiche chiare, altre sono frutto dell’esperienza.
Non vanno applicate tutte insieme e non vanno applicate sempre.
Ma nel tempo mi hanno aiutato a stare meglio rispetto al punto di partenza.
Questo podcast serve a raccontarle, una notte alla volta.
This podcast was born from a simple realization:
I didn’t need to change everything.
I needed to change how I was living inside what I already had.
The Quiet Shift is not motivation.
It’s not therapy.
It’s not inspiration.
It’s a quiet, practical space about habits, boundaries, discipline, and recovery.
One night at a time.
One adjustment at a time.
For those who feel something needs to shift —
without burning everything down.